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Divorzi e iniquità fiscali. Alimenti ai figli non deducibili dalle imposte.

Da: Il mattino della domenica, 7.12.09, pag 7

E' il caso degli alimenti versati per figli maggiorenni agli studi - La Lega pronta a farsi portavoce di una modifica legislativa.

Le separazioni e i divorzi sono spesso fonte non solo di conflitto personale ma anche di difficoltà economica.

Situazioni di ingiustizia ai danni dell'una o dell'altra parte possono essere la conseguenza anche di lacune all'interno della legge.

Una questione di tipo finanziario che ci è stata sottolineata da un lettore è quella della deducibilità fiscale degli alimenti che il genitore non affidatario paga per i figli. Gli alimenti sono infatti deducibili finché il figlio è minorenne. Ora il genitore non affidatario (spesso il padre) è però tenuto a pagare  gli alimenti per figli agli studi fino al compimento del 25° anno di età.

Ciò significa che gli alimenti versati dai 18 ai 25 anni, non sono deducibili dalle imposte di chi li paga, ma vengono imposti due volte, in quanto il figlio beneficiario li deve dichiarare come reddito. A godere della deduzione fiscale è invece il genitore affidatario. Ovvero non quello che paga, ma quello che riceve.

L'equità fiscale viene meno

L'incongruenza è palese. «Se infatti - rileva l'avvocato Paolo Tami, segretario di AGNA, Associazione genitori non affidatari - l'imposizione fiscale, secondo il principio di equità, deve seguire la capacità economica del contribuente, questa non cambia al momento del compimento del 18° anno d'età del figlio. Il reddito del padre che paga gli alimenti è sempre il medesimo, quindi non si vede per quale motivo la deduzione fiscale dovrebbe venire a cadere sulla base di un semplice fattore temporale, di fatto impoverendo il contribuente. Viene quindi meno il principio di equità. Questa situazione andrebbe rivista per garantire un trattamento più corretto ai genitori non affidatari».

Un'esigenza che diventa vieppiù sentita, visto che il numero dei giovani agli studi, oltretutto, aumenta.

La correzione potrebbe avvenire a livello di legge cantonale per quel che riguarda le imposte cantonali. Occorrerebbe però verificare se per correggere la situazione, non sia necessario intervenire anche a livello federale.

Un'altra stranezza fiscale legata agli alimenti per i figli è la loro non deducibilità dalle imposte alla fonte. Ovvero, chi - ad esempio il padre che ha un reddito in Svizzera ma risiede all'estero - paga le imposte alla fonte non può dedurre gli alimenti che versa ai figli. Questa volta si parla di tutti i figli, compresi quelli minorenni.

Al proposito, la giurisprudenza ha stabilito che nel calcolo globale dell'imposta alla fonte si tien conto anche di eventuali alimenti. «Una spiegazione poco convincente - rileva Tami - perché allora vorrebbe dire che chi non ha figli è discriminato dal calcolo dell'imposta alla fonte».

Etica degli avvocati

Le questioni fiscali legate alla deducibilità degli alimenti per figli necessitano dunque di una correzione nel segno di una maggiore equità. Correzione di cui la Lega dei Ticinesi è pronta a farsi portavoce a livello parlamentare.

Altri problemi più gravi sono però sul tappeto, e la soluzione non è dietro l'angolo. Problemi ad esempio legati al comportamento degli avvocati divorzisti che fomentano la litigiosità tra ex coniugi per allungare le procedure di divorzio e quindi rimpolpare le proprie parcelle. Come evitare comportamenti poco etici da parte degli avvocati?

Altra questione sul tappeto, il conflitto d'interesse degli avvocati che sono contemporaneamente membri o presidenti di commissioni tutorie e rappresentanti legali di una delle parti coinvolte in un divorzio.

Come si vede, la carne al fuoco è molta, mentre si attende ancora la divulgazione, da parte del Cantone, dello studio Affolter sul funzionamento (o malfunzionamento) delle commissioni tutorie regionali in Ticino.

Intanto una misura dimostra la sua efficacia. In un recente congresso a Varese è infatti emerso che l'affido congiunto diminuisce del 50% i casi di alienazioni parentali: ossia, i casi in cui il genitore affidatario che fa di tutto per "alienare" l'ex partner agli occhi dei figlio, con l'obiettivo di giungere alla rottura di ogni relazione parentale tra i due. Esercizio deplorevole, in cui troppo spesso eccellono sia le madri che i padri.

Lorenzo Quadri

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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