Da: www.tio.ch Notizia del 02/04/2010 - 10:00 (link all'articolo) (link al TioBlog)
Samuele Quattropani, presidente della Commissione tutoria di Agno
"Sì, è vero. Abbiamo sistemato il ragazzo in un albergo, anziché in un istituto. Non potevamo fare altrimenti". Samuele Quattropani, presidente della Commissione tutoria di Agno, non ha alcun problema a confermare quanto raccontato dalla madre di Claudio. Ma sottolinea anche come il caso del 17enne in questione sia particolarmente delicato. "Non ci sono stati istituti pronti ad accoglierlo nell’immediato – fa notare –. Si trattava di un’urgenza. E purtroppo in Ticino non siamo particolarmente predisposti per questi casi. Anche perché non sono frequenti. Siamo consapevoli che non si tratta di una soluzione ideale. Ma non potevamo di certo lasciarlo in strada, dopo che era stato chiesto il suo allontanamento da casa. Il soggiorno in albergo è una misura transitoria, ci chineremo presto di nuovo sulla questione. È una vicenda che stiamo seguendo da parecchi anni con particolare attenzione".
LUGANO. "Mio figlio abbandonato al suo destino"
Dopo l'ennesima lite con la madre un minorenne malcantonese è stato allontanato da casa dalla polizia. Ma al posto di affidarlo a un istituto, la Commissione tutoria lo ha piazzato in un normale albergo, senza sorveglianza. La disperazione della madre.
LUGANO - Claudio è un ragazzo di 17 anni che vive nel Malcantone. Non va a scuola e non lavora. Da quando ha terminato le medie ha un comportamento estremamente aggressivo con i famigliari. Giovedì scorso ha avuto l’ennesimo grosso litigio con la madre. Tanto grosso che la donna è stata costretta a chiamare la polizia. Gli agenti arrivano. Scatta una procedura di allontanamento: Claudio non può più stare vicino alla madre. E viceversa. Trascorrerà la notte in un dormitorio di Lugano. E dal giorno dopo è nelle mani della Commissione tutoria di Agno. Che al posto di metterlo in un istituto, decide di piazzarlo per 10 giorni in un normale albergo di Viganello, senza alcun controllo. “Sono disperata – dice la madre –, così facendo la Commissione tutoria ha solo peggiorato le cose. Mio figlio, che è già in difficoltà, è stato abbandonato al suo destino. Senza qualcuno che si occupasse di lui. Mi hanno detto che negli istituti non c’era posto”.
La situazione - Le tensioni continuano già da qualche anno. E anche i paradossi burocratici. Conclusa la scuola obbligatoria, Claudio, che è il minore di tre fratelli, inizia a frequentare cattive compagnie. In più non riesce a trovare una strada, formativa o professionale, che lo soddisfi (attualmente, da due mesi, frequenta un semestre di motivazione a Bellinzona). Di pari passo cresce la rabbia nei confronti della madre. Il suo è un caso noto alla Commissione tutoria di Agno e anche alla Magistratura dei minorenni. Si è anche tentato di sistemarlo in un foyer. Senza ottenere risultati validi. E la polizia, in passato, era stata allertata più volte. Ora però il vaso sembra essere colmo.
La giornata di venerdì – Claudio trascorre la notte tra giovedì e venerdì in un dormitorio di Lugano. È lì che la polizia decide di ‘parcheggiarlo’, in attesa che il giorno successivo subentri la Commissione tutoria. Venerdì mattina, tuttavia, Claudio si sveglia e non c’è nessuno ad aspettarlo. “Non sapendo cosa fare è venuto a casa – fa notare suo fratello –. Nel corso della mattinata la polizia, su ordine della Commissione tutoria, lo ha ripreso e lo ha portato, a nostra insaputa, in un albergo di Viganello. Quel giorno abbiamo tentato invano di rintracciare i responsabili di questa decisione. Ma alla Commissione tutoria dicevano che non avevano tempo e che ci avrebbero richiamati lunedì”. “Per noi – aggiunge la madre – stava per iniziare un lungo weekend d’angoscia. Sabato e domenica senza sapere dove fosse Claudio. Ma vi sembra normale?” Claudio la chiamerà alle dieci e mezza dello stesso giorno dal cellulare di un amico. Spiega alla madre di essere stato piazzato in un hotel, di avere pochi soldi per mangiare e di avere esaurito la ricarica nel telefonino. “Cosa avrei dovuto fare come madre? Mi sono precipitata da lui –, sospira la donna –, gli ho dato da mangiare e gli ho dato pure dei soldi , a malincuore, l’ho portato a Viganello, nell’albergo”.
Il silenzio - Il fine settimana trascorre con Claudio lontano da casa. Lunedì la Commissione tutoria non si fa viva. Neanche la sua curatrice sa qualcosa. Buio totale. E tra i famigliari del ragazzo cresce l’ansia. “Abbiamo chiamato la magistratura dei minorenni – puntualizza il fratello – e ci hanno detto che Claudio era stato piazzato in un albergo perché non c’erano altri spazi disponibili. È da tanto tempo che le autorità snobbano la nostra situazione. Tempo fa nostra madre era stata ricoverata per tre mesi all’ospedale. Abbiamo chiesto comunque aiuto, perché Claudio non avendo né un lavoro né una scuola da seguire era a casa da solo e creava problemi. Ci siamo sentiti dire che era grande abbastanza. Siamo stufi di essere presi sottogamba”.
Le incognite - È martedì. Vedendo che nessuno si fa vivo, la madre di Claudio decide di andare a prendere suo figlio a Viganello e di riportarlo a casa. “So che rischio una multa – precisa –, ma cosa dovrei fare? Lasciarlo in giro così? Senza una meta? Così la situazione precipiterebbe. So che anche Claudio sta soffrendo molto per l’accaduto e si sente senza un punto di riferimento adesso. Le cose sono state organizzate davvero male”. L’allontanamento di Claudio dovrebbe durare fino a domenica. A Pasqua scadranno i dieci giorni di esilio imposti dalla polizia. Il futuro (e a questo punto anche il presente) è un’incognita. “Siamo disperati – conclude la madre –. Qualcuno faccia qualcosa e ci dia una mano concreta”.


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