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Anche il Ticino si prepara ad adeguare la legislazione cantonale in vista dell'entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale federale - Il Consiglio di Stato propone una riorganizzazione del Ministero pubblico
L'adeguamento della legislazione cantonale al nuovo Codice di procedura penale (unificato a livello federale), che entrerà in vigore il 1. gennaio 2011, porterà con sé una riforma del sistema giudiziario ticinese, sia dal profilo del funzionamento, sia per quanto concerne l'organizzazione del Ministero pubblico (vedi articolo sotto). Diversi gli ambiti che saranno toccati dalla riforma (presentata a grandi linee sul Cd T del 22 gennaio), che è stata illustrata nel dettaglio ieri a Bellinzona.
Appello penale
Fra le principali novità, sarà introdotto il processo d'appello nell'ambito penale. Le parti coinvolte in un procedimento penale potranno chiedere un vero e proprio rifacimento del processo. «Attualmente in Ticino non c'è questa possibilità, ma il ricorso per Cassazione, che è dato solo in caso di contestazioni di carattere giuridico », ha spiegato John Noseda,
coordinatore della Commissione che ha esaminato le nuove disposizioni federali. « L'appello è un riesame del caso in Tribunale, fatto sulla base delle prove raccolte in precedenza». Con l'introduzione del processo d'appello, prosegue, «non ci saranno più processi di Cassazione (attualmente una novantina all'anno), ma verosimilmente aumenteranno i casi, perché si potrà ricorrere più facilmente». Da qui l'esigenza di potenziare l'organico della Corte d'appello, che si comporrà di tre giudici a tempo pieno.
Polizia e atti impugnabili
Il Codice unificato comporta conseguenze anche per la Polizia. In particolare, gli atti di polizia saranno suscettibili di reclamo e considerati alla stregua degli atti dei magistrati. Con quali effetti? Ci saranno maggiori obblighi e formalità procedurali da rispettare nelle indagini e nell'assunzione di prove (ad esempio negli interrogatori). «Si tratta di un rafforzamento del ruolo della Polizia in ambito giudiziario», commenta Noseda. «Tutte le polizie - incluse le Comunali, la Polizia ferroviaria, le Guardie di confine - saranno subordinate alle procedure del Codice penale svizzero e sottoposte alla vigilanza del Ministero pubblico. Occorrerà rafforzare la preparazione scientifica degli agenti e il coordinamento».
Fase istruttoria anticipata
Altre riforme riguardano la fase iniziale del procedimento penale. È previsto l'intervento di un avvocato della prima ora:il difensore sarà presente anche in Polizia dall'inizio dell'inchiesta. Noseda ha poi rilevato che ci sarà un'anticipazione della fase istruttoria, che scatterà appena ci sarà la notizia del reato. «Ciò comporterà un aggravio di oneri per il Ministero pubblico». La durata del carcere preventivo, inoltre, scenderà da 6 a 3 mesi, con possibilità di proroga. Ragion per cui, ha detto Noseda, «ci si attende un numero maggiore di proroghe».
Altre modifiche
Il decreto d'accusa non potrà più essere proposto nella procedura semplificata e, in caso di opposizione, gli atti non andranno direttamente dal giudice ma torneranno dal procuratore pubblico per un approfondimento d'inchiesta. Saranno inoltre applicabili nuove misure di privazione della libertà. Il magistrato che decide sulle misure coercitive non si chiamerà più giudice dell'istruzione e dell'arresto (GIAR), ma giudice dei provvedimenti coercitivi. Infine, verranno abolite le giurie popolarieigiudicidipacenonpotranno più mediare la conciliazione nei reati di querela di parte.
Ragioni e valutazioni
Definendo l'introduzione del Codice unificato «un passo storico», il direttore delle Istituzioni Luigi Pedrazzini ha illustrato le ragioni che hanno condotto ad elaborare la riforma così come presentata. «Abbiamo approfittato della riforma per aprire un capitolo sull'organizzazione del Ministero pubblico e il suo funzionamento » ha detto, specificando però che si è optato per una linea di conservazione. «Dove si è potuto confermare l'organizzazione lo abbiamo fatto. Era improvvido creare nuovi cambiamenti non necessari». Del resto, ha aggiunto Noseda, «le soluzioni proposte permettono di effettuare un adeguamento procedurale e di verificare in seguito quali dovranno essere i cambiamenti definitivi dell'organizzazione giudiziaria ». Il Consiglio di Stato si è concentrato in particolare su quattro punti. «È stato condiviso il fatto di creare una gerarchia nel Ministero pubblico; l'aumento dei giudici del Tribunale d'appello è stato ritenuto giustificato, come pure il mantenimento dell'organico del GIAR». Un capitolo a sé è la collocazione del Tribunale penale cantonale nell'organizzazione giudiziaria. «La Commissione ha proposto di scorporarlo dal Tribunale d'appello, creando un Tribunale cantonale di giudizio di prima istanza». Una proposta che il Consiglio di Stato è disposto a considerare, ha rilevato Pedrazzini, chiedendosi se non si dovrebbero scorporare anche altri elementi e creare un vero Tribunale d'appello. « In tempi brevi - ha assicurato - un primo rapporto sarà presentato al Governo e se questo darà il via libera il messaggio dovrebbe giungere ancora nella prima parte dell'anno». r.l.
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