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«Intervento poco
appropriato, mezzi eccessivi, manette umilianti e mancanza di cortesia» - Il
DFAE aveva raccomandato alle autorità cantonali di agire con la precauzione e
la delicatezza richieste dal caso
GINEVRA L'esperto svizzero membro della
commissione incaricata di far luce sulla vicenda Gheddafi non lesina critiche
alla polizia e alla magistratura di Ginevra e parla di «intervento poco
appropriato, mezzi eccessivi, manette umilianti, mancanza di
cortesia
». Il
documento del professor Lucius Caflisch, che è composto di 7 pagine e reca la
data del 14 dicembre, giunge alla conclusione che nessun atto illegale può
venir ascritto a carico delle forze dell'ordine ginevrine, ma esso stigmatizza
fortemente sia il comportamento della polizia che della giustizia. Ad esempio,
il DFAE aveva raccomandato alle autorità cantonali di agire con precauzione e
delicatezza, considerata la posizione delle persone coinvolte. Ginevra però
non ha tenuto conto di queste raccomandazioni, scrive nel rapporto lo
specialista di diritto internazionale.
Invece di emettere un mandato di
accompagnamento e di procedere all'arresto della coppia Gheddafi, il
commissario di polizia avrebbe potuto accontentarsi di un mandato di
comparizione; insomma un ordine più leggero e più appropriato.
Gli agenti
hanno pianificato l'intervento, ma Caflisch si interroga sul loro grado di
preparazione e scrive:«è stato detto che la polizia era informata, o avrebbe
dovuto esserlo, della presenza del bambino (il figlio di 3 anni della coppia
Gheddafi, ndr). Il fatto è che non lo era». Al momento di affidare il bambino a
terzi è sorta quindi una certa confusione e alla fine è stato preso a carico da
una conoscente dei Gheddafi.
Quanto poi allo spiegamento di 20 agenti per
arrestare due persone, «con il senno di poi può venir considerato inutile e
eccessivo, visto che la coppia non ha opposto resistenza». Per quanto concerne
l'ammanettamento di Hannibal Gheddafi, che non ha opposto una resistenza attiva,
il giurista lo considera «inutile, inappropriato e soprattutto umiliante». Non
aver permesso alla coppia di entrare in contatto con il loro consolato subito
dopo l'arresto non è contrario alla Convenzione di Ginevra, ma viene
qualificato di «scortese». Per di più, un giorno dopo l'inoltro di una denuncia
dei due domestici dei Gheddafi, questi ultimi hanno segnalato il furto di 2000
euro e di un orologio che si trovavano nella camera della moglie di Hannibal,
Aline. «La polizia ha trascurato di istruire questa pratica con il rigore
richiesto dalla legge », scrive Caflisch.
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