La Regione 2.12.10 pag 1 e 19
‘Serial Fire’ è malato, dunque non punibile
Il piromane dovrà essere curato
Le Assise criminali prosciolgono l’imputato
Disturbi psichici, non è punibile per i roghi
La Corte ha prosciolto ‘Serial Fire’ dagli incendi ai palazzi, ordinata una cura terapeutica stazionaria
G.G.« Fabiano Michele Marchesi non è un piromane, ma una persona affetta da un grave disturbo di personalità che ha radici profonde e lontane, aggravato dall’abuso di alcol e benzodiazepine». Ergo, l’imputato è malato e, avendo «agito in totale irresponsabilità», non è punibile.
È quanto ha concluso ieri al termine di tre ore e mezzo di camera di consiglio la Corte delle Assise criminali di Lugano nei confronti di Serial Fire – come s’era definito lo stesso imputato 41enne che nell’agosto del 2009 nell’arco di una settimana aveva incendiato gli scantinati di cinque palazzi di Lugano abitati da decine di inquilini.
La Corte – ha spiegato il presidente Claudio Zali – ha prosciolto, ritenendolo non processabile, l’imputato dal reato di ripetuto incendio intenzionale aggravato e ha accolto le conclusioni della prima perizia giudiziaria allestita dalla psichiatra, Miranda Zürcher Negri, che aveva stabilito una totale scemata imputabilità sui roghi messi in atto da Marchesi. I giudici non hanno invece ritenuto il supplemento peritale della stessa specialista che in un secondo tempo aveva lasciato spazio ad una colpevolezza dell’imputato per aver creato egli stesso, consapevolmente, uno stato di irresponsabilità con l’assunzione di birre e psicofarmaci.
Fabiano Michele Marchesi è stato invece riconosciuto colpevole di incendio ripetuto per aver mandato in fiamme alcuni cassonetti e sacchi della spazzatura, in stato di parziale scemata responsabilità, in un periodo precedente i gravi roghi ai palazzi e per i reati finanziari, appropriazione indebita e falsità in documenti: tra il 2000 e il 2009, Marchesi, quale funzionario amministrativo e contabile di Casa Serena, aveva alleggerito per complessivi 100 mila franchi la cassa dei patrimoni degli ospiti della casa anziani della Città di Lugano. Al 41enne sono stati inflitti 18 mesi di detenzione. Pena tuttavia sospesa per consentire una cura terapeutica stazionaria che dovrà essere decisa dall’autorità di esecuzione di pena.
Vittoria per l’avvocato di difesa, Costantino Delogu, che s’è visto accogliere in toto la propria richiesta. L’accusa, sostenuta dalla pp Clarissa Torricelli – che s’è riservata di ricorrere contro la sentenza – aveva richiesto per l’imputato 6 anni e 6 mesi di carcere. Secondo il magistrato la spiegazione di questa vicenda giudiziaria andava ricercata nel trinomio alcol-psicofarmaci-fuoco, « tre elementi costanti nella vita di Marchesi, cui è intatta la capacità di discernere tra lecito e illecito: sapeva che l’assunzione di birre e pastiglie di benzodiazepine lo portava a trasgredire e compiere intenzionalmente reati, segnatamente incendi. L’imputato voleva trasgredire e sapeva come fare: è colpevole d’aver creato uno stato d’irresponsabilità».
Di parere opposto l’avvocato Delogu, che nella sua arringa difensiva aveva invece evidenziato come il proprio cliente sia «una vittima del consumo di alcol e dei farmaci, che non ha la libertà di sbarazzarsi e sottrarsi facilmente da queste dipendenze. Pertanto egli non aveva nessuna capacità di controllare i propri comportamenti e non si era messo volontariamente e responsabilmente nell’illecito: Marchesi sapeva che in quelle condizioni avrebbe trasgredito, ma non che avrebbe compiuto reati. Di conseguenza per gli incendi l’imputato non è processabile e bisogna concludere per una completa irresponsabilità, come ha evidenziato la perizia giudiziaria». La difesa s’è vista confermare dalla Corte la pena richiesta di 18 mesi sospesi.
Rimangono comunque valide le parole evidenziate dalla pp Torricelli durante la sua requisitoria, la quale, passando in rassegna ogni singolo incendio, aveva dato voce alle dichiarazioni delle vittime degli incendi: « Tante persone, inclusi bambini e anziani, i più indifesi la cui incolumità è stata messa in serio pericolo ». « Solo per semplice fortuna non è accaduto nulla di grave » – ha detto il magistrato, ricordando le ore di paura trascorse da numerosi inquilini colpiti dai roghi che hanno raccontato di essersi trovati chi « improvvisamente davanti a un muro nero di fumo », chi « caduto a terra nella tromba delle scale trovando la salvezza aggrappandosi alle gambe di un soccorritore» , chi « senza respiro, come in un luogo infernale».


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