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Padri separati sempre più poveri. Alimenti: abbandonare urgentemente le “tabelle di Zurigo”

Da: Mattino della domenica, 21.8.11 pag 10 (pagina Mattino in pdf)

Alimenti: abbandonare urgentemente le “tabelle di Zurigo”

Padri separati sempre più poveri

Paradossalmente, nella situazione attuale, a molti converrebbe di più mettersi in assistenza che lavorare

LORENZO QUADRI
In una società dove oltre metà dei matrimoni si conclude con un divorzio (a cui vanno aggiunte le crescenti separazioni di genitori conviventi), la condizione di padre separato si fa sempre più frequente. Una condizione che spesso diventa parecchio scomoda, sia dal punto di vista affettivo verso i figli sia da quello finanziario. Questo perché ormai da molti anni, per la definizione dell’ammontare degli alimenti per i figli che il genitore non affidatario (in genere il padre) deve versare all’altro, per decisione dei Giudici della prima camera civile del Tribunale d’appello di Lugano (ICC) vengono adottate le cosiddette tabelle di Zurigo, le quali prevedono dei contributi particolarmente elevati (vedi tabella Tabelle di ZH e del Canton Argovia anno 2009).
 

Tabelle inadeguate

Questi contributi elevati sono spesso fonte di profondo disagio finanziario per chi è chiamato a versarli. Capita così che la gran parte dei padri separati, specialmente se i figli sono più di uno, pur lavorando a tempo pieno si trovino per molti anni a poter disporre del solo minimo vitale.

Una situazione paradossalmente aggravata dal fatto che, se il padre vuole esercitare il suo diritto di tenere con sé i figli nei periodi di sua spettanza, deve anche disporre di un appartamento di dimensioni sufficienti. E quindi più costoso: ovviamente ben al di sopra di quanto riconosciuto nel calcolo del minimo vitale. Nei periodi in cui i figli sono con lui, il padre deve inoltre provvedere al loro mantenimento. A seguito di queste spese, dunque, il genitore non affidatario si trova spesso a dover intaccare il proprio minimo vitale. Ossia a doversi arrangiare con meno dei 1'200 fr mensili “concessi” dal Pretore. Il problema delle tabelle di Zurigo è ovvio: il Ticino non è Zurigo, gli stipendi ed i costi della vita sono chiaramente differenti.

Soprattutto, va sottolineato che le tabelle di Zurigo non sono un dogma e non sono nemmeno adottate ovunque in Svizzera. Anzi. Nel Canton Argovia vigono delle tabelle analoghe, ma che prevedono contributi decisamente inferiori, fino al 35% ( vedi tabella Tabelle di ZH e del Canton Argovia anno 2009 ). In Vallese le tabelle di Zurigo vengono ridotte del 30% e nel Canton Friborgo del 25%. Nel Canton Vaud, addirittura, gli alimenti sono calcolati in base ad una percentuale dello stipendio: su 4'000 fr netti mensili un padre paga per un figlio alla madre il 15% del suo salario ossia 600 fr mensili (in Ticino invece 1'500 fr). In Ticino si pagano gli alimenti più alti della Svizzera e non deve stupire il fenomeno del “dumping alimentare” tra cantoni. Ci sono infatti madri che prima si trasferiscono con la prole in Ticino e poi chiedono al padre cospicui aumenti degli alimenti per i figli.

Petizione in corso

La situazione di disagio economico di molti padri separati sta diventando un problema sociale sempre più serio e diffuso, anche se non se parla molto. A questo proposito il Movimento Papageno (www.miopapageno.ch) che tutela i padri separati e i loro figli, il primo luglio ha lanciato una petizione con due richieste fondamentali. Primo: l’abbandono delle tabelle di Zurigo e l’adozione di parametri sensibilmente inferiori, consoni alla realtà ticinese, specie se si pensa che in un recentissimo studio di UBS la città di Zurigo è stata considerata, dopo Oslo, la seconda più cara al mondo. Secondo: la ripartizione dei contributi alimentari tra i due genitori. «In altre parole – spiega Gianfranco Scardamaglia , coordinatore di Papageno – o ggi il genitore non affidatario versa all’altro i contributi per i figli anche nei periodi in cui i figli alloggiano presso di lui, quando al suo mantenimento provvede lui e non l’altro genitore, il quale incassa questi contributi senza motivo. Un’iniquità palese, che va corretta con urgenza ».

La petizione citata è stata come detto lanciata il primo luglio. Per maggiori informazioni sulla petizione e sulla presenza delle bancarelle di raccolta firme si può consultare il sito www.miopapageno.ch . Si può inoltre firmare online la petizione al link www.petizionionline.ch. L’associazione invita a collaborare in molti alla raccolta delle firme: il modulo va scaricato dal sito, fatto firmare nella cerchia di parenti, conoscenti, ecc., e ritornato al Movimento Papageno, c.p. 1827, Chiasso, entro il 10 di settembre. Termine di invio ai Giudici della ICC previsto è l’ultima settimana di settembre.

«La petizione procede bene – rileva Scardamaglia -. E’ importante sottolineare che a firmare non sono solo uomini, ma anche molte donne, tra le quali numerose compagne di padri separati che quindi conoscono bene le ristrettezze cui questi ultimi devono fare fronte. Anzi, si può dire che i firmatari della mozione sono per metà uomini e per metà donne».

Il depauperamento dei padri separati può avere pesanti ripercussioni sociali non solo per il singolo, ma anche per il contribuente. « In effetti – spiega Scardamaglia - c’è chi comincia a chiedersi se valga la pena continuare a lavorare per rimanere poi, di fatto, senza nemmeno il minimo vitale. Paradossalmente, smettendo di lavorare ed andando in assistenza, il padre separato potrebbe trovarsi con una disponibilità economica maggiore che non lavorando. E’ chiaro che una distorsione di questo genere non può essere né eticamente né tanto meno socialmente tollerata».

Basta commissioni, studi o gruppi di lavoro

L’autorità cantonale, sensibilizzata dalle associazioni che tutelano gli interessi dei genitori non affidatari, è consapevole dell’inadeguatezza delle tabelle di Zurigo. «Tuttavia – rileva Scardamaglia – per calcolare nuovi parametri, c’è il rischio che venga creata l’ennesima commissione inconcludente, che invece di trovare in tempi brevi una soluzione per il problema, la procrastina all’infinito, con inutili ed esorbitanti costi per il contribuente. Ma studi e commissioni non servono: infatti, anni fa, i Giudici della ICC hanno deciso di propria iniziativa di applicare in Ticino le tabelle di Zurigo: senza studi, gruppi di lavoro né commissioni. Alla stessa stregua possono decidere, se e quando lo vogliono, in modo autonomo, di ridurre drasticamente i parametri di queste tabelle o far applicare ai pretori altri metodi di calcolo. Basta basarsi su quello che fanno altri Cantoni, ad esempio ispirandosi ad Argovia o a Vaud, tenendo però conto della differenza dei costi della vita in questi Cantoni e in Ticino. E poi, come detto, occorre anche, per ovvie ragioni di equità e di rispetto della dignità dei padri, nell’interesse dei figli, ripartire i contributi alimentari tra i due genitori, perché è inammissibile che il padre separato paghi gli alimenti all’ex moglie o alla ex convivente anche quando i figli sono con lui, perfino per alcune settimane di seguito». 

 

 
 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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