Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Donne in preda a una crisi di nervi

Da: La regione 29.09.08 pag 3

Donne in preda a una crisi di nervi
Come conciliare vita privata e lavoro? Un difficile, e stressante, equilibrio che può minare la salute

Alle nove di mattina una donna può già ben dire di essere stanca. La sve­glia all'alba, colazione in corsa e due bambini ( per fare una media) da ac­compagnare a scuola prima della campanella. Senza dimenticare, ma­gari, di caricare la lavastoviglie, pas­sare lo straccio in cucina e fare letti e bucato. L'ufficio, infatti, non può at­tendere e la famiglia... altrettanto, marito compreso.
Stress e benessere psichico signifi­ca dunque entrare nel vivo di un tema che, direttamente o indirettamente, tocca tutta l'altra metà del cielo. Un tema, quello della conciliazione fra sfera privata e lavoro, sviscerato sa­bato mattina nell'ambito del primo appuntamento di « Donne e salute » , una serie di giornate di studio pro­mosse da qui a dicembre dall'Asso­ciazione «Dialogare-Incontri», cui se­guirà a primavera una seconda parte dedicata a « Maternità, paternità, fa­miglie ».
Sulla filosofia di questa interessan­te iniziativa si è espressa Lorenza Hofmann: « Il ciclo - ha spiegato la giornalista e consulente - è nato at­torno a informazioni e interrogativi sulle differenze nella salute e nella ma­lattia fra donne e uomini, differenze di genere, che vanno ben al di là delle dif­ferenze di sesso ( biologiche) » . Avete mai provato, per esempio, a fare una doccia con tre marmocchi urlanti alla porta del bagno? Bene, un uomo no! « Particolarità di questo ciclo - ha an­notato la relatrice - è l'ottica gender. Per lungo tempo ci si è preoccupati del­la sfera riproduttiva della donna come unica differenza fra i corpi maschili e femminili. L'ottica gender guarda in­vece la complessità di essere donna e uomo, non solo biologicamente ma so­cialmente, e si preoccupa dell'impatto sulla salute e sulla malattia di tutte quelle differenze che rilevano dal vis­suto: psicologiche, culturali, sociali, economiche » . Differenze che sono le­gate ai ruoli, alla condizione sociale, che ci portano ad essere più o meno esposti a questo o a quel possibile danno alla salute fisica o mentale. Momenti di riflessione che concepi­scono la salute non solo come assenza di malattia, ma come una risorsa in­dividuale e sociale da preservare nel migliore dei modi.
Come ha affermato Anita Testa Mader, psicologa e ricercatrice, se­condo l'Agenzia europea per la sicu­rezza e la salute al lavoro, lo stress la­vorativo (secondo problema di salute nel vecchio continente, dopo il mal di schiena, con importanti costi umani ed economici) è fonte di depressione, ansia, nervosismo, affaticamento e malattie cardiache. Oggi, inoltre, si presta più attenzione anche allo stress che deriva dal lavoro familiare. Lavoro e famiglia, stress e salute, sono quindi due binomi strettamente legati. Due piatti per una stessa bilan­cia, il cui equilibrio risulta essere estremamente delicato, non tanto per gli uomini quanto soprattutto per le donne: « Nella nostra realtà - ha spie­gato la psicologa - è un modo centrale quasi unicamente nella vita delle don­ne, molto spesso costrette a un certo punto della vita a scegliere fra mater­nità e lavoro o tra maternità e carriera professionale, per non parlare di for­mazione, di tempo libero, di attività sociali e politiche, di tempo per sé, in altre parole di qualità di vita ». In que­sto contesto che pone una serie di pro­blemi politici e sociali, ha aggiunto la ricercatrice, pensare alla salute signi­fica chiedersi cosa voglia dire sul pia­no personale e psicologico confron­tarsi con responsabilità sia familiari che professionali, essere alle prese con problemi organizzativi e di ten­sioni tra ruoli diversi: una « doppia presenza» se non tripla, se pensiamo alle numerose altre attività a cui sono confrontate le donne, ad esem­pio la cura di familiari anziani o il vo­lontariato.
Da qui possono nascere sensi di inadeguatezza e di colpa verso il part­ner e i figli. Tanto per le donne che la­vorano per necessità economica sia per quelle che hanno acquisito una formazione e desiderano metterla in pratica, guadagnando nel contempo una certa indipendenza finanziaria dal compagno. Perché pur fra mo­menti di stanchezza, fatica e di crisi, anche depressive, la donna sembra te­ner duro, ma riportando, quale altra faccia della medaglia, un rapporto « ambiguo » con il lavoro. Difficile è, infatti, il bilanciamento fra professio­ne e vita privata. « Secondo studi re­centi, più di un quarto delle persone oc­cupate residenti in Svizzera - non ha mancato di evidenziare Anita Testa
Mader - faticano a conciliare la sfera professionale e quella privata, cioè hanno una "work-life balance" molto o totalmente disequilibrata. E se guar­diamo più da vicino le differenze di ge­nere i dati mostrano che il disequili­brio influisce di più sulla salute psichi­ca delle donne".
I maschi coniugati hanno pur sem­pre il divano... C.F.




TI- PRESS ARCHIVIO
Una giornata sempre di corsa
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors