Da: Mattino della domenica, .06.18, pag , rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"
La fabbricazione della vita umana
Il biblico Serpente che convince Eva a desiderare di essere come il Creatore sta in fin dei conti diventando l’obiettivo delle grandi multinazionali che puntano ingenti somme miliardarie sul consumo dei consumi, il solo non ancora maturo a dovere, il solo che possa espandersi e promettere l’affare degli affari, il più colossale e perverso di tutti: la riproduzione umana integralmente controllata e prodotta in laboratori-fabbriche.
Quando la donna accetterà massicciamente di non farsi più fecondare biologicamente i destini delle multinazionali saranno assicurati per lungo tempo. Si aprirà dinanzi a queste un gigantesco e proficuo mercato, vale a dire quello della fabbricazione della vita umana.
Il maschio : oramai solo un essere ingombrante
Affinché questo possa avverarsi bisogna però togliere di mezzo un ingombrante animaletto, l’uomo-maschio e nel contempo convincere la donna della sua evidente ed indiscutibile grandezza, anzi onnipotenza. Il maschio deve chiedere scusa, deve chiedere perdono e fare ammenda, di che cosa se ne sentono tante versioni differenti, ma neppure ha poi così importanza di che cosa, basta che chieda perdono e soprattutto faccia ammenda per tentare di riparare ai numerosi torti inflitti alle donne. Per esempio, lo sanno tutti che i maschi e non le donne fanno le guerre, mentre non tutti sanno o ricordano che donne come Hillary Clinton, la segretaria di Stato Madelaine Albright e la “signora di ferro” Margareth Tatcher nel inverno 1999 hanno voluto fermamente la guerra contro la Serbia!
Maschio: su misura per chi?
Se un bambino è bravo, un bravo maschietto, lo decide la mamma, la maestra, e le altre donne insieme con loro. Tutti vociferano oggi dell’orribile e violento ingiusto potere maschile: nessuno pare più avvedersi del fatto che, in quasi tutte le circostanze dell’esistenza, nella famiglia, nella coppia, nel matrimonio, ai party ed in discoteca, nelle aule scolastiche e nei corridoi, a guidare il gioco dei sentimenti, degli affetti, il gioco del potere che da sempre e dal principio della vita da quei sentimenti proviene e su di essi si fonda, fino alla casa per anziani, sono le donne? Come mai nessuno al mondo, neppure tuo padre, tuo nonno, tuo zio o il tuo maestro se hai la sfortuna di averne ancora uno, non ti dicono nulla di questo, ma tutti si danno arie di comando, di forza decisionale, mentre a decidere sono invece le madri, le mogli, le fidanzate o le amanti? Come mai nessuno di questi maschi ti ha mai confessato che per tutta la vita ha temuto nel profondo del suo cuore e della sua mente di essere abbandonato e/o tradito da una o da tutte queste donne del suo passato e del suo presente? Come uomo dalla donna, come padre dalla madre, come impiegato da un mercato delle quote rosa sempre più calate dall’alto ed imposte nel mondo del lavoro, come educatore da una pedagogia pensata ed attuata “al femminile”, come cittadino da una politica dominata dal femminismo e da valori cosiddetti femminili, la nostra esistenza di maschi pare dipendere ed essere viepiù decisa non da noi, ma anche e soprattutto da quello che potremmo chiamare un femminismo e le sue derive. Il ritorno delle Amazzoni e delle figlie di Ippolita regina delle Amazzoni (un mitico popolo di donne guerriere governate da due regine, una della pace ed una della guerra): per arrestarle c’è voluto niente meno che Ercole e Teseo! Oggi chi o cosa potrà mai porre un limite, un freno, offrire un ridimensionamento, un’equilibrata integrazione del maschile accanto al femminile, in un mondo declinato al femminile e che nei media pare femminile sempre più pervertito e pervertente tutto quello che tocca?
L’evaporazione del maschile (e dell’autorità) é in corso
Cari maschietti, parrebbero suggerire da più parti alcuni mass-media, certo cinema e certuni movimenti vetero femministi, scienza e talune multinazionali, avete il cervello storto, sgangherato, zoppicante, siete sprovvisti di utero, alle multinazionali non servite, anzi siete un ingombrante ostacolo, non date ancora fastidio all’inevitabile e desiderabilissimo progresso. Voi non potete certo arrivarci, non da soli, ma è evidente che il progresso è buono e giusto, in ogni modo un chiarissimo miglioramento, perciò auspicabile, desiderabile, e voi dovrete avvedervene, adeguarvi, e pure confessare tutte le vostre colpe. Che autonomia credete di avere rispetto a ciò che pensano e vi chiedono le donne, i media, le multinazionali? Che cosa credete che vi sarà permesso diventare quando sono evidenti (e lo dice oggi per l’appunto anche la scienza e la medicina), la vostra inferiorità fisica, biologica, psicologica, affettiva, spirituale ed intellettuale, quando siete così antiquati, così deboli e malfatti?
Roberto Flamminii, Educatore SUPSI e coordinatore di aiaco.ch
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