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Elezione dei pretori. La casta al posto del popolo?

Da: Mattino della domenica, 26.6.11 pag 4

La commissione di esperti che doveva giudicare l’idoneità di coloro che avevano concorso al posto di pretore ha tentato di perorare il sistema di potere, ma si è trovata smentita nei fatti dal Parlamento. Anche questo è segno di un esercizio democratico che funziona: i rappresentanti del popolo eletti decidono liberamente mettendo in discussione il parere consultivo dei tecnocrati scelti dalla casta degli avvocati e magistrati. Uno scandalo? Direi proprio di no. Anzi la scelta del Parlamento è stata una naturale reazione a un tentativo di sovvertire le regole del gioco: qualcuno si è messo in mente che la giustizia debba essere esercitata unicamente da una casta di persone nate e cresciute all’interno della giustizia stessa, così da non aver più nessun legame con la realtà della vita quotidiana delle persone che compongo la nostra società. Un palazzo di persone autoreferenziate che giudica una società intera: inaudito. 

Hanno cercato di farci credere che i giudici popolari non fossero più compatibili con il nuovo diritto processuale ma in votazione il popolo ha smentito questa tesi; all’apertura dell’anno giudiziario il presidente del Tribunale ha invocato una magistratura formata unicamente da tecnici che seguano un percorso formativo dedicato e che provengano da una carriera interna; la commissione di esperti nel concorso per i due pretori di valle ha scartato tutti i candidati che non avessero già avuto esperienze all’interno delle preture. Sono segnali inequivocabili di un tentativo di creare una casta. Il Parlamento ha fatto il suo dovere! Se questo non piace, potremmo sempre tornare all’elezione popolare dei pretori e dei giudici del tribunale d’appello, in fondo fino a pochi anni fa era il popolo a nominare i suoi giudici; non certo la casta!

* * *

Il 10 aprile in Ticino, a livello politico, sono cambiate alcune cose. Qualcuno se ne è reso conto, altri invece hanno continuato come se nulla fosse successo. E così si è dovuto attendere la terza riunione del Gran Consiglio per avere la prova provata di questo cambiamento. L’elezione dei due pretori di valle ha dato il pretesto ai gruppi partitici di dimostrare che il cambiamento è avvenuto e che la maggioranza non ha più intenzione di seguire le prassi sin qui adottate. Coloro che non avevano capito cosa fosse successo il 10 aprile hanno parlato della nascita di un nuovo asse LegaPPD, ma ancora una volta non hanno capito. Non è nato un nuovo asse; si è sgretolato un sistema di potere, quello del PLRT. Chi ha pareggiato o vinto alle scorse elezioni ha capito che i rapporti di maggioranza sono cambiati e che è possibile instaurare nuove dinamiche politiche. Invece i liberali sono rimasti ingessati nella loro convinzione che basta accordarsi col PS per continuare a comandare e decidere. Così hanno perso un’altra pedina del loro potere (un pretore di valle). Come hanno perso potere nella CORSI durante l’ultima assemblea elettiva. Segnali che dovrebbero insegnare loro ad essere meno spocchiosi e più aperti al dialogo con tutti i partiti, perché oggi non esistono più maggioranze pre costituite, ma tutti devono concorrere a trovare le soluzioni migliori nell’interesse del cantone. Certo, per chi ha comandato questo Paese per un secolo non sarà facile rendersi conto del cambiamento e questo comporterà diversi problemi. Perdere potere, posti di lavoro, mandati, nomine e appalti può destabilizzare chiunque, ancor di più chi non ha capito di aver perso le elezioni. E oggi pagano le conseguenze della loro arroganza. L’elezione dei pretori di Riviera e di Leventina è stata una specie di rivincita per tutti i partiti che si considerano liberi dal giogo di potere radicale espresso nell’ultimo quadriennio. 

MF 

 

Pretori: il fu partitone ha la memoria corta!

GIULIANO BIGNASCA
Due pesi e due misure

Il fu partitone starnazza perché la maggioranza del Gran Konsiglio ha osato l’inosabile, ossia ha sconfessato la Kommissione di esperti, manovrata politicamente, che voleva trombare una candidata par il posto di Pretore di Riviera perché non aveva esperienza giusdicente (ossia non aveva esperienza nella redazione di sentenze). La candidata è poi stata eletta dalla maggioranza parlamentare.

Il fu partitone starnazza perché la maggioranza del Gran Konsiglio ha disatteso le indicazioni della commissione “di casta”, ma dimostra di avere la memoria corta.

Nella precedente tornata di nomine infatti, quando si trattava di scegliere un pretore per la Pretura di Mendrisio Sud, l’ex partitone, con l’arroganza che gli è solita, ha imposto una “zucca” lasciando fuori due candidati che la Kommissione di esperti aveva qualificato come “particolarmente idonei”!! Uella ex partitone, ma ci siete o ci fate?! I pareri della Kommissione di esperti sono sacri solo quando fanno comodo in funzione della spartizione partitica delle cadreghe?!

Il fu partitone crede ancora di comandare, ma non è così!! Giò do dida!! E questa è solo la prima di una lunghe serie di scoppole che aspettano il fu partitone, oggi partitino, se non cambia registro!! 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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