Da: La regione, 4.3.08, pag 34
Quando lo Stato ti dà una mano
L’altra faccia della legge sulla riforma dell’imposizione delle
imprese Classe media la mia. 5’ 950 franchi netti nella busta paga. Non
posso lamentarmi. Divorziato. Due figli maggiorenni in formazione. Per
la tassazione 2005 dovevo al fisco cantonale 770 franchi. Per il 2006 i
franchi si moltiplicano
diventando 2’ 550. I figli però ci sono ancora e sono interamente a
mio carico. L’ipoteca per la casa è aumentata. Il gas per il
riscaldamento pure, ... Cos’è cambiato? Sono cambiati i paletti, mi
dicono gli ispettori del fisco. Gente comprensiva che non fa che
ubbidire a quanto deciso dai politici. A sentirli non hanno alcun
margine decisionale. Potrei ricorrere. Perderei e dovrei pagare
le spese. Mi fanno capire che sarebbe meglio farmi passare per povero
e chiedere la carità all’erario. Ma lei ha una casa signor Mossi, i
poveri invece no. Non ho ancora ricevuto risposta in merito al
ricorso sul sussidio per l’assicurazione malattia di mio figlio.
Prima il diritto si maturava sull’imponibile, adesso si matura sul
guadagno netto. Sono fuori di 3’ 000 franchi. E sono altri
1’800 franchi che se ne vanno. Che concorre a farmi slittare al di là
del paletto è il fantasioso valore locativo della casa in cui abito e
che quindi non posso affittare: più di 10’000 franchi aggiunti
d’ufficio alle mie entrate. A questo punto mi domando se non sia lo
Stato l’artefice della mia situazione borderline, quello Stato che
pensavo dovesse in un qualche modo proteggermi. Prima si
proteggono gli azionisti, poi forse ci sarà spazio anche per i
cittadini ( si veda la votazione di settimana scorsa). Ci sarebbero
delle soluzioni: chiedere una diminuzione di stipendio, sperando di
scivolare nella povertà. Chiedere un aumento di stipendio, con la
speranza che i paletti non mi rincorrano. Cedere 4 o 5 m2 del terreno
di mia proprietà allo Stato, come controvalore fiscale. Non pagare.
Attaccare il computer della centrale dei paletti, sperando che i dati
si volatilizzino. Telefonare a Robin Hood e chiedergli consiglio su
come fanno nella foresta di Sherwood. Chiedere aiuto al signor Ospel.
Non voglio che il mio potere d’acquisto aumenti. Vorrei solo farcela
con quello
che ho.
THEO MOSSI, GIUBIASCO


Comments