Da: www.caffe.ch 20.12.2009
A Zurigo e Argovia le uniche due strutture, appena aperte, per maschi vittime di abusi. “Nel nostro istituto tanti padri umiliati dalle loro compagne”. Corrado Galimberti
“Sono dati della polizia, non si scappa. E il 39% dei casi di violenze domestiche registrati ogni anno a San Gallo, sono atti di violenza perpetrati da donne nei confronti di uomini. Mariti, compagni, padri che subiscono di tutto e di più.”
André Müller, vice presidente dell’associazione Verantwortungsvoll erzihende Vater und Mutter (VeV, Associazione dei padri e delle madri che allevano i figli da soli) è responsabile della Zwüschehal, la prima casa per padri maltrattati che ha aperto i battenti il 10 dicembre ad Aarau, cui se ne è aggiunta un’altra nei pressi di Zurigo pochi giorni dopo. “Il fenomeno comincia ad uscire allo scoperto - dice Müller al Caffè – perché in questi ultimi anni gli uomini cominciano a vincere la vergogna di parlare apertamente delle violenze subite dalle proprie mogli o compagne. Si tratta sia di violenze fisiche, ma anche psicologica”. Il riferimento è, in particolare, alle pressioni che alcune donne esercito sugli ex, minacciandoli di non far più vedere loro i figli. Per questo presso la Zwüschehal, che è attrezzata anche per ospitare bambini, in questi giorni ci sono quattro uomini, un paio dei quali si sono pure portati i figli. “Ogni caso è una storia a sé, certo – racconta Müller-. Ma si tratta di uomini che stanno vivendo situazioni inimmaginabili a causa delle violenze esercitate dalle rispettive mogli”. Al 39% delle violenze domestiche imputabili al gentil sesso registrate a San Gallo, vanno aggiunti il 25% di Zurigo, il 20% di Basilea e il 19% di Friburgo.
“Queste situazioni purtroppo sono sempre esistite – conferma Elsbeth Aeschlimann, responsabile, a Zurigo, dell’Ufficio comunale che si occupa di dare consigli alle vittime di violenze domestiche -. Ma oggi, gli uomini si vergognano meno di mostrare la loro vulnerabilità. Quindi i casi cominciano a venire a galla. E non sono certo pochi”.


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