Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Caso Tobler, un'altra condanna.

Da: La regione, 10.12.08 pag 15

Caso Tobler, un'altra condanna
 Per la Pretura penale l'ex direttore di BancaStato Bianconi è colpevole di falsità in documenti


  L'ex direttore di BancaStato a Locarno Bruno Bianconi è sta­to riconosciuto colpevole di fal­sità in documenti per non aver dichiarato alla Delegazione tuto­ria di Gordola, in qualità di tuto­re finanziario del giovane multi­milionario Hansruedi Tobler,
 che questi deteneva fondi neri. Il fatto fu taciuto malgrado Bianco­ni sapesse che la verità era un'al­tra. La sentenza di colpevolezza emessa ieri sera dal giudice Da­miano Stefani della Pretura pe­nale di Bellinzona conferma il decreto d'accusa della procura­trice Monica Galliker. A Bian­coni è stata così inflitta una pena (sospesa per due anni) di 90 ali­quote giornaliere da 480 franchi . Il processo era stato caratteriz­zato da momenti che hanno spo­stato il baricentro della questio­ne ben oltre il suo aspetto pretta­mente giuridico e penale, andan­do a lambire quello personale. Secondo Bianconi - e il suo avvo­cato difensore Vittorio Mariotti - ciò che ha portato l'ex direttore di BancaStato in un'aula penale per rispondere di falsità in docu­menti è stato un « tiro al bersa­glio, un accanimento giudiziario che negli ultimi 10 anni ha provo­cato un danno devastante e irre­versibile non solo a Bianconi, ma anche ai suoi congiunti e ai nipoti, ormai additati come i discendenti di colui che ha fatto sparire da BancaStato milioni e milioni di franchi ». E ancora, sempre se­condo Mariotti: « Bianconi è con­siderato come una pedina delle malversazioni commesse in Ban­caStato, ed è stato al centro di un tiro incrociato perché BancaStato ha cercato di dimostrare che i re­sponsabili di quanto accaduto a Tobler non erano gli uomini della banca, ma altri ».
  Sempre in tema di sbandate dall'ambito istituzionale a quello personale, ha colpito la riflessio­ne con cui Brenno Canevascini, avvocato di parte civile (ovvero­sia di Tobler), ha concluso la sua requisitoria. « In questi ultimi mesi dalla cerchia familiare di Bianconi ne ho sentite di tutti i co­lori: sarei io alla base delle recri­minazioni del giovane Tobler e sa­rei io ad accanirmi contro Bianco­ni. Bruno - ha detto Canevascini passando al "tu" - ti prego di chiarire le idee a te stesso e ai tuoi familiari. Io non ho mai voluto ac­canirmi contro nessuno. Ho solo svolto il mio ruolo, con rispetto per te e per la tua famiglia ». Conside­razioni significative di quanto questa brutta storia di soldi sia penetrata nei rapporti interper­sonali, e di quanto pesantemente sia riuscita a comprometterli. Per il resto, il dato saliente emerso dal processo è stato il rei­terato tentativo di Bianconi di ri­spedire al mittente le accuse che sono al centro del decreto d'accu­sa con la proposta di condanna; ovverosia, appunto, di aver sapu­to perfettamente che Hansruedi Tobler deteneva cospicui fondi in nero (non solo in BancaStato, ma lì per circa 10 milioni) e cionono­stante di non averlo segnalato alla Delegazione tutoria; per pro­teggere il capitale del ragazzo dai tentacoli del Fisco, e la banca dai guai conseguenti (Mariotti, in ar­ringa, con una discettazione tec­nica ha anche tentato di dimo­strare la non validità giuridica del rendiconto finale consegnato dal suo cliente alla Delegazione tutoria). L'imputato e il suo lega­le hanno ripetutamente afferma­to che Bianconi non aveva acces­so ai conti del giovane multimi­lionario, né da tutore, né in pre­cedenza da direttore della banca. E che lo stesso Bianconi non ave­va motivo di credere che in Ban­caStato non gli dicessero tutto quello che c'era da sapere sul pa­trimonio del facoltoso cliente, esistenza di fondi neri compresa. Una versione, questa, comunque smentita praticamente da tutti gli uomini di BancaStato ( Urs
 Betschart
ed Emilio Pedrotta
 in particolare) sentiti prima e in occasione del processo di giugno alle Criminali di Locarno. Ver­sioni concordi nel dire che il di­rettore di BancaStato era sicura­mente al corrente dell'esistenza dei fondi neri. Ed è anche sulla credibilità e sull'unilateralità delle versioni discordanti da quella di Bianconi che la procu­ratrice pubblica Monica Galliker ha costruito la base della senten­za di colpevolezza poi emessa da Stefani. D.MAR.
 




L'ex sede di Locarno

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors

Latest Posts