Esposto per richiesta di intervento a favore della nostra famiglia.
Egregi autori di Striscia,
siamo sconcertati dai fatti che stanno sconvolgendo la vita al nostro nucleo familiare a causa di funzionari che ci sembrano meteore impazzite.
Dal mese di dicembre 2007 Marco si trova a vivere separato dalla moglie che è fuggita da casa con un altro compagno portando seco i 3 figli di 8,6 e 5 anni e sparendo dapprima per due settimane senza informare su dove fosse e congiungendosi al compagno in presenza dei bambini dal primo giorno di fuga.
I bimbi furono poi affidati dapprima al padre fino a che la madre trovò un appartamento consono, facendo figurare che era sola ma in realtà conviveva dal primo giorno con il compagno Sig. E. P. che dal primo momento ha cercato apertamente di provocare ed aggredire Marco, cercando di appropriarsi sia della moglie che dei figli.Alla terza aggressione da parte del P., dopo due NLP da parte dei magistrati a seguito di denunce per aggressione, la terza volta il P. è riuscito a sferrare un pugno a Marco che, per proteggere i bambini ha dovuto incassarlo e finire al Pronto Soccorso con un infortunio protrattosi tre settimane circa.
Ogni tentativo di contattare i bambini è negato e nessuno risponde al telefono, nessuno avvisa sulle trasferte, sui risultati scolastici, sui bisogni medici (la piccola K., 2003, si è ferita alla testa all'asilo ed il padre ne è venuto a conoscenza per caso dalla maestra dello stesso).
Il bambino A. (2001) appare dislessico ed è sotto cura di una logopedista, ha manifestato dei chiari tic nervosi ed una personalità contorta, impaurita per la situazione di peso psicologico (il P. continua a dirgli che ha un padre "bastardo" e "di merda", lo istiga contro lo stesso e gli stà facendo un lavaggio del cervello portandolo spesso a mentire e non dire la verità sulle cose fatte e sui suoi sentimenti creando in lui una paura di ritorsione...la personalità di A. è molto cambiata da bambino felice e sorridente a bimbo problematico.
La figlia K., 2002, risulta attaccatissima al padre ma non le è concesso frequentarlo e la si richiama continuamente per questo attaccamento e la si trascina lontano appena possibile.
Il contatto è veramente difficile e i bambini non sono mai stati portati dal padre o fatti chiamare telefonicamente ma è sempre il padre che ha provveduto.
Il P. viaggiava con un veicolo con gomme totalmente lisce e con tutti gli attrezzi di lavoro nel bagagliaio della station-wagon senza una rete di protezione mettendo di continuo repentaglio la vita dei piccoli che viaggiano non legati e con lui che spesso dopo il lavoro si butta nell'alcool (dopo l'aggressione l'esame alcolemico effettuato dalla polizia lo ha provato ed era appena rincasato da una cena al volante del veicolo).
Non parliamo della cura igienica di A. che non adora l'acqua e spesso è sporco e se non forzato non fa docce per giorni, seguendo forze l'esempio dell'uomo rude e cacciatore che è il P.
A seguito del tic nervoso di A. a più riprese è stato richiesto di portarlo dal medico ma, come per il caso di un ascesso ai denti, nessuno se ne occupava ed ha dovuto intervenire il padre.
A proposito di ciò, bisogna notare che la madre, K. W. (1981) data la sua origine tailandese, stenta a parlare e capire l'italiano ed è spesso in balia di questo P. che già dopo qualche mese le ha fatto prendere un attestato di carenza beni, essendo pure lui in questa situazione e non sembra che riesca a seguire a livello amministrativo K. ed i bambini.
I bambini in effetti sono, a quanto risulta, in arretrato con la cassa malattia e il padre ha richiesto a più riprese di poter essere informato sulla situazione ma la Commissione Tutoria 3 di Agno non ha mai preso in considerazione queste richieste e non ha mai appurato le questioni che intimoriscono il padre.
A dispetto di ciò, a seguito di un presunto abuso da parte della figlia di J. Gaia (1994) che lei nega categoricamente e che non è appurato ma che ha portato a bloccare il diritto di visita dei bambini più piccoli (A., K. e K.) decretato il 10.2.2009 dalla Ctr 3 per una questione tra i bambini della quale in ogni caso, anche se fosse incredibilmente successo, il padre non ne avrebbe alcuna colpa.
In seguito a questo fatto, l'avvocato Patrizia Casoni-Delcò che in maniera poco chiara e cristallina, patrocinia contemporaneamente l'ex moglie di Marco, Signora C. F. che ha convinto ad avvalersi della stessa patrocinante l'attuale moglie K. W., con la palese opera di scambio di dati al fine di annientare la parte paterna.
A questo si aggiunga che la Signora C. L. (1960), da anni in invalidità parziale per disfunzione tiroidea è madre di A. (1996) figlia di Marco, che a causa dei comportamenti negativi della madre che, nonostante la parziale invalidità si permette di avere di continuo festini in casa e fuori casa coinvolgendo gruppi di uomini e dedicandosi all'alcool ed altri divertimenti senza ritegno e senza contare che nella camera da letto la figlia di 12 anni stà dormendo e si potrebbe svegliare di colpo.
Ancora ultimamente a questo pro, Marco ha avuto la testimonianza delle notti breve di C. dall'ennesima persona, pronta se caso a testimoniare, che ha visto il degrado e il totale abbandono della madre con in casa la figlia, così come il fatto che la domenica sera spesso si reca a lavorare in nero presso il Bar R. di G. conducendo con sé pure la figlia ed invitando in seguito in casa uomini e donne per festini poco gratificanti.
La Signora C. frequenta inoltre da tempo una persona non gradita da Marco, tale J. G. di V., persona nota quale consumatore di sostanze stupefacenti e noto alla giustizia, che proprio a detta di C. si inietta cocaina nelle vene e presso il quale Marco si è dovuto recare a più riprese per salvaguardare C. e la figlia A. a seguito dei problemi psichiatrici di detta persona che lo portano a volersi suicidare o almeno a minacciarlo chiudendosi con la pistola in stanza mentre A. piange e C. è sconvolta (capitato nel periodo di convivenza a Lugano allorquando Marco è dovuto intervenire a portare al sicuro la figlia).
Questa persona, instabile è solito ad usare sostanze ed ubriacarsi all'inverosimile ma, a seguito di una telefonata intervenuta tra la curatrice di A., Signora Gloria Gomez e la madre C., la Gomez ha confidato la paura del padre per la questione ed il G. ha pensato bene addirittura, nonostante la fedina penale (ex guardia di confine licenziata per abuso di sostanze, furti, incidenti,ecc.) a far denuncia per diffamazione a danno di Marco.
La perfidia di C. che già ai tempi del suo divorzio per gelosia aveva cercato di infangare Marco con una denuncia per presunti abusi sessuali sulla figlia (denuncia decaduta perchè il fatto non sussisteva e Marco adora i bambini ed odia ogni forma di violenza sugli stessi) la ha portata appena a conoscenza della separazione di K., definita fino a quel momento "puttana" a diventarne amica e coinvolgere nell'amicizia i due compagni E. P. ed J. G..
Questa amicizia esplosiva li ha portati a complottare addirittura un omicidio nei confronti di Marco (vedi denuncia poi ritirata ai quattro a seguito di testimonianza della Signora L. T. ascoltata dalla Polizia di C. Agente U. M. che ha preso nota della conferma ma solo verso il G. che aveva confermato la cosa in un discorso con la T. ma la denuncia era rivolta a tutti e quattro ed è venuta quindi a cadere).
La sera di una discussione in tal senso è stata pure sentita da Marco a causa del fatto che i quattro erano ubriachi a casa del G. e C. ha lasciato collegato il telefono dopo una chiamata a Marco che doveva riconsegnare A. ed è stato parlato chiaramente di sparare con il fucile da caccia al padre dei bambini.
Quella sera, A., sentendo per l'ennesima volta la madre ubriaca si è rifiutata di rientrare al domicilio ed il padre la ha ricondotta a casa sua ma la madre, dopo essere tornata con il G., K. ed il P., lasciando al suo domicilio il G. che si vede era messo troppo male, si è recata in stato deprecabile (non stava in piedi) accompagnata da un taxi e da K. e P. al domicilio di Marco.
Nonostante il palese stato di ubriachezza (non si reggeva sulle gambe) la pattuglia ha intimato di riconsegnare A. dato che C. si è presentata con il foglio del Pretore che ne decretava la patria potestà e la cosa, anche se inverosimile, per il quieto vivere è stata accettata ma sul caso si è dibattuto pure in polizia ed è stato appurato l'errore della pattuglia che doveva lasciare la figlia con il padre per palese stato di ebrezza della madre.
In seguito alla decisione della Ctr 3 quindi pure A., gestita dalla Ctr 6 di Breganzona, a causa della preoccupazione annunciata dall'Avv. Patrizia Casoni-Delcò, che stà facendo un gioco poco pulito, è stata privata del diritto di visita al padre che può vedere pure lei solo 90 minuti ogni 15 giorni ma non assieme ai bambini più piccoli ma, la domenica che Marco non vede i bimbi.
Questa situazione a causa delle continue lamentele del padre, sulle quali misteriosamente nessuno ha preso posizione ma, viceversa, per una situazione non appurata nella quale in ogni il caso il padre non c'entra, viene punito lui ed il suo nuovo nucleo familiare composto dal fratellino Marco Jr. nato il 2008 che così agendo viene privato e staccato dall'affetto dei fratellini che erano felici della sua nascita ma che ne stanno diventando estranei a causa dell'invasività e del terrorismo di queste Tutorie che invece di tutelare i minori stanno demolendo sul nascere questo nuovo nucleo e l'affiatamento che si era creato tra tutti i bambini.
A questo pro bisogna ricordare che per il momento Marco gode di una villa con piscina e sistemazione ottimale per tutti i bambini ai quali non ha mai fatto mancare nulla, portandoli ancora nell'estate scorsa pure in vacanza in Sicilia con grande gioia per tutti, cosa che le madri non hanno fatto.
Il carico finanziari generato sia dalle continue imposizioni delle Tutorie (istituti, curatori, psicologi) stanno seriamente minando le finanze della nostra famiglia, senza contare il fatto che Marco ha accolto Jasmine e le sue bambine che godevano di un aiuto Laps che sistematicamente è cessato al momento della convivenza, come se Marco fosse obbligato a pensare a tutti (2 adulti e 8 figli) con il suo solo introito!
Jasmine in effetti si è appena divorziata dal marito A. A. dal quale ha avuto la figlia N. (1995) e, a causa di un momento di difficoltà finanziaria momentanea, ha avuto lo sfratto dall'appartamento dove viveva con le figlie e quindi recarsi a vivere alla casa della Giovane con le figlie o, affidare N. al padre, persona con dei trascorsi tossicologici ma amorevole verso la figlia e lasciare Gaia con la madrina S. G. di P. (moglie dell'Avv. G. ) versione per la quale ha optato, pur se a malincuore data la situazione.
Dopo un mese e mezzo la figlia Gaia, impossibilitata a rimanere più a lungo con la madrina, è stata affidata ad una famiglia affidataria di Mendrisio per poi essere ospitata in internato presso l'istituto Vanoni di Lugano.
Quando a dicembre la moglie di Marco è fuggita di casa, Jasmine si è avvicinata a Marco e, previo richiesta e consenso dei bambini di Marco che la conoscevano già da tempo essendo amica anche della madre, si è trasferita a convivere dal 1° marzo 2008 con lo stesso.
Da quel momento sono stati sospesi tutti gli aiuti finanziari a Jasmine da parte dello Stato che invece le ha fatto pervenire le rette di Fr.480.-mensili per l'internato di Gaia, e facendo pesare tutto il mantenimento di Jasmine, Gaia e N. che spesso è a casa, sullo stesso Marco.
Nonostante in effetti i presupposti del curatore amministrativo volontario di Jasmine Sig.Enzo Simonetti che aveva dato il beneplacito per la convivenza e previsto un contributo per l'affitto da parte di Jasmine a Marco, tutto si è invece improvvisamente bloccato e l'unica entrata è restata quella degli alimenti versati dal padre, latitante, di Gaia Sig. V. T. che gira solamente Fr.200.- di assegno familiare che percepisce per Gaia, non potendo versare di più.
Il padre di N. invece, anche prima versava a stento Fr.400.- sempre in ritardo e non regolare ma, da quando è stata affidata a lui la figlia (è in corso un ricorso) non versa più nulla nonostante la ragazza viva buona parte del tempo a casa di Marco e lui non le faccia mancare nulla, volendo bene alle bimbe di Jasmine come ai propri.
Durante il divorzio di Jasmine, durato ben 8 anni, il marito A. A. non ha smesso di abusare di sostanze e però il giorno della sentenza, per una svista Jasmine non ha presenziato, annotandolo sotto la data seguente per errore, e si è presentato il curatore di N. e del padre Sig.Fausto Berretta-Piccoli che ha dichiarato una marea di cose false e per questo è stato denunciato ma con NLP, ma questa cosa ha fatto probabilmente propendere il Pretore ad affidare la figlia al padre.
Ora ci si chiede, come possa un ‘autorità affidare una figlia ad un padre che prende regolarmente metadone in grandi dosi, faccia uso comprovato di cannabis e, dieci dopo che il suo curatore dichiara la sua attuale estraneità a sostanze, venga bloccato ubriaco dalla polizia con addosso un bel quantitativo di hascisc smentendo in pieno chi dovrebbe conoscerlo...non è così protetto perché figlio di un noto legale di L. ?
Ora, dopo che a dicembre giunge a Jasmine la fattura di quasi Fr.2'000.-di istituto Vanoni, si decide di togliere Gaia dall'istituto e lo si comunica all'autorità che si oppone ma la volontà di Gaia è quella di sua madre è quella di riunirsi in nucleo, in una casa più che consona e con il nuovo nato Marco Jr. della quale Gaia diventa da subito la mammina accudendolo e amoreggiandolo, dando quell'affetto che a lei sicuramente è mancato da parte del padre che non si è mai occupato della ragazza.
Gaia inizia la Scuola Media di Lugano centro in gennaio e viene pattuito con la Signora Rosalba Rohner dell'Ufficio delle famiglie e dei minorenni (UFaM) che sia seguita da uno psicologo assieme alla madre e si cerca di proporle un doposcuola (proposta demenziale pensando che la ragazza si deve già alzare alle 06.00 del mattino per recarsi a scuola a Lugano da Caslano e che termina la stessa alle 17.00, la si vorrebbe far rincasare a che ora?).
Da questo accanimento sembra apparire, più che un interesse al benessere della minore, in realtà una preoccupazione latente sullo stato di occupazione dell'istituto, quasi che la ragazza sia ormai stata conteggiata nei presenti e la sua retta sia importante per una macchina che pare degenerata, un appropriarsi dei ragazzi a fine di lucro e di stabilità per tutte le meteore che ruotano attorno a questo sistema (vedasi psicologi, curatori, istituti, tutorie con i loro posti di lavoro).
La cosa, pur se contestata, viene messa in pratica e Gaia inizia ad ambientarsi felicemente nel nuovo nucleo familiare, viene ben accolta dai nuovi compagni di scuola e piano, piano ritrova la sua tranquillità e si placa in lei la rabbia degli sballottamenti, godendosi sua madre, suo fratellino, sua sorella,il compagno della madre che le fa da padre ed i fratellini e sorelline della famiglia allargata.
Marco si accorge che Gaia ha delle lacune scolastiche e dedica tempo per seguirla, cosa che fa pure Jasmine, si accorge per esempio che, nonostante le decantate qualità del Vanoni, nessuno si è accorto che Gaia non conosce nemmeno le tabelline e questo le impedisce i più semplici calcoli.
Attaccata per un presunto abuso sul fratellino (cosa che lei assolutamente nega e della quale, nonostante i nostri tentativi di appurare i fatti, ci sembra impossibile che abbia fatto una cosa simile con il fratellino A.,proprio con il quale non ha un rapporto idilliaco dato che lui di continuo la provoca e innervosisce), piange e si chiude in se stessa.
Tutto procede e migliora fino a martedì 7 aprile quando, per caso, Marco passa in posta a mezzogiorno (cosa che di solito fâ alla sera) e trova una busta della tutoria, spedita in posta normale e datata venerdì 3 aprile nella quale, senza alcun riferimento, si intima una convocazione a Jasmine per le 15.00 dello stesso giorno.
Allibiti dalla cosa, spostiamo un appuntamento e Jasmine si reca alla Tutoria di Agno, dove trova l'Avv.Francesca Gronchi-Pozzoli che le comunica che la figlia verrà rinchiusa al PAO di Mendrisio a partire dal pomeriggio stesso e la sprona a firmare 7 pagine scritte fitte in maniera da legale, cosa che Jasmine rifiuta e che però non è gradita dalla Gronchi-Pozzoli che all'accenno di andarsene di Jasmine le impone violenza cercando di bloccarla per il braccio, cosa inaudita da parte di un'autorità!!!
Jasmine cerca di chiamare Marco e rimane incisa sulla segreteria del cellulare di Marco parte della situazione conflittuale mentre la Gronchi-Pozzoli cerca di imporre il suo dictat, storia da fantascienza!
Jasmine piangente esce dalla Tutoria e vaga non riuscendo a connettere a causa del dolore, riesce a contattare allora Marco che è a Chiasso ed abbandona tutto per raggiungerla a Lugano e recarsi direttamente dal legale Avv. Alberto Pasciuti che ci accoglie direttamente data la gravità dei fatti.
Pare inverosimile che degli operatori del PAO vadano a prelevare contro la volontà una ragazza di 15 anni appena compiuti, il giorno prima dell'inizio delle vacanze pasquali e la deportino in luogo senza contatto con i familiari per un'intera settimana, cosa contraria ad ogni minimo diritto dell'uomo e facendole fare una figura davanti ai suoi compagni di scuola, facendo ricadere in una voragine la figlia che si stava riprendendo dalle situazioni di precarietà vissute e che aveva trovato finalmente una famiglia completa!
Solo ora, dopo il primo incontro sorvegliato al PAO, veniamo a sapere che la ragazza, insufficiente in storia, per battere sul tempo i genitori, è stata presa durante la prova (esperimento) di storia non lasciandoglielo nemmeno terminare, come se fosse una malvivente e con sistemi da Gestapo nell'era nazista.
Il direttore della Scuola Media si è anche detto contrario all'allontanamento di Gaia ma ha dovuto cedere dopo aver visionato il decreto della Tutoria...allucinante!!!
Tra l'altro chiediamo, avvocato, che venga fatta piena luce sui docenti che hanno fatto un esposto, solamente dopo un mese che Gaia era tornata a casa dall'istituto Vanoni, scrivendo che era meglio che tornasse nello stesso.
Dato che la Signora Ottaviani, docente di sostegno pedagogico (quindi persona pagata dallo stato per integrare casi simili di bimbi che provengono da altre scuole, altre nazioni o da istituti), invece di aiutare Gaia se ne voleva immediatamente liberare a favore dell'istituto...sembra che qui sussista una grave connivenza tra strutture pubbliche e private e che chi ha il compito di integrare divida invece gli studenti, fatto molto grave da segnalare senz'altro all'On.Gabriele Gendotti, attuale capo del Governo cantonale e pure capo del Dipartimento dell'istruzione perché prenda dei provvedimenti effettivi contro questi funzionari da noi stipendiati e così incompetenti!
Gaia non ha potuto presenziare alle lezioni del mercoledì mattina a causa di questa operazione da polizia segreta e questo nonostante la ragazza abbia già dei ritardi sul programma di apprendimento, fatto gravissimo!
Un appunto è pure doveroso sulla menzogna scritta sulle motivazioni della "deportazione" ovvero che Gaia avrebbe 44 ore di assenza a causa di una presunta influenza non giustificata da regolare certificato medico...tutto falso!
La cosa peggiore è che sono dei docenti che mentono e si sono permessi di inviare false dichiarazioni!
In effetti Gaia non ha potuto partecipare alla settimana bianca con gli altri allievi ma non per malattia ma bensì per il costo di Fr.250.-non sopportabili in quel momento dalla madre che già era confrontata a tutte le spese cagionate dalla Tutoria e che stà rovinando finanziariamente questa famiglia, e la cosa è stata dichiarata per iscritto e controfirmata dal docente di classe Prof. F. che ci aveva chiesto di portare un certificato medico a scusa della cosa, ma perché bisogna mentire su un dato di fatto?
E' questo l'insegnamento che danno le nostre scuole ai nostri figli, mentire????
Siamo profondamente sconvolti da questi fatti e Jasmine dopo un mese di allattamento ha perso il latte mentre Marco che non ha mai fumato fino alla soglia dei quasi 46 anni a maggio ora fuma più di un pacchetto al giorno di sigarette!
Ci chiediamo se la politica in questo cantone sia questa, un aiuto a demolire le famiglie, un terrorismo, un annientare le persone e la loro volontà, un imporre a tutti i costi un volere ed una sete di vendetta in caso di mancato adempimento delle direttive di queste Tutorie, composte in gran parte da persone senza figli, senza competenza professionale, collocate per motivi politici o quant'altro mentre dovrebbero essere persone accorte e sensibili che siano orientate solamente verso il benessere reale dei bambini.
Basta con le lettere prestampate nelle quali vengono fatte solamente le correzioni dei nomi ed indirizzi, basta con i copia-incolla troppo facili con l'uso del computer,questa pressopocaggine e dilettantismo su un tema così toccante quale il benessere dei fanciulli!
Marco e Jasmine sono attualmente stati privati dei beni più cari, di A., A., K. e K. e Marco Jr. è stato negato della presenza nei primi mesi di vita dei suoi fratellini...è impagabile BASTA!!!
Chiediamo già da ora giustizia a fondo per noi e per coloro che verranno, è ora che finiscano questi abusi verso persone normali, sia Marco che Jasmine hanno sempre lavorato e fatto il bene dei loro figli, non sono alcolizzati, non sono drogati, non sono malfattori e chiedono solamente di poter vivere la loro famiglia secondo i minimi diritti dell'uomo, che sembra siano sconosciuti in questo cantone!
Già da ora, caro Avvocato, chiediamo il suo pieno appoggio nel denunciare alle autorità, facendo intervenire ed informando pure il mondo politico ed i media che, come noi fino a qualche mese orsono, non sono a conoscenza di questi abusi e delle atrocità commesse sul nostro nucleo famigliare, colpito troppo duramente e su più fronti quasi come se avessimo un tumore, difficile da estirpare, e perseguire penalmente e civilmente chi ci stà rovinando la vita.
Marco L. e Jasmine W.
Genitori fieri e orgogliosi di V., Gaia, N., A., A., K., K. e Marco Jr.
Caslano, 16 aprile 2009


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