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Aiuto e consulenza a giovani, famiglie e anziani che vivono situazioni
di disagio sociale e/o economico; intervento a favore di persone in
difficoltà, «
fornendo una prima risposta ai bisogni e attivando le risorse e i servizi necessari
»; collaborazione con la rete dei servizi esistente «
per rendere sempre più puntuali ed efficaci le risposte al disagio sociale, coordinando gli interventi
»; e assunzione di casi di curatela e tutela, in collaborazione con la
Commissione tutoria regionale di Minusio. Queste le mansioni che a
Tenero-Contra verranno svolte – inizialmente un giorno a settimana –
dall’operatore sociale che a breve termine verrà assunto (o assunta)
dal Comune. Il concorso, bandito di recente, ha suscitato un notevole
interesse, tanto che le candidature inoltrate erano state più di 20.
Nei prossimi giorni una delegazione municipale incontrerà i primi
candidati selezionati. L’idea di introdurre una figura simile era
stata portata in Municipio dalla capodicastero socialità Bruna
Mariotti Cattori. Su quell’onda l’Esecutivo aveva deciso di inserire a
preventivo 2008 una posta di 20 mila franchi, poi approvata di buon
grado dal Consiglio comunale. «
Confermo che la procedura d’assunzione è ben avviata
– dice il sindaco Paolo Galliciotti a
laRegione Ticino
–
e ricordo che i motivi in base ai quali è secondo noi
necessario introdurre questa funzione (benché per ora soltanto al 20
per cento) sono essenzialmente due. In primo luogo assistiamo ad un
aumento dei costi sociali, ma l’impressione è che si possa arrestare
questa tendenza creando un mediatore che possa aiutare alcuni
cosiddetti
“casi sociali” ad integrarsi, e che a monte verifichi se chi
beneficia dell’assistenza sociale perché non lavora fa tutto quanto è
in suo potere per trovare un’occupazione
». Secondariamente, prosegue Galliciotti, «
sappiamo che ci sono situazioni critiche o potenzialmente
difficili che se affrontate sul nascere possono essere risolte. Parlo
di casi sociali correlati al disagio giovanile, e provocati magari da
“vuoti” che si possono creare dopo la fine della scuola dell’obbligo,
in mancanza di una pronta opportunità di apprendistato. Crediamo che la
presenza di una persona attenta a queste situazioni possa rivelarsi di
grande importanza sia per il singolo individuo, sia per l’ente pubblico
».
In questi anni – si legge nel commento alla posta di 20 mila franchi inserita a preventivo – «
sempre più Comuni hanno
sentito l’esigenza di disporre di un operatore sociale per cercare
di dare una risposta al disagio sociale che spesso porta al disagio
economico e quindi all’assistenza
». L’intenzione è effettuare, con il primo operatore sociale assunto al 20 per cento, un periodo di prova di 12 anni. Poi «
saremo in grado di valutare se la scelta di far capo a questa figura ha
avuto un esito positivo
».
Dopo 20 anni a Locarno
Ricordiamo infine che lunedì prossimo 25 febbraio il Consiglio
comunale di Locarno sarà chiamato a pronunciarsi sulla mozione di Elena
Zaccheo (Plr) e confirmatari per l’istituzione dell’operatore di
prossimità. Un tema di cui a Locarno si parla ormai da un ventennio
(già nel 1998 vi era stata una mozione della Sinistra) e che ora sta
finalmente per andare in porto, considerato che da parte commissionale
è già stato dato il via libera e che il Municipio ha inserito nei
preventivi di quest’anno un importo di 40 mila franchi appunto per
l’attività di un operatore di prossimità, come richiesto anche in un
rapporto favorevole emesso dal Gruppo operativo permanente sul disagio
giovanile. All’iniziativa dovrebbero contribuire anche altri Comuni
della regione, nel frattempo coinvolti per la sinergia che la nuova
figura dell’operatore comporta nell’ambito del progetto pilota
“Mentoring”, portato avanti dal Cantone in collaborazione con la
Città di Locarno e la Pro Juventute, facendo capo al Fondo nazionale
dell’oro in esubero.
d.mar.
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