Da: La regione 11.1.11 pag 4
In Ticino un esercito di legali
Circa 720 gli iscritti nel registro cantonale degli avvocati. Il vicepresidente dell’Ordine: gli spazi si stanno chiudendo
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Al 31 dicembre 2010 erano 725. Continua a crescere in Ticino il numero degli avvocati che si iscrivono nel registro cantonale per poter patrocinare dinanzi ai tribunali civili e penali o davanti agli organi inquirenti, in altre parole per avere la possibilità di svolgere quelle attività soggette al cosiddetto monopolio. La progressione è costante: a fine 2003 gli iscritti erano 627, al 31 dicembre 2004 646, un anno dopo 663 e poi 691 (2006), 692 (2007), 697 (2008) e 711 (2009). Parlano chiaro i dati fornitici dal segretario della Camera per l’avvocatura e il notariato (Can) del Tribunale d’appello Claudio Isotta .
Nel nostro cantone insomma sta prendendo forma un esercito di legali. Poco più di venti gli ultimi, in ordine di tempo, ad aver conseguito il brevetto di avvocato: la cerimonia si è tenuta il mese scorso a Lugano. Nel frattempo, sul “Foglio ufficiale” di venerdì, la Can ha comunicato il termine (11 febbraio) entro il quale i praticanti intenzionati a sostenere nella sessione della prossima primavera “l’esame di capacità o l’esame di notariato” devono inoltrare la domanda di ammissione al test scritto e a quello orale. Non tutti coloro che ottengono la ‘patente’ di avvocato si iscrivono poi nell’apposito registro. Per farlo, ricorda Isotta, « occorre presentare una richiesta indicando un indirizzo professionale e producendo una dichiarazione che attesti la copertura assicurativa per la responsabilità civile. La decisione di iscrizione nel registro cantonale degli avvocati – prosegue il cancelliere del Tribunale d’appello – compete alla Can ». Chi non si iscrive rinuncia pertanto al “diritto di rappresentare e di assistere una parte davanti ai tribunali civili, penali e di applicazione della pena e davanti alle autorità inquirenti o di accusa”, come recita la vigente legge ticinese sull’avvocatura. C’è allora chi per esempio passa alle dipendenze di una banca, di un’assicurazione oppure dello Stato, chi si dedica alla consulenza in ambito giuridico o chi si occupa di cause amministrative (nel diritto pubblico non c’è il monopolio).
Fatto sta che sono oltre settecento i legali ticinesi attualmente iscritti nel registro degli avvocati. C’è lavoro per tutti? « Dopo Ginevra e Zurigo, il nostro è il cantone col numero più elevato di avvocati – rileva anzitutto il vicepresidente dell’Ordine ticinese degli avvocati Brenno Canevascini –. Ed è un numero assai consistente per rapporto a quello degli abitanti . Peraltro ci riferiamo unicamente agli avvocati iscritti nel registro, benché siano la maggioranza (pochi quelli che esercitano al di fuori delle attività di monopolio non avendo i requisiti per essere iscritti nel registro). C’è lavoro per tutti? Diciamo che gli spazi si stanno chiudendo. I segnali non mancano: talora si assiste a una corsa al cliente che può sollevare qualche interrogativo, ci sono inoltre avvocati poco inclini a transare una causa dato che vogliono trattarla dall’inizio alla fine e così incassare il più possibile. Comportamenti che anche se non violano le norme deontologiche – tant’è che negli ultimi anni l’Ordine non ha inflitto sanzioni in questo senso – suscitano, ripeto, qualche interrogativo ». E che soprattutto, continua il vicepresidente dell’Ordine, « sono da ricondurre a una situazione che vede la coperta farsi sempre più corta ».
Quella di Lugano, dice Canevascini, « è diventata una piazza difficile per i giovani nuovi avvocati. Una piazza dove ci si occupa perlopiù di diritto bancario e commerciale e dove gli studi legali sono già molti ». Meno difficile, sempre a detta del vicepresidente dell’Ordine, la situazione « nel Locarnese e nel Bellinzonese: la clientela è diversa da quella che si affida agli studi presenti nel Sottoceneri, segnatamente nel Luganese ». L’attività legale nel Sopra « è oltretutto meno soggetta agli umori dell’economia ».
In generale però, osserva Canevascini, « il lavoro non aumenta nelle stesse proporzioni in cui cresce il numero di avvocati e ciò è un dato di fatto: il territorio è quello che è e, se ci limitiamo al settore penale, non c’è per il momento un boom della criminalità che può giustificare un alto numero di penalisti ». Pertanto « l’avvocato che già oggi opera qualitativamente bene continuerà a lavorare. Una regola che del resto vale per tutti quei settori professionali nei quali la concorrenza è marcata ».
La nuova legge ancora in commissione
Licenziato lo scorso ottobre dal Consiglio di Stato, il progetto di nuova legge cantonale sull’avvocatura è ancora sotto la lente della commissione parlamentare della Legislazione. Quale relatore è stato designato il deputato leghista Angelo Paparelli. « Mi auguro che questa riforma possa entrare in vigore nel corso dell’anno », dice il vicepresidente dell’Ordine cantonale degli avvocati Brenno Canevascini.
Una riforma alla cui messa a punto l’Ordine ha dato « un importante contributo ». La novità saliente della nuova normativa è il venir meno dell’affiliazione coattiva, ovvero obbligatoria, all’Ordine. « Per patrocinare davanti ai tribunali penali e civili i legali non saranno più tenuti a far parte dell’Ordine, basterà essere iscritti nel registro cantonale degli avvocati », spiega Canevascini. « Sono comunque dell’idea che la stragrande maggioranza continuerà a iscriversi all’Ordine, che, ricordo, resterà una corporazione di diritto pubblico – aggiunge il vicepresidente –. D’altronde è l’unica strada, quella dell’iscrizione all’Ordine, per essere affiliati anche alla Federazione svizzera degli avvocati, con i vantaggi che questo comporta. L’iscrizione all’Ordine dà e darà inoltre al cliente determinate garanzie circa il corretto operato dell’avvocato, che rimarrà sottoposto a un controllo di natura disciplinare ».




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