Da: CdT, 1.6.11 pag 19
Giustizia Giovane prosciolto Non fu tentata estorsione
In Pretura penale viene ribaltata la sentenza di primo grado
■ Era stato condannato con decreto d'accusa per tentata estorsione ma dopo l'inoltro dell'opposizione ed il successivo processo davanti al giudice della Pretura penale di Bellinzona, è stato prosciolto ieri in aula da ogni addebito. Protagonista delle vicenda è un giovane del Bellinzonese inviato a Mendrisio nel febbraio 2009 dal fratello, noto nell'ambiente, per riscuotere un vecchio credito da un canapaio.
Quest'ultimo, dopo aver rifiutato di consegnare il presunto dovuto di 55.000 franchi, ha denunciato il gio vane per tentata estorsione, sostenen do di essere stato minacciato affinché consegnasse il denaro al giovane che agiva in nome del fratello. La denun cia era stata suffragata da testimoni che avevano confermato la versione del canapaio.
Sulle base delle indagini condotte, il procuratore pubblico Moreno Capella - assente ieri pomeriggio in aula a Bellinzona - aveva pronunciato un de creto d'accusa con una sentenza di condanna, sospesa, a 2.000 franchi (20 aliquote di 100 franchi ciascuna).
Davanti al giudice Giovanni Celio, il difensore avvocato Rocco Taminelli ha sostenuto la tesi che il suo cliente nulla ha mai avuto a che fare con il mondo della canapa e che mai aveva tentato di estorcere i soldi alla presunta vittima in quel febbraio del 2009. Nel corso del dibattimento il legale ha così smontato le affermazioni dei te stimoni del canapaio, portando per fino un suo testimone a discarico.
Alla luce di quanto ascoltato e dall'in carto, il giudice Celio ha pertanto prosciolto l'accusato da ogni imputazione, non avendo infatti rilevato elementi sufficienti per ritenere che i fatti si siano svolti secondo la versione sostenuta dalla presunta vittima della tentata estorsione.
Il presidente della corte ha pure stabilito che debbano essere versati 3.556 franchi di ripetibili al giovane bellinzonese. LUBER
(Foto Demaldi)


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