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Esclusivo / Ammanco nei conti, curatore di una Tutoria sotto inchiesta?

Da: www.mattinoline.ch, venerdì 14 novembre 2008, scritto da Redazione.

dim_sol_1.jpg Benché incaricato di gestire la posizione finanziaria di una donna residente nel Sopraceneri, l'uomo si sarebbe "dimenticato" di effettuare le transazioni ed i pagamenti per un lungo periodo. Già irrogata una sanzione di 400 franchi, ma la storia non si esaurisce qui...

Mancano 5'000 franchi, almeno 5'000 (ma potrebbero essere di più). Mancano dal conto corrente "di servizio", mancano alla persona che li ha versati. E mancano dal riepilogo che il curatore delle finanze in nome della persona stessa avrebbe dovuto produrre entro la fine di settembre. Quei soldi sono spariti, o meglio: dopo accurata indagine essi sono risultati ancora giacenti da un'altra parte, leggasi fermi ed inutilizzati per le finalità previste, ma solo per un certo periodo di tempo, e poi sono spariti davvero. All'uomo, nel frattempo, per decisione presa in seno alla Commissione tutoria è già stata comminata una sanzione di 400 franchi; non è da escludersi l'avvio imminente di un'inchiesta a carattere amministrativo, e con risvolti nel penale.

Dubbi, dubbi dall'indiscutibile spessore quelli che stanno prendendo forma in qualche ufficio dalle parti di Bellinzona. Pur in presenza di informazioni scarse, proviamo a delineare la vicenda: una donna originaria del Locarnese, intorno ai 35 anni, due figli di cui uno appena arrivato, si ritrova oppressa dai debiti dopo una lunga e sofferta procedura di separazione; nonostante abbia un lavoro al 100 per cento, a fine mese i quattrini sembrano non bastare mai e le fatture insolute si sommano alle fatture insolute. All'incirca un anno e mezzo fa la decisione di firmare la richiesta per aderire alla curatela volontaria; nel settembre 2007 l'autorizzazione e la nomina del curatore il quale, tre mesi più tardi ossia nell'imminenza del Natale, presenta l'inventario. Saldo negativo nell'ordine di 100'000 franchi, non è poco ma con un piano ben organizzato si può incominciare a risalire la china. La donna - facciamo che si chiami Francesca, e chiamiamo Mario il curatore - si dice pienamente disposta a continuare a collaborare, in pratica si tratta di camminare anziché correre verso lo spiraglio di luce al termine della galleria.

Da Mario, sino a quasi tutto febbraio, zero notizie, poi una telefonata: "Il suo rapporto di lavoro cesserà alla fine di aprile? Bene, non si dimentichi di versare sùbito l'ultimo salario e la liquidazione sul conto". Il che viene fatto, sebbene di quei denari vi sarebbe e vi sia necessità anche contingente. Ma gli obblighi sono obblighi e gli impegni assunti costituiscono parola data.

Passa qualche settimana e nella cassetta della posta incominciano a fioccare i richiami: per la bolletta del telefono (poca cosa) e per altri servizi (questi più onerosi). Il curatore, se c'è, non si fa trovare; al terzo precetto esecutivo in poche settimane la donna decide allora di rivolgersi nuovamente alla Commissione tutoria di competenza. In agosto una convocazione delle parti, e la scoperta: i 5'000 franchi, per quanto introitati, non sono stati riversati per soddisfare nemmeno uno tra i creditori del passato e del presente. Sono ancora là, sul conto corrente indicato dal tutore. Segue l'immediata intimazione della revoca, con divieto al curatore di toccare anche un solo centesimo, in presenza di testimoni.

Servirebbe qualche tempo per la nomina di un nuovo responsabile nell'amministrazione delle finanze personali altrui; ed in effetti serve. Due settimane più tardi, quando va in Comune a dare un'occhiata al suo "dossier" per la richiesta degli assegni integrativi e di prima infanzia, Francesca trova tuttavia una sorpresa su cui nessuno riesce a darle spiegazioni: dalla banca è arrivato un estratto-conto, il saldo si fissa a 14 franchi in tutto. Panico, crisi di nervi, calmarsi, contattare Mario per chiedere lumi. Nulla di nulla. Ed il nulla di nulla si protrae sino ai giorni nostri: pare che sino almeno a due settimane or sono nessun riepilogo sia stato fatto pervenire, nonostante la scadenza fosse fissata a fine settembre. In compenso, i responsabili della Commissione tutoria hanno irrogato al curatore un'ammenda di 400 franchi, probabilmente per l'inosservanza agli obblighi di diligenza connessi alla sua funzione. Si afferma e si sottolinea il "probabilmente"; in ogni caso, con tale atto non viene risarcita colei che all'istituzione pubblica si era affidata.

Caso da manuale, direbbe qualcuno. Sì, da manuale dell'incompetenza. O di qualcosa che è assai peggiore.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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