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Divorzi: perché penalizzare sempre e solo i padri?

Da: Mattino della domenica 25.4.10 pag 20
Egregi signori Vi scrivo per esternarvi la mia indignazione sulla legge riguardante le separazioni e divorzi, con particolare riferimento al mantenimento che gli uomini devono dare per i figli e anche se non scritto sulla sentenza (è sottointeso anche per le ex mogli).Esistono molti casi di donne sleali che lasciano sul lastrico i mariti dopo avergli già portato via tutto: la casa, i figli, la sicurezza di una vita stabile in comune. Questi uomini devono far fronte a una vita diversa, contro la loro volontà, affrontando non solo il crollo emotivo ma anche quello finanziario. Ma coraggiosamente, ricominciano da capo, ricostruendo i cocci della loro vita e riprovando a vivere di nuovo felici. Ne avranno pure il diritto!? Ebbene se la risposta è sì, che gli si lascino almeno tutti i soldi che guadagnano, per stare bene. Per questi uomini rifarsi una nuova vita significa riavere di nuovo quello che avevano perso: ricomprarsi una casa, fare dei viaggi, permettersi di andare a cena fuori, comprarsi cose belle ecc. magari insieme a nuove compagne. Invece no! A causa dell’avidità di certe donne e dell’ingiustizia e favoritismi che viene data loro, tramite la legge basata su parametri sbagliati (perché sono a sfavore degli uomini, ma a favore delle ex-moglie, anche quando sono state loro a lasciare il tetto coniugale, comportandosi prima male in privato, nei riguardi dei mariti, poi abbandonandoli, portandogli via i figli, facendogli vendere tutto quello che possiedono pretendendo inoltre soldi anche per sé e per i figli… ma così tanti soldi molto di più del necessario).Penso che queste leggi sono responsabili della disfatta di molti matrimoni che riducono a una miseria la vita di tantissimi bravi uomini che devono sì pagare qualcosa per i figli, ma molto meno di quello che viene stabilito. Purtroppo i figli devono pagare gli  errori commessi dalle madri. Non devono essere assolutamente oppressi e penalizzati solo gli uomini.Dunque bisognerebbe smettere di appoggiare queste donne avide e ingiuste, solo con la falsa apparenza di volere sostenere i figli, ma che in realtà usano come una rendita per vivere da sole e fare i propri comodi.

In questa nazione ci sono anche brave donne (e sono quelle che ci rimettono) che ricevono poco o niente per i loro figli a causa di mariti ingiusti, ebbene queste donne si rimboccano le maniche e vanno avanti da sole con i loro bambini, con molto meno lusso, eppure ce la fanno!A mio parere, molte meno donne lascerebbero il tetto coniugale, portandosi via i figli, se non fossero favorite dalla legge che permette loro di sfruttare i mariti. Certo se una moglie vuole andarsene, per cambiare vita, che faccia pure, basta che lasci in pace l’ex marito, anche se ha un buon stipendio!

Troppo facile pretendere ancora tanti soldi con la scusa dei figli (e tutto si riduce tristemente a questo).Questi uomini hanno già sofferto abbastanza, soprattutto per la perdita (non voluta) dei figli che non vedranno più crescere, giorno dopo giorno sotto lo steso tetto. Che gli si lascino per lo meno i soldi e non il minimo indispensabile, bensì quasi il totale della paga al fine di ricominciare una nuova vita insieme a nuove compagne (che se no verrebbero penalizzate ingiustamente!).Non si dovrebbero prendere di mira questi mariti che sono i più facili da torchiare, danneggiandoli per sempre (o fino a quando sono diventati vecchi e il meglio della loro vita l’hanno sciupato pagando alimenti troppo elevati). Se la legge non cambia, questi ex mariti, resteranno uomini di serie B.

Io do pieno appoggio a questi bravi uomini abbandonati e abbasso le donne avide che fanno figli e che speso verso l’età che va dai 3-5 anni mollano il coniuge perché ormai riescono a cavarsela anche da sole, naturalmente sempre chiedendo e ricevendo  una cospicua rendita di alimenti per fare la bella vita senza loro tra i piedi. Sembra quasi che si meritano la ricompensa per il loro comportamento sleale, ci manca solo che ricevano il voto 10 e lode  sulla sentenza.Allora, finalmente, basta usare i figli come rendita finanziaria!!!Non dovrebbero prendere più di 300.- /350.- franchi per figlio, quanto basta per mangiare. I papà non devono pagare di più, per che cosa poi? Sono dei papà solo sulla carta, di fatto però non lo sono più o forse solo due fine settimana al mese. Che ci pensino le madri a finanziarli in tutto, visto che vogliono la tutela, è comodo   volerli  tenere con sé e poi non fare nessuno sforzo per mantenerli materialmente. Facile voler bene ai propri figli quando averli messi al mondo è proprio un ottimo investimento, perché sfruttano l’ex coniuge per una quindicina d’anni. Ma quanto sincero sarebbe l’amore per questi figli, se ricevessero invece pochissimi soldi? Se questi uomini non sono più considerati come persone da meritare amore e apprezzamento,allora che le loro mogli non amino più nemmeno i loro portafogli! Neppure chiedendo la revisione dei conti a fine anno per ricevere aumenti alimentari.

In tutto questo non metto in mezzo le donne gravemente maltrattate dai loro mariti perché loro e solo loro dovrebbero ricevere il pieno appoggio sia dalla legge che dalla società ed essere pagate il massimo per loro e per i figli. Esse sì che se lo meriterebbero pienamente. 

Antonella M., Lugano

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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