Da: www.caffe.ch, 19.10.08
Censure e denunce, retroscena inediti del processo al giudice Zali
Il pg Balestra segnala Noseda alla Commissione disciplina degli avvocati; il Consiglio della magistratura apre un procedimento contro il responsabile della Procura
Quella contro il giudice
Claudio Zali accusato, e poi prosciolto, per appropriazione semplice,
non è stato solo una spinosa inchiesta giudiziaria, ma una battaglia
senza esclusioni di colpi tra il procuratore generale Bruno Balestra e
l'avvocato John Noseda difensore di Zali. Balestra che segnala Noseda
alla commissione di disciplina dell'Ordine professionale degli
avvocati, e alla Commissione di esperti per l'esame dei candidati alla
magistratura - di cui il legale luganese fa parte-, lamentando
"attacchi personali e colpi sotto la cintura"; il Pg per questa
segnalazione si ritrova a sua volta indagato, e prosciolto, per
violazione del segreto d'ufficio. Ma contro di lui il Consiglio della
magistratura ha aperto un procedimento, tutt'ora in corso. Ecco i
retroscena inediti di uno scontro che, tra censure e veleni, ha
addensato non poche nubi sul Ministero pubblico, creando molto
imbarazzo nel Palazzo di Giustizia per gli intrecci politici e
partitici della vicenda.
È tutto nero su bianco
nella decisione del 7 agosto scorso della Crp, in cui la Camera dei
ricorsi penali, accettando la seconda istanza di ricusa presentata da
Zali contro Balestra, ricostruisce il lungo braccio ferro tra il
Procuratore generale e Noseda.
Lo scontro che era
nell'aria da tempo, inizia il 23 maggio 2008. Dopo che la Crp aveva
respinto la prima ricusa contro di lui, Balestra scrive alla
Commissione disciplina dell' Ordine degli avvocati e alla Commissione
di esperti che valutano l'idoneità dei candidati alla magistratura,
sottolineando "una sempre maggiore aggressività nel comportamento di
alcune difese che non lesinano attacchi talvolta assolutamente gratuiti
e personali". Riferendosi ad alcuni passaggi dell'istanza di ricusa,
Balestra continua ricordando talune affermazioni di Noseda " (...)
secondo cui le decisioni dell'inquirente (lo stesso Balestra, ndr.)
sarebbero state dettate da motivazioni politiche e interessi personali
riguardanti la propria elezione e quella del giudice Zali, eletto sulle
liste del partito avversario". Il procuratore rimarca anche che
l'avvocato in quell'istanza lo aveva definito "ipocrita". Per questa
segnalazione l'Ordine degli avvocati ha aperto un procedimento
disciplinare contro Noseda. Tutt'ora pendente.
Ma
per la segnalazione alle due Commissioni viene avviata d'ufficio contro
Balestra un'indagine per violazione del segreto d'ufficio, che si
conclude con un proscioglimento deciso dall'allora procuratrice Maria
Galliani. Zali però non molla e presenta contro il Pg una promozione
d'accusa, che viene respinta dalla Crp. Tuttavia, il Consiglio della
magistratura avvia un procedimento a carico di Balestra. Ma non finisce
qui. Proprio per la segnalazione alle due Commissioni, la Camera dei
ricorsi penali accoglie una nuova istanza di ricusa di Zali contro il
Procuratore generale. L'inchiesta passa, perciò, al Procuratore Antonio
Perugini, ex vice di Balestra, che il 22 settembre scorso ha scagionato
del tutto Zali dall'accusa di appropriazione semplice, rimproverando al
Pg "un ragionamento contorto, estraneo all'ambito penale".


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