E’ on-line la prima indagine italiana (ndr: Italia e Svizzera italiana) sulla
violenza domestica ai danni di soggetti maschili
a cura del Centro Documentazione Violenza Donne
e con la direzione scientifica dell’Avv. Prof. Manlio Merolla
presidente dell’Istituto Studi Giuridici Superiori
sono invitati a partecipare, in forma anonima, tutti i frequentatori maschili del web!
http://indagine-violenzadomesticasulluomo.blogspot.com/
La Violenza Domestica costituisce un fenomeno sociale in costante
espansione, complesso da analizzare in quanto la tendenza degli autori
a contenere gli episodi entro le mura domestiche incontra
frequentemente la connivenza più o meno passiva delle stesse vittime.
Siamo pertanto in presenza di un fenomeno sommerso, del quale non è
facile tracciare i contorni.
Una conoscenza approfondita del fenomeno nel suo insieme, tuttavia, è
essenziale per lo sviluppo delle politiche e dei servizi necessari, a
partire dalle campagne di sensibilizzazione per arrivare alle
contromisure legislative finalizzate a prevenire e/o contenere la
violenza.
Va rilevato come inchieste, sondaggi e ricerche che analizzano la
violenza di cui è vittima la figura femminile vengono proposte con
continuità a livello istituzionale e mediatico, da diversi decenni.
Di contro, non esistono in Italia studi ufficiali a ruoli invertiti:
vale a dire approfondimenti sulla violenza agita da soggetti di genere
femminile ai danni dei propri mariti o ex mariti, partner ed ex
partner, parenti ed affini di vario grado.
E’ proprio questa lacuna – inammissibile sul piano scientifico – che il
Centro Studi Giuridici Superiori ed il Centro Documentazione Violenza
Donne si propongono di colmare con questa indagine on-line, dopo che un
invito al Ministero delle Pari Opportunità di voler predisporre
un’indagine analoga e speculare a quella effettuata nel 2006 su un
campione femminile, non ha avuto risposta.
Il questionario anonimo ricalca fedelmente quello dell'indagine ISTAT
2006 sulla violenza contro le donne, salvo lievi adattamenti necessari
per alcuni aspetti specifici dei sessi coinvolti, nei loro rispettivi
ruoli.
Metodo
Il questionario on-line si basa sulla spontaneità della
compilazione da parte dell'utente, in totale assenza di selezione
preventiva da parte del CSGS e del CDVD: vale a dire che è il campione
a scegliere il sondaggio, non il contrario. Per tale motivo le note
metodologiche non prevedono la descrizione del campione rappresentativo
del tessuto sociale italiano, e non è possibile prevedere un tetto
massimo di questionari raccolti.
Se la somministrazione del questionario ad un campione rappresentativo
non può essere, logicamente, altrettanto rigorosa e scientifica come
nell'indagine ISTAT 2006, per contro si è deciso di introdurre uno
strumento scientificamente più rigoroso dello studio a suo tempo
commissionato dal Ministero per le Pari Opportunità: la Conflict Tactic
Scale – una metodologia d’indagine accreditata nel mondo scientifico
anglosassone - la quale comporta che il compilatore dichiari non solo
se abbia subìto un determinato comportamento, ma anche se l’abbia agìto
in danno di altri.
La catalogazione, quindi, non accorpa ogni forma di violenza sotto un
unico parametro di valutazione, ma opera una differenza secondo diversi
livelli di gravità: dalla divergenza di opinioni all'aggressione
fisica, passando per offese ed ingiurie, violenza psicologica e
coercizione sessuale.
Nel condannare fermamente la violenza maschile, la società civile
non può esimersi dal considerare il lato oscuro della Luna, quegli
aspetti della violenza femminile costantemente ed inspiegabilmente
sottaciuti.
Che non si parli del fenomeno non significa che esso non esista; questa
indagine intende analizzare proprio la violenza femminile tra le mura
domestiche, quella violenza per mano della donna che nell'indagine
ISTAT del 2006 non è stata presa in esame.
Il genere maschile, per cultura storica, non è portato a riconoscere la
violenza femminile come tale. Il dettaglio e la minuziosità con cui si
chiede agli uomini se abbiano subito violenza, presentando diverse
possibili situazioni, luoghi e autrici della violenza, costituisce una
scelta per aiutare le vittime a ricordare eventi accaduti anche molto
indietro nel tempo e diminuire in tal modo una possibile sottostima del
fenomeno. Sottostima che può essere determinata anche dal fatto che
spesso gli uomini, ancor più delle donne, non riescono a riconoscersi
come vittime e non hanno maturato una consapevolezza riguardo alle
violenze subite, mentre possono più facilmente riconoscere singoli
fatti ed episodi effettivamente accaduti.
Non vengono richieste le generalità del compilatore, il
questionario è anonimo e verrà utilizzato esclusivamente a fini
statistici. Possono rispondere tutti i soggetti maschi di qualsiasi
età, purché essa venga specificata e purché residenti in Italia.


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