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Riduzioni per le tassazioni: "Sì" ma per chi?

Da: Mattino della domenica, pag 22, 5.10.08

Durante la settimana, alle Camere Federali, si è parlato di un tema interessante: dedurre dalle imposte eventuali donazioni ai partiti politici, sino ad un importo massimo di sfr. 10'000.-.
Dal nostro piccolo Ticino, va beh sembrerebbe che si tira l'acqua al proprio mulino.
Ed ovviamente gli stessi partiti politici hanno tutti da guadagnare nel vero senso della parola.
Ma sappiamo molto bene che chi può permettersi di versare importi sino e magari oltre ai sfr. 10'000.-, sono sicuramente in una fascia alta di reddito, o comunque benestante.
Ora mi chiedo, che cosa possa pensare la gente comune, notoriamente di fascia bassa.

Prendiamo solo per esempio una trasmissione recente alla TSI: si parlava di ex-mariti ed ex-mogli, lasciati con il minimo vitale (sfr. 1'100.- mensili e rispettivamente sfr. 1'250.- ndr) nel vortice della procedura di divorzio, e quest'ultimi non possono nemmeno dedurre gli onorari profumati degli avvocati, e non stiamo parlando di briciole: in molti casi si arriva a sfr. 10'000.- annuali, e non hanno nessuna possibilità di dedurli dalle imposte. Ma il peggio deve ancora venire: nel conteggio degli alimenti questi oneri profumati non figurano, va da sé che per pagare gli oneri degli avvocati, si deve far capo al minimo vitale. Quindi chi è in procedura di divorzio vive facilmente al di sotto della soglia. Qui mi chiedo perché l'hanno battezzato "minimo vitale" se poi in realtà una persona il minimo vitale non ce l'ha !!

Qui si crea un grande diverbio; infatti le persone coinvolte nel divorzio, partendo da una situazione famigliare normale, si scindono in due povertà e non possono fare deduzione alcuna, e pagano le imposte anche sui soldi pagati agli avvocati. Gli avvocati, da parte loro ricevono questi soldi ed a loro volta pagano le imposte oppure danno in dotazione questi soldi ai partiti politici, ma loro non sono al minimo vitale, tantomeno al di sotto, e lo possono fare per scelta. Così il Governo, per tramite delle imposte, sugli stessi soldi o ci guadagna due volte, doppia imposizione, oppure li tassano una volta ed i partiti ne traggono uno sponsor. Lascio a Voi la valutazione in proposito.

Lancio una sfida e spero qualcuno la raccolga:

Vi è qualcuno in seno al Gran Consiglio che ha il coraggio di proporre una deduzione fiscale per coloro che affrontano un periodo molto brutto della loro vita, percorrendo l'iter di un divorzio, lasciandogli almeno dedurre le spese effettive sostenute per difendere i loro diritti; e visto che l'assetto fiscale vale 10 anni, retroattivo per gli ultimi 10 anni. Così ci facciamo un'idea di quante persone sono loro malgrado coinvolte con questa triste realtà, senza dimenticare che molto probabilmente vi sono anche dei figli nelle due povertà.

Aldo Pedroni

Aurigeno

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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