Da: CdT 9.6.09 pag 13
Chiesta la ricusa del TRAM
Luci rosse a Melano: sollevato il tema degli avvocati-deputati
gi.mL'istanza parte dalla vertenza che vede opposti il Municipio di Melano e un postribolo del comprensorio sottolineando che il legale del Comune ha partecipato all'elezione dei giudici del TRAM in qualità di parlamentare
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Prostituzione a Melano: si aggiunge un nuovo, inatteso, tassello nella vertenza che ormai da un anno vede opposti il Municipio di Melano e alcuni dei principali postriboli del comprensorio che, disponendo di licenze di tipo ristorativo-alberghiero in cui non viene contemplato il meretricio, sono stati raggiunti da un ordine di cessare immediatamente ogni attività a luci rosse.
A margine di un ennesimo ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la decisione dell'Esecutivo del Basso Ceresio, rappresentato nella causa dall'avvocato e granconsigliere PPD Luca Pagani, viene infatti postulata la ricusa dello stesso Tribunale. L'istanza è stata trasmessa ieri al presidente del Tribunale d'appello (di cui fa parte, appunto, anche il TRAM) da parte dei responsabili del bar Calypso, patrocinati dall'avvocato Marco Garbani, dopo che il Consiglio di Stato aveva recentemente confermato la decisione del Comune.
Quali i motivi della richiesta di ricusa? «I giudici del Tribunale di appello - si legge nel documento - vengono eletti dal Gran Consiglio». «Ne consegue che il collega avvocato Pagani era ed è elettore dei Giudici e dei Giudici supplenti del Tribunale di appello in carica». E ancora: «La constatazione che la controparte, rispettivamente il suo patrocinatore, abbia un influsso e comunque un diritto di discussione sulla nomina, permette di concludere che egli si trova in una posizione oggettivamente diversa rispetto a quella di qualsiasi altro patrocinatore». In sostanza, dunque, a detta dei firmatari dell'atto, dal momento che il rappresentante legale del Municipio di Melano siede in Gran Consiglio dal 2007, i giudici del TRAM, che sono stati nominati dal Parlamento nel 2008, dovrebbero astenersi dal pronunciarsi sul citato ricorso a luci rosse.
I legali in Gran Consiglio Si legge ancora nell'istanza di ricusa: «Le ricorrenti sono consce che la situazione potrebbe non soddisfare all'interno di un Parlamento di milizia. Invero, tale ragionamento indurrebbe un avvocato a non potere esercitare davanti ad un'autorità giudiziaria». «In tale caso, per le cause in Ticino, l'avvocato-parlamentare potrebbe essere equiparato all'avvocato-non-iscritto all'albo, con la differenza che quest'ultimo non gode del prestigio politico e di eventuali vantaggi professionali che ne potrebbero derivare grazie alla notorietà». «Tuttavia, chi si è (espressamente) messo a disposizione della popolazione, deve tenere conto che proprio per questa ragione ogni candidato parlamentare deve preliminarmente aver operato delle precise valutazioni sui pro (prestigio, ecc.) ed i contro (limitazioni) che la carica parlamentare potrebbe comportare». «In altre parole, l'interesse pubblico ad un'oggettiva causa è nettamente preponderante ad una volontaria rinuncia a determinate cause di interesse prettamente privato».
«Ne consegue che i ricorrenti chiedono la ricusa, rispettivamente l'astensione, di ogni Giudice che sia stato nominato tramite il diritto di voto esercitato dal collega e parlamentare avv. Luca Pagani».
Veniamo ora al ricorso presentato dalla nuova società gestrice e dalla gerente del Calypso dopo che, come detto, il Governo aveva confermato a metà maggio l'ordine del Municipio di sospendere ogni esercizio della prostituzione poiché non in regola dal profilo amministrativo. In sintesi, i firmatari, ricordano, tra le altre cose, come la responsabilità del problema non vada attribuita al locatario o al gerente quanto alle singole prostitute che nelle camere prese in affitto esercitano la propria attività in maniera «indipendente». D'altra parte, a detta dei ricorrenti, i nuovi contratti di locazione delle camere imporrebbero esplicitamente il divieto del meretricio.



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