"Chi ha un perché nella vita, sa sopportarne tutti i come" F.W.Nietsche.
Centinaia, migliaia di padri in Svizzera, Europa, nel mondo cosiddetto "occidentale", denunciano disparità, discriminazioni sessuali, ingiustizie, dolori e sofferenze fisiche e psichiche, anche gravi, senza avere alcun perché! Questo è il grave dramma che non si può mettere via dicendo banalmente e ipocritamente "così dice il codice civile, lo dice la Legge all'articolo tal dei tali e noi non facciamo che applicarla! Questo non è un perché, e non è in tutti i modi sufficiente! Un simile fare, dire, scrivere, oltre che falso perché estremamente riduttivo, denota scarsissima capacità empatica e di immedesimazione, un notevole grado di cinismo, incredibile miopia sulle immaginabili conseguenze per le future generazioni! "In presenza di un uomo che rischia di annegare noi non ci accontenteremmo assolutamente di dire: se avesse imparato a nuotare ...; noi, al contrario, metteremmo in opera tutto per salvarlo e ci precipiteremo in suo aiuto, anche se non abbiamo il diploma di maestro di nuoto ..." Viktor E. Frankl.Ma giudici ed avvocati, presidenti di commissioni tutorie, dicono voler lasciar morire chi annega perché non è di loro competenza occuparsi del salvataggio della vita umana! Non hanno il diploma giusto! Noi ci domandiamo però se pure quel miserabile "non facciamo che applicare la Legge" oltre ad apparire un volersene lavare le mani, non nasconda una mezza verità, leggasi menzogna, quella cioè che l'uomo di Legge non sia altro che un esecutore! Il Giudice, il Pretore, ascolta le parti, legge ed interpreta, sentenzia, fa applicare la sentenza e la legge, questo l'ordine delle cose in concreto, nella pratica, altro che "lo dice la legge" e niente altro è da farsi! La legge dice in generale, in astratto, deve essere interpretata e declinata a seconda del caso concreto, non regge allora l'affermazione che vuole che non si faccia altro che eseguirla alla lettera.
" ma se il medico non si occupa di consolare il paziente, di prendersi cura della sua anima .... in queste condizioni il medico si renda conto che tra lui e il veterinario c'è una sola differenza: il diverso genere di clientela" Paul Dubois.
Alla luce di questa saggia ed illuminante considerazione, come dobbiamo considerare l'attuale prassi nel diritto del divorzio? Senz'anima? Senza cuore? Pragmatica e di parte fino al cinismo?
"Colui che intende proporre la revisione o la correzione di un modo di pensare o vedere, ha non solo il diritto ma ancor più il dovere di essere unilaterale, energicamente unilaterale". Soeren Kierkegaard.
Per questo noi padri convinti d'esser ingiustamente maltrattati dal diritto del divorzio e sempre più spesso anche dalle ex-consorti (espressione che ha assunto per noi significato tragi-comico!), continueremo a "martellare" questa che qualcuno ha giustamente chiamato la "fabbrica dei divorzi", fino a che il modo attuale di pensare, vedere, interpretare, applicare, fare, di avvocati, giudici, parlamentari, acquisisca una revisione, conquisti finalmente una fondamentale importantissima correzione!
Un padre del movimento Papageno!
29-8-2010.


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