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I dati di febbraio. Diminuiti i richiedenti attribuiti al Ticino

Da: La regione 4.3.09 pag 5

Asilo, netto calo delle domande
 I dati di febbraio. Diminuiti i richiedenti attribuiti al Ticino. Berna: effetto Dublino? Valuteremo


  Importante calo delle domande d'asilo in Svizzera. Il mese scorso ne sono state presentate 1'363, ovvero 904 in meno ri­spetto a gennaio. Nel dicembre 2008 le nuove istanze ammontavano a 2'083, il mese precedente a 2'056, in ottobre a 2'116 e in settembre a 1'703. Diminuito di conseguenza anche il numero dei richie­denti l'asilo attribuito da Berna al Ticino in base alla chiave di riparto fissata dal­l'ordinanza federale. Ventotto in feb­braio contro gli 81 di gennaio, i 75 di di­cembre e i 48 di novembre. Questi i dati statistici mensili dell'Ufficio federale della migrazione (Ufm), il quale ha appe­na reso noto le cifre sull'asilo relative a febbraio.
  Un mese contraddistinto dunque da una rilevante riduzione delle domande. Stiamo assistendo a un'inversione di ten­denza? Lo diranno i prossimi mesi. In Ti­cino, dove la questione della sistemazio­ne logistica degli asilanti è al centro di un dibattito politico a tratti anche aspro, il calo di richiedenti registrato in feb­braio ha intanto prodotto un primo effet­to: il centro della Protezione civile di Va­callo, usato quale valvola di sfogo per ge­stire la grande affluenza dei mesi scorsi, è stato chiuso, come conferma il diretto­re del Centro di registrazione e procedu­ra di Chiasso (una delle quattro strutture federali presenti in Svizzera) Antonio Simona. « Abbiamo effettivamente chiuso i locali presso la protezione civile di Vacal­lo e questo per via della flessione delle ri­chieste d'asilo, flessione - sostiene Simona - che ha permesso di diminuire le presenze pure nel nostro cantone dopo la forte af­fluenza registrata tra fine dicembre e ini­zio gennaio ». Per ora rimane aperta, ag­giunge il responsabile del Centro di regi­strazione, l'altra valvola di sfogo, quella garantita dai locali dell'Ente regionale di protezione civile del Mendrisiotto sotto la casa per anziani Giardino a Chiasso. La netta riduzione delle domande d'a­silo non sembra sorprendere più di tanto l'Ufficio federale della migrazione. « Stando alla nostra esperienza, per feb­braio ci si poteva attendere una diminu­zione delle domande », osserva il portavo­ce dell'Ufm Jonas Montani. Ma que­st'anno, ipotizzano a Berna, all'origine del calo potrebbe non esserci solo il fatto­re stagionale: « Sicuramente ha influito - prosegue Montani -, ma è pure possibile che sulla riduzione delle richieste abbiano inciso gli accordi di Dublino, entrati in vi­gore in Svizzera nel dicembre dello scorso anno ». Per il momento tuttavia l'Ufm
 non si sbilancia eccessivamente a favore di questa ipotesi: « In aprile valuteremo l'impatto degli accordi sulle domande d'a­silo. Sospettiamo che abbiano avuto una qualche influenza: come ho affermato, va­luteremo ». Tra due mesi, quindi, dall'Uf­ficio federale della migrazione si saprà « quanti richiedenti l'asilo giunti in Sviz­zera da dicembre avevano già depositato una domanda in un'altra nazione firma­taria dell'accordo di Dublino ». Ricorda infatti Montani: « L'accordo stabilisce chi è il paese responsabile per l'evasione della procedura d'asilo, ossia il primo in cui è stata inoltrata la domanda ».
  Insomma, se un richiedente arriva in Svizzera dopo aver già chiesto asilo in una nazione firmataria - e pertanto il suo nominativo figura nel sistema elet­tronico europeo - è a questa nazione che spetterà decidere sulla procedura. L'au­torità federale potrà allora rimandarlo indietro, potrà ‘rispedirlo' nel paese dove è pendente l'istanza per l'ottenimento dell'asilo. Un sistema che potrebbe porta­re a un calo duraturo delle domande? « Difficile a dirsi - risponde il portavoce dell'Ufm -. Sulla scorta di esperienze di altri paesi, si può certamente ritenere che questo accordo abbia un effetto dissuasivo nei confronti di chi ha già iniziato una procedura d'asilo all'estero. Riteniamo quindi che questo effetto possa prodursi anche da noi ».
  Per Martino Rossi, direttore in seno al Dipartimento sanità e socialità della Divisione dell'azione sociale e delle fami­glie, il dato di febbraio comunicato dal­l'Ufficio federale della migrazione « è ben­venuto: è comunque presto per parlare di un trend al ribasso, pertanto non abbas­siamo la guardia sul problema dell'allog­gio in generale. Continueremo quindi nel­la ricerca di un centro d'accoglienza sup­plementare da affidare alla Croce Rossa ». Centro che si affiancherebbe a quelli di Cadro e di Paradiso.
  I richiedenti l'asilo attualmente pre­senti in Ticino, fa sapere dal Dipartimen­to istituzioni il capo dell'ufficio giuridico della Sezione permessi e immigrazione Giacomo Gemnetti, sono in totale 1'489 (la situazione è aggiornata a ieri): 174 sono alloggiati nelle strutture d'acco­glienza della Croce Rossa svizzera e i re­stanti 1'315 negli appartamenti reperiti da Soccorso operaio. Alla fine del 2008 la maggior parte dei richiedenti proveniva da Etiopia, Eritrea e Somalia. Un'altra fetta rilevante giungeva dall'Africa Sub­sahariana.
 A.MA./L.B.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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