Da: CdT del 10.3.11 pag 17
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Ha scontato 51 giorni di detenzione preventiva,
dal 12 marzo al 3
maggio 2010, siccome accusata di avere preso parte, l'8 ottobre 2009,
all'irruzione a mano armata alla Coop di Morbio Inferiore; di più, per
l'allora procuratrice pubblica Clarissa Torricelli fu anche lei a
tenere la pistola dalla quale, durante la rapina nel paese valligiano,
infine fallita, partì uno sparo che non provocò vittime. Eppure alla
donna, una 44.enne di origini siciliane, non può essere contestato alcun
coinvolgimento
nell'atto criminale perpetrato nell'autunno
di due
anni fa. L'ha stabilito, al termine del processo celebrato lo scorso
luglio, una Corte delle Assise correzionali presieduta dal giudice
Claudio Zali e l'ha ribadito tre mesi fa, respingendo il ricorso
dell'ex magistrato inquirente, la Corte di cassazione e di revisione
penale. Ora, la 44.enne assolta deve essere risarcita dal Cantone per
l'ingiusta carcerazione subita. Nei giorni scorsi, il giudice Zali, in
accoglimento
dell'istanza presentata dal legale della donna,
l'avvocato Marco Frigerio, le ha accordato un'indennità di poco
superiore ai 47 mila franchi.
Nel corso del processo celebrato alle Correzionali di Mendrisio, il giudice Zali aveva ripetutamente additato le lacune dell'atto di accusa di Torricelli. Per il presidente della Corte, era evidente come la 44.enne fosse finita alla sbarra a causa di «una perfida menzogna» dei due uomini - un 53.enne sardo e un 24.enne del Mendrisiotto - risultati essere gli autori dell'irruzione armata nel negozio del paese valligiano e condannati a 34 e a 30 mesi di detenzione.
P.C.

CLAUDIO ZALI In ossequio al Codice di diritto processuale penale è il presidente della Corte giudicante a statuire sui risarcimenti. (Foto Crinari)


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