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Diritto di padre calpestato (scritto del padre con replica della madre)

Da: Mattino della Domenica, 14.4.13 pag 34

Diritto di padre calpestato

LETTERA FIRMATA


SpettabileMattino della Domenica, cari lettori, Dopo una lunga riflessione ho deciso di rendere pubblica la mia storia di padre i cui diritti di visita al proprio figlio sono costantemente calpestati dalla mia ex compagna con l’aiuto della CTR3 di Breganzona. Una vi­cenda che moralmente mi sta consu­mando e che desidero come detto raccontare per farvi capire come spesso, quando si arriva a contendersi il controllo dei propri figli, siano le madri ad avere il sopravvento sui padri. Voglio premettere che mi re­puto un padre diligente che ha sempre garantito il pagamento regolare degli alimenti e che è sempre stato presente nella vita del bambino, ottemperando puntualmente il suo diritto di visita.

Tuttavia, nell’ultimo anno e mezzo, la mia ex compagna ha cambiato to­talmente… rotta e, rivolgendosi alla CTR3 di Breganzona, ha fatto di tutto per condizionare negativamente il di­ritto di visita al bambino. Anzi, ag­giungo che la stessa CTR3 ha lavo­rato per peggiorare addirittura la situazione dando sempre spudorata­mente ragione alla madre. Con il pas­sare del tempo il rapporto con mio figlio rischia di deteriorarsi proprio perché la madre cerca di allontanarlo da me: ho provato in tutti i modi – e con tanto di lettere e di significative pezze giustificative – di oppormi fer­mamente a questa situazione; niente da fare perché la CTR3 ha continuato ad appoggiare incondizionatamente la mia ex compagna, tra l’altro afflitta da un’importante malattia neurolo­gica, tanto da dover prendere quoti­dianamente dei medicamenti per evitarle delle crisi.

Malgrado io sia stato picchiato dalla mia ex in due occasioni e senza alcun valido motivo, la CTR3 non ha mai censurato questi incresciosi episod né ne ha mai tratto delle conclusioni... Alla stessa CTR3 ho inoltre posto tutta una serie di interrogativi per poter vedere se c’era perlomeno una possibilità di dialogo, ho pure richie­sto una perizia psichiatrica per la mia ex: ebbene anche questa mia do­manda è rimasta inevasa, e questo da oltre un anno. Scommetto che se tali atti li avessi commessi io, di sicuro sarei stato ritenuto persona violenta finendo dritto dritto alla Stampa.

Avevo detto dei miei diritti di visita, sono stati letteralmente calpestati anche perché la mia ex continua a giocare d’ostruzionismo non rispet­tando i miei programmi (ergo orari…) di visita, facendo fare a mio figlio delle continue ed intense atti­vità del dopo scuola, specie sul fronte sportivo. Allenamenti (calcio in palestra, basket, sci ed altro an­cora) che ovviamente affaticano il bambino oltre misura, lo ha persino iscritto a “giochi in palestra” con il custode della scuola. Sì, avete ca­pito, bene, a questo punto anche il custode diventa più importante del padre. E, come se non bastasse, ha iscritto mio figlio anche in attività culturali (pittura e corso di cucina e catechismo)! Di modo che, quando lo vedo, spesso mio figlio si presenta molto stanco. Addirittura la CTR3 ha istituito per mio figlio un curatore educativo, ma anch’egli è stato so­praffatto (ergo non sufficientemente ascoltato) delle decisioni della madre e della CTR3.

Non posso assolutamente accettare che la madre di mio figlio abbia tutte le facoltà decisionali, oltretutto non rispetta mai le consegne del centro coppia famiglia di Mendrisio. In­somma, mi viene “tagliato” il ter­reno sotto i piedi per complicare come detto le mie visite al bambino. Una vicenda assurda, che deve es­sere messa a posto in modo equo, se la CTR3 saprà finalmente capire che anche i padri hanno un diritto, e non solo le madri. E per fare questo oc­corre che anche il Governo di Bel­linzona si muova per cambiare la legge, altrimenti la situazione rischia di degenerare irrimediabilmente.

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Da: Mattino domenica, 28.4.13 pag 34

 

Replica allo scritto del “padre calpestato”



LETTERA FIRMATA



A seguito della pubblicazione avve­nuta domenica 14 aprile 2013 su il Mattino della domenica, della lettera firmata, intitolata “Diritto di padre calpestato”, mi corre l’obbligo, quale parte in causa e a tutela dell’informa­zione pubblica, apportare la seguente replica.

Le affermazioni del “padre calpe­stato” sono tutte false.

Non ho mai picchiato il mio ex com­pagno e neppure sono affetta da un’importante malattia neurologica. Sono attiva professionalmente e mi occupo di nostro figlio in maniera perfettamente adeguata.

Il mio ex compagno non ha purtroppo mai accettato la nostra separazione, rendendo difficile la collaborazione per l’educazione di nostro figlio.

Purtroppo la situazione è drastica­mente peggiorata dopo la decisione della CTR3 di Breganzona, con la quale sono stati modificati ed estesi i diritti di visita in favore del padre.

Non ci troviamo pertanto confrontati con un padre che non può esercitare i propri diritti di visita.

Per completare il quadro non posso esimermi dal precisare che il padre mi ha regolarmente diffamato, calun­niato, ingiuriato e minacciato.

Purtroppo gli interventi delle varie autorità (CTR3 di Breganzona, auto­rità di vigilanza, tribunale d’appello, polizia… si sono sempre rivelati vani. Le autorità si sono attivate per cercare di trovare una soluzione che tuteli il minore, ma il padre ha sempre igno­rato ogni intervento, rifiutando addi­rittura di dare seguito alle varie convocazioni della CTR3 di Bregan­zona, non presenziando agli incontri, dove avrebbe potuto per lo meno far valere i suoi, a suo dire “diritti di padre calpestato”.

Neppure la nomina di curatore educa­tivo è servita a granché: il padre si è rifiutato di incontrare il curatore per ben 7 mesi e il primo incontro è av­venuto solo due settimane orsono.

Se vi è nella fattispecie una vittima, non è di certo il padre, bensì la sotto­scritta e nostro figlio, entrambi vit­time di un padre esagitato

 

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Da: Mattino domenica, 5.5.13 pag 34

 

Voglio semplicemente dire la verità


LETTERA FIRMATA


Spettabile redazione del Mattino della domenica, cari lettori, In merito alle accuse formulate nei miei confronti da parte della ex com­pagna prendo posizione come segue: - confermo quanto scritto nella lettera precedente (14 aprile 2013); - ribadisco che i miei diritti di visita non sono rispettati; - ribadisco la parzialità della CTR 3 di Breganzona costantemente schierata contro ogni evidenza dalla parte della madre; - le autorità di vigilanza dovrebbero te­nere
in maggior considerazione, e que­sto nell’interesse dei minori, le consi­derazioni di un padre diligente e pagatore invece di lasciare sempre e comunque campo libero alla madre.

 



 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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