Da: www.cooperazione.ch , 1.9.09, Intervista all'avv Riccardo Rondi (link all'articolo)
Ti sposo, poi ti lascio
Cooperazione: Oggi un matrimonio su due termina con un divorzio, l'istituzione del matrimonio ha perso valore?
Riccardo Rondi: I valori di un tempo sono cambiati, ma una grande maturità psicologica resta essenziale per affrontare la naturale evoluzione della vita matrimoniale: sposarsi non è solo una favola, ma comporta la consapevolezza che nel matrimonio si riceve, ma si deve anche dare tanto.
Sposarsi è diventato un rischio?
Sposarsi
è una scelta, separarsi è più semplice di un tempo: molte coppie
regolarizzano la loro convivenza quando arrivano i figli, ma ribadisco
che le fondamenta del matrimonio dovrebbero poggiare sulla solidità del
dialogo, di un rapporto in divenire nel quale entrambi i coniugi siano
disposti ad evolvere, nonostante gli ostacoli che inevitabilmente si
presenteranno.
...e se le strade si separano?
Più
che nelle difficoltà di procedura, il peso maggiore di un divorzio sta
nelle sue conseguenze economiche e nelle ricadute sui figli;
perciò
consiglio normalmente alla coppia di valutare se davvero il progetto
comune sia finito o se si possa ricucire. Se i coniugi non sono
agguerriti, talvolta si riesce. L'aspetto più delicato conseguente alla
separazione sta nel rapporto dei genitori con i figli: un progetto
comune e il buonsenso di entrambi sono decisivi per la serena crescita
dei figli.
E in un mondo ideale?
Consiglierei agli
uomini di convivere e alle donne di sposarsi.


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