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Norman Gobbi, classe 1977, dal
maggio scorso è il più giovane primo cittadino del Cantone. Nel ruolo di
presidente del Gran Consiglio si sente un po' come un direttore d'orchestra
chiamato a gestire tromboni e prime donne. Nell'intervista d'inizio anno non
manca di dare la pagella al Consiglio di Stato, prossimo al giro di boa della
legislatura: sufficiente. Ma esprime anche una critica: «L'impressione è che il
Governo, fagocitato dall'amministrazione, non vede il fil-rouge ed è poco
sensibile alle opinioni della comunità». A maggio tornerà a vestire i panni del
deputato leghista e dopo l'intesa PLRT-PPD-PS sul Preventivo 2009 non esclude
accordi tra la destra sociale e nazionale (Lega e UDC) con i partiti di centro,
sempre che il PLRT «si tolga dall'obbligo morale di stringere alleanze a
sinistra».
PAGINA A CURA DI GIANNI
RIGHINETTI
L' INTERVISTA
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Il 5 maggio quando è stato eletto
alla presidenza aveva detto «cerchiamo di portare un po' d'ordine in questo
Parlamento». A otto mesi di distanza ritiene che l'obiettivo sia stato
raggiunto?
«Ho cercato da subito di imporre una conduzione democratica sì, ma ferma.
Devo dire che il Parlamento ha recepito il messaggio e le discussioni sono
ordinate.
Il presidente è a volte come il direttore d'orchestra, che deve
gestireunpo' tutti i suonatori della sinfonia cantonale (tromboni e prime donne
comprese)».
Qual è stato il momento di massima difficoltà e caos? Come ha cercato di
porvi rimedio?
«Al momento non ce ne sono
stati, anche perché - grazie al supporto del segretario generale e del
consulente giuridico - ho sempre messo bene in chiaro le regole prima di
eventuali discussioni».
Ritiene che oggi il Parlamento
rispecchi il paese reale o c'è qualche sensibilità che non è rappresentata in
aula?
«Ci sono i disoccupati, gli operai, gli imprenditori, i sindacalisti, gli
avvocati, i banchieri, gli ingegneri -architetti, i pensionati, gli studenti,
gli animalisti, i cacciatoripescatori, gli automobilisti, gli ambientalisti,
gli spendaccioni e i risparmiatori. Abbiamo davvero tutta la società in un
Parlamento cantonale e credo sia un bene, al di là di chi dice che "una volta
era meglio"».
I suoi predecessori hanno
sempre lamentato scarso interesse del Governo nei confronti del Legislativo. Le
cose stanno ancora così o ritiene che qualcosa sia cambiato?
« La "malattia"
del Governo sta nell'essere fagocitato da quanto l'amministrazione gli propina; in
altri Cantoni i membri dell' Esecutivo siedono durante l'intera sessione in
Parlamento. Nella scorsa sessione a Bellinzona, il Governo è rimasto per ben due
giorni in Gran Consiglio con i Preventivi 2009:credo sia un unicum negli ultimi
anni».
Il Preventivo 2009 è stato contrassegnato dall'alleanza PLRT-PPD-PS. Una
soluzione contingente o una costante fino al 2011?
«Le maggioranze, in un sistema
proporzionale senza raggruppamenti, si fanno e si disfano regolarmente; nel
caso contingente sarei stato ovviamente più contento che la maggioranza fosse
stata fatta con la destra sociale e nazionale (Lega-UDC). Quest'ultima
variante non la escludo, ma a condizione che il partito di maggioranza
relativa si tolga dall'obbligo morale di stringere alleanze a
sinistra
».
Il
Governo nel primo anno delle legislatura ha prodotto poco. Nel secondo anno ha
formulato diverse proposte, puntualmente criticate, quando non fucilate. Qual
è la sua impressione? Dia la pagella di metà legislatura.
«La mia
impressione è che questo Esecutivo, fagocitato dall'
Amministrazione,
‘ Un Governo in ritardo cronico nel
proporre temi. Il risultato? Si arriva sempre all'ultimo con esercizi da
pompiere
non vede il fil-rouge ed è poco sensibile alle opinioni della comunità.
Come nel caso della Legge d' Applicazione della Nuova Politica Regionale,
respinta da tutte le organizzazioni delle Città e dei Comuni di montagna. I
ritardi - cronici - nel proporre i temi (si veda l'ultimo della Legge
d'applicazione alla Legge federale sull'approvvigionamento elettrico) è un
altro elemento non positivo di questo Governo; i temi sono conosciuti e spesso
prevedibili, ma si arriva sempre all'ultimo con esercizi da pompiere. La nota
di sufficienza è corretta, ma manca il fil-rouge della strategia governativa per
portare questo Cantone a migliori lidi (lavoro, opere, investimenti,
riorganizzazione amministrativa, ...)».
A questo punto cosa si aspetta
dalla politica cantonale nel 2009?
«Principalmente, se la crisi
sarà confermata nella sua importante gravità, misure reali di rilancio del
lavoro e dell'economia».
La crisi fungerà da collante
tra i diversi partiti o sarà un elemento disgregante, nel senso che ognuno
tenderà a profilarsi autonomamente?
«Nei momenti difficili la
Svizzera
‘ Ho incontrato persone e realtà
differenti.
Ho percepito che la gente è vicina alle istituzioni. Una
piacevole sorpresa
ha saputo unirsi per il bene
del Paese; auspico che questo spirito sia seguito anche in questa crisi che si
preannuncia molto dura. Nell'unità però le varie sensibilità devono rimanere
tali, in modo che tutti gli interessi siano tenuti in
considerazione».
Cosa le sta dando, a livello
umano e politico, l'anno di presidenza?
«Molto. Nelle mie presenze
nella comunità ho incontrato molte persone nuove e molte realtà differenti,
conoscendo ambiti per me nuovi.
Ho percepito che la gente, il
Popolo, è molto vicina alle Istituzioni eapprezza quando queste si
interessano del loro operato. Il legame cittadino- istituzione è stato per me
una vera e piacevole sorpresa».
Faccia un augurio ai ticinesi
per l'anno nuovo.
«Nel 2009 auguro a tutte le
cittadini e tutti i cittadini di trovare momenti di serenità e gioia, di
raggiungere gli obiettivi fissati e di poter esaudire un sogno che da tempo
tengono nel cassetto».
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