Ci sono molte questioni che dovrebbe essere rivisitate dai legali: una di queste è il limite giornaliero se non settimanale di chiamate che un uomo può sopportare. È da quando il mio compagno si è separato dalla sua ex, o meglio lei lo ha buttato fuori di casa una notte d’inverno, che tutti i giorni lei lo cerca almeno 20 volte tra chiamate e messaggi, perché ha sempre bisogno qualcosa. Sembra uno scherzo o un’esagerazione, ma la realtà è che il mio compagno per 3 anni è stato vittima di questo comportamento inaccettabile!
Malauguratamente lei, per un errore da parte nostra che non spiego, ha avuto anche il mio numero di telefono così per diversi mesi sono stata a mia volta vittima di stalking da parte sua. Non ho cambiato subito il numero perché volevo farle capire che al momento sopportavo la cosa e poteva stare tranquilla, affinché lei capisse che voglio bene al piccolo e fintanto che non succedeva qualcosa al bambino. Ciò non è bastato. Quando non trovava lui tempestava di chiamate e messaggi me, e solo una volta mi ha veramente contattata per il bambino… anche se le ho detto che non avevo intenzione di sentirla, che i loro problemi non mi riguardano, eccetera eccetera.
Lei mi ha accusata di essere priva di personalità, ha provato a screditarmi agli occhi dei parenti del mio compagno, ha provato a ricattarmi e a farmi sentire in colpa dicendo che il loro bambino cresceva senza un padre e che si perdeva i momenti migliori della sua vita (lei non glielo vuol far vedere e sta puntando per ridurgli il diritto di visita settimanale).
Ovviamente visto che le cose stavano precipitando ho dovuto cambiare numero, per non impazzire e cadere in cose che non mi appartengono. Sono andata da un legale a chiedere consiglio con tanto di prove alla mano: cambiare numero con una piccola attività mi costava abbastanza e quindi visto l’evidente caso di stalking volevo far addebitare a lei i costi. Nel mentre lo stesso provvedimento l’ha preso il mio compagno per ritagliarsi un attimo di serenità e lei per ripicca ha preso di mira la sua famiglia.
Io ho scritto in polizia e questo è quanto risposto dalla polizia cantonale:
" Gentile signora X,
per ottenere un rimborso deve forzatamente querelare l'ex del suo compagno e chiedere la rifusione dei "danni", il che significa scrivere una lettera al Ministero Pubblico di Lugano, essere chiamata in Polizia per la stesura del verbale d'interrogatorio e la consegna delle prove (gli sms che Le consiglio di tenere a futura memoria) e prevedere che anche l'altra parte in causa venga chiamata in Polizia. Tutto questo, però, mi pare che sia esattamente ciò che Lei non si sente di fare.In alternativa potrebbe mandarle una diffida scritta, dove appunto diffida la donna dal perpetuare certi atteggiamenti pena la querela. Un'altra alternativa sarebbe far scrivere la diffida da un avvocato, ma calcoli di spendere almeno ulteriori CHF 200.-/300.-.
Cordiali saluti Comando Polizia Cantonale Camorino Centrale Informativa Agt. Y "
Lui invece ha scritto al suo avvocato, per tutelare sé stesso e la sua famiglia ma non ha ancora ottenuto risposta da gennaio.Non l’ho querelata perché so benissimo che lei farebbe ricadere la mia scelta facendola pagare al mio compagno e questo non aiuta la situazione già abbastanza difficile di suo.Mi chiedo com’è possibile che non ci si possa difendere da questi atteggiamenti e che anzi la commissione tutoria appoggi l’atteggiamento della madre.
Mi auguro di cuore che questo punto se pur non urgente possa essere sistemato, per il benessere della persona senza che ne abbia conseguenze: quando si dice "Adesso è troppo"!
Sempre con grande sostegno Lilly


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