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Fermati 55 ragazzi della nostra regione di cui 44 minorenni. Quattro arresti.

Da: La regione 27.09.08 pag 14

Scorribande di giovani scatenati
Fermati 55 ragazzi della nostra regione di cui 44 minorenni. Quattro arresti. Furti e danni per oltre 70 mila franchi

Gioventù scatenata nel Bel­linzonese. Negli ultimi cin­que mesi la Gendarmeria Territoriale ha fermato 55 giovani - di cui ben 44 mino­renni - residenti perlopiù nel­la nostra regione (tranne un paio del Locarnese) perché autori di vari reati. Ieri la Po­lizia cantonale ha diffuso il bilancio di diverse inchieste svolte da maggio a settembre. La lista dei reati per i quali i ragazzi sono finiti nei guai si commenta da sola: lesioni semplici, vie di fatto, furto, danneggiamento, abuso di un impianto per l'elaborazione di dati, ricettazione, violazio­ne di domicilio, incendio in­tenzionale nonché violazioni alla Legge sugli stupefacenti e a quella sulla circolazione. Per quattro di loro sono pure scattate le manette. Ingenti sia i danni provocati che il va­lore della refurtiva sottratta, rispettivamente 33 mila e ol­tre 38 mila franchi. Quanto alla droga, invece, è stato di­chiarato il consumo di oltre un chilo di marijuana e lo spaccio di oltre 170 grammi. Le indagini hanno permesso di dare un nome agli autori di numerosi episodi di cronaca: dai raid al bagno pubblico a diversi furti nei chioschi, pas­sando per i vandalismi alle Medie 1 cittadine.
Questi gravi fatti non hanno lasciato indifferente l'autorità politica della Turrita. Da noi in­terpellata la capodicastero Gio­vani Flavia Marone ha espres­so il pieno convincimento che « un rafforzamento della politica giovanile è fondamentale per pre­venire altri episodi spiacevoli. I giovani hanno bisogno di rispo­ste che purtroppo delinquendo cercano in un altro modo. Per questo li invito caldamente a prendere contatto con la Commis­sione Attività giovanili per espri­mere le loro volontà ». La realiz­zazione, finalmente, del tanto auspicato Centro giovanile (la Casetta ex Zoni è sempre disa­bitata) potrebbe risolvere la si­tuazione, o quantomeno offrire ai ragazzi una struttura in cui trovarsi invece che perpetrare reati... « Certamente. Bellinzona è l'unica città in Ticino a non avere una struttura simile che ri­tengo fondamentale e che voglio fortemente diventi presto realtà -
risponde la nostra interlocutri­ce -. Ora sembra che vi sia unani­mità sia all'interno dell'Esecuti­vo che tra le varie forze politiche. La bozza del relativo messaggio è pronta e nei prossimi mesi do­vrebbe venir licenziato. Il proget­to, comunque, va di pari passo con un'altra iniziativa, ovvero con lo stabile che la fondazione Ingrado vorrebbe costruire in zona Espocentro e che potrebbe ospitare lo stesso Centro giovani­le » . Tra gli obiettivi dell'Esecuti­vo per la corrente legislatura fi­gura anche la costruzione di uno skate- park, un'ulteriore of­ferta di aggregazione per i gio­vani... « Con il Dicastero e la Commissione ci stiamo attivan­do, con l'aiuto di un gruppo di giovani, per trovare la migliore ubicazione in città », conclude Flavia Marone.
Tornando alle inchieste, due in particolare meritano qualche nota a parte. Quelle denominate ‘Ripresa' e ‘Nebbia'. Nella prima sono stati coinvolti 19 minoren­ni (di cui i quattro arrestati) e tre maggiorenni. Gli autori han­no causato danni per oltre 6'600 franchi, asportato refurtiva per poco meno di 27 mila che in gran parte sono finiti in marijuana (oltre otto etti quelli individuati: 650 grammi consumati e 170 spacciati). I fatti si sono svolti a Bellinzona e nei Comuni limi­trofi ai danni di vari esercizi pubblici e privati. Per quanto at­tiene la seconda indagine, i pro­tagonisti sono stati 12 minoren­ni colpevoli di vari danneggia­menti (fra gli altri come detto al­l'ex Ginnasio della Capitale). Anche loro, come i ragazzi finiti nelle maglie di ‘Ripresa', erano dediti a fumare spinelli. Sono in­fine stati identificati pure i due autori - un minorenne e un maggiorenne - dell'incendio in­tenzionale di un ombrellone e di alcuni mobili del Tea-room Pe­verelli di Piazza Collegiata ap­piccato lo scorso 21 giugno. Il rogo causò danni per più di 21 mila franchi. DELDA




Tra i reati contestati anche vie di fatto, lesioni, spaccio e consumo di erba
FOTO KEYSTONE

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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