- Premessa: il “Movimento Papageno” ha ormai una storia e si racconta cammin facendosi, come è normale per quanti abbiano l’attitudine alla presenza sul territorio. Una storia si fonda tuttavia su qualche motivo di essere. Facciamo finta che vi si incontri oggi per la prima volta: chi siete, da dove venite e che cosa volete?
“La ragion d’essere del “Movimento Papageno” trae origine da uno stato di fatto, ossia dalla grave sperequazione oggi sussistente nel diritto in materia di divorzio. I nostri membri sono padri separati, divorziandi o divorziati, con competenze professionali diverse, che vivono le serie difficoltà connesse alla separazione dalla ex-“partner” e dai figli. Nelle nostre file non mancano tuttavia le donne: compagne di padri separati, nonne e parenti di padri separati, madri separate o divorziate che sono vittime degli abusi socio-giudiziari dell’autorità tutoria ticinese, ma anche madri felicemente “single” e madri “normalmente” sposate che sono disgustate dall’odierna legge sul divorzio. Una normativa, lo ribadiamo sempre, che “a priore” favorisce una sola parte dell’“ex-coppia”… e vi è chi, di tale situazione, abusa impunemente”.
- Che cosa offrite ai vostri membri ed alla comunità ticinese?
“Ai nostri membri offriamo consulenza di tipo giuridico-legale e sostegno di vario tipo, ossia un aiuto che può essere morale e/o psicologico e/o educativo, ad esempio per tramite degli incontri informativi, di parola, di auto-aiuto, di dibattito e di bilancio. Inoltre, mettiamo a disposizione della comunità ticinese le informazioni che ci vengono richieste e che sono per solito attinenti ai temi della paternità, della separazione e del divorzio; un nostro impegno è inoltre quello di sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di generare e di diffondere una nuova cultura della paternità e della separazione, nuova cultura che si fondi sul recupero del ruolo del padre verso i figli”.
- “Movimento Papageno” come sportello aperto 24 ore il giorno… e come piattaforma di battaglia, insomma.
“Siamo di sicuro un punto di riferimento concreto per quanti incontrino problemi legati alla paternità. Fungiamo da collegamento tra i padri separati o divorziati e le associazioni che collaborano con noi o che potrebbero farlo, non manchiamo di essere presenti attraverso i mezzi di comunicazione (anche per tramite del nostro sito “web”) per denunciare quelle situazioni che sono palesemente scorrette e/o paradossali (in Svizzera i casi sono innumerevoli); alla stessa stregua organizziamo incontri e manifestazioni, ci rendiamo disponibili per colloqui, collaboriamo con le associazioni di padri di altre regioni e di altri Paesi. Soprattutto, ci preme il fornire assistenza umana e sociale ai padri che, per ragioni diverse, si trovino in difficoltà nello svolgimento della funzione naturale di genitore. E per far questo serve un lavoro di base ed in linea continua: raccogliamo allora informazioni e documentazione, teniamo sott’occhio i casi in cui siano coinvolti nostri membri, cerchiamo di “organizzare” i dati in modo da stabilire una serie di casistiche. Non esitiamo a dirlo: siamo qui per tutelare i nuclei familiari dall’ingerenza arbitraria e sproporzionata dello Stato; siamo qui anche per demolire la “fabbrica dei divorzi” che si autoalimenta a vantaggio di specifiche categorie professionali e di liberi professionisti, ma a discapito dei minori e dei padri (come di alcune madri); siamo qui per intervenire sull’autorità tutoria e sulla magistratura affinché vengano applicate le convenzioni internazionali dei diritti dei fanciulli e dei diritti umani e la giurisprudenza della “Corte europea dei diritti umani”, sovente disattese dalle nostre autorità ticinesi e elvetiche; siamo infine qui per ottenere cambiamenti nella giurisprudenza, intervenendo sul potere giudiziario e su quello legislativo, a livello sia cantonale sia federale, sia noi direttamente sia con il sostegno di politici che hanno dimostrato sensibilità a determinati problemi”.
- Per l’appunto. Non si vorrebbe mai arrivare a dire che l’unico modo per evitare un futuro divorzio sta nel non sposarsi; se e quando le cose non funzionano, tuttavia, sembra che vi sia sempre una parte gravemente soccombente.
“E per questo è necessario che siano sostenuti, per esempio, i padri separati, che subiscono l’esclusione forzata – per di più, legalizzata… - dal progetto educativo genitoriale. Per parte nostra, lavoriamo anche per… prevenire i divorzi: quanti tra i cittadini non sono al corrente delle conseguenze di una separazione, o degli effetti di una paternità fuori dal matrimonio e della separazione dopo convivenza? Ecco, a noi preme il mettere in rilievo quali siano le differenze tra i due modelli familiari. A ciò aggiungiamo un impegno costante nel proporre e nell’appoggiare proposte di legge - in generale, qualsiasi proposta concreta - miranti a modificare le odierne modalità di attuazione della separazione, l’odierna prassi giuridica legata al diritto della separazione e dello scioglimento del matrimonio, l’odierna “cultura” della paternità e del divorzio che è palesemente discriminante per i padri e i figli”.
- Prossimo passo, il primo gruppo di auto-aiuto a livello cantonale per padri separati o divorziati.
“Sì, ormai siamo sulla rampa di lancio… Questione di giorni, diciamo che l’avvio del progetto è fissato per l’inizio di febbraio, ed in un secondo tempo arriveremo anche alla costituzione di un gruppo di sostegno educativo sempre per i padri separati o divorziati. Ma questo è solo uno degli obiettivi per il 2011: oltre a voler coinvolgere un numero sempre maggiore di persone nelle attività del “Movimento Papageno” ed oltre ad incrementare la nostra visibilità sul territorio, punteremo parecchio sull’informazione ai cosiddetti “giovani adulti” sulle conseguenze legali (e non solo) della convivenza, del matrimonio e della paternità. Solleciteremo poi la costituzione di una Commissione federale amministrativa extraparlamentare per le questioni maschili e per la paternità; e vogliamo che tale organo sia permanente, per ovvie ragioni. Stiamo infine raccogliendo ed affinando il materiale per la pubblicazione di un fascicolo - libretto o quel che sia - il più esauriente possibile circa le principali conseguenze dell’odierno sistema socio-giuridico nei casi di separazione e di divorzio. È un bell’impegno, ma un impegno ragionevole e ragionato”.



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