Pronto a cederle la casa: inutile
Sul lastrico per la causa di divorzio, non
riesce più a venirne fuori
Il caso del marito di una coppia del Mendrisiotto
invischiata
in una vertenza che probabilmente farà lievitare le spese
giudiziarie oltre i centomila franchi già anticipati dallo Stato per
onorari di avvocati ed esami peritali
Ai centomila franchi di spese giudiziarie già anticipate
dallo Stato in favore di una coppia del Basso Mendrisiotto invischiata
in un'annosa causa di divorzio se ne dovranno con tutta probabilità
aggiungere altre. Di quale ammontare,
a questo punto, è impossibile
dirlo. Il caso, reso di pubblico dominio dal
Corriere del Ticino lo scorso 24 agosto,
diventa vieppiù intricato nonostante il più recente tentativo del
marito di trovare una soluzione per chiudere la vertenza dopo 8 anni di
liti, udienze, istanze, ricorsi e controricorsi
davanti alla Pretura
di Mendrisio Sud.
Il marito le rimprovera da tempo, nel corso della causa, di non essersi data da fare per trovare impieghi stabili e meglio retribuiti e per tentare una riqualificazione professionale. L'avvocato della donna ha però replicato che la sua assistita ha difficoltà a intraprendere la via di corsi per migliorare la propria posizione: da un lato per gli orari aleatori dei suoi attuali impieghi, dall'altro per «difficoltà di apprendimento». Una situazione di cui «il marito era chiaramente a conoscenza prima e durante il matrimonio». Di qui la richiesta di confermare le pretese di mantenimento e di accordare, nuovamente, il gratuito patrocinio alla moglie. Il marito si difende invece da solo da oltre due anni; non «pesa» quindi più sull'assistenza giudiziaria finanziata dai contribuenti. A dire la propria sulla vicenda dovrà essere, ancora una volta, il pretore di Mendrisio Sud Enrico Pusterla.
Il caso della coppia in questione ha suscitato in settembre un'interrogazione parlamentare del deputato Donatello Poggi, in particolare in relazione all'ammontare delle spese giudiziarie anticipate dallo Stato dal 2002 ad oggi per onorari di avvocati ed esami peritali. Il marito aveva pure proposto di vendere la casa per rifondere i debiti con lo Stato; istanza respinta dal pretore e i cui costi sono ricaduti sull'uomo. Rispetto a questo caso ha pure lanciato un allarme il movimento Papageno (www.miopapageno.ch), associazione di respiro ticinese che opera «per la tutela dei figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità», secondo la quale ci si trova davanti alla punta di un iceberg degli effetti perversi che l'applicazione delle norme elvetiche sulle procedure di divorzio può avere. Fr.S.

IN PRETURA Finora non v'è stato modo di chiudere la vertenza.


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