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Padri separati e divorziati ridotti dai Giudici al minimo vitale: lavorare o finire in assistenza?

Riceviamo il materiale che segue da un padre divorziato debitore alimentare di alimenti per la ex moglie e per il figlio, ridotto a sopravvivere di assistenza pubblica. Facciamo un condensato di quanto ci ha cortesemente messo a disposizione e pregato di pubblicare sul nostro sito.

Calcolo del reddito e delle spese a confronto tra la situazione di sopravvivenza al minimo vitale di questo padre divorziato 49enne quando lavorava ed ora che è, suo malgrado, in assistenza. Paradossalmente, egli dispone di maggiori entrate (circa 550 fr mensili in più oltre ai costi per la salute presi a carico dall'assistenza statale) ora che è finito suo malgrado in assistenza e vive meno peggio di quando lavorava...

È un calcolo oggettivo visto che prima di essere costretto all'assistenza egli non aveva nessuna possibilità di paragone e sia la controparte che il Pretore ritenevano che i suoi calcoli fossero soggettivi (se non campati in aria o addirittura fuori di testa...).

Il calcolo proposto è matematicamente ineccepibile e si basa su un minimo, la differenza reale è piuttosto superiore nel presente caso (per esempio ai tempi le spese accessorie del padre erano superiori...). Sono considerati solo gli elementi "vitali" che non sono identici nei due casi. (Per i costi fuori casa - vitto - sono considerati Fr. 25.- per 24 giorni al mese, comprendenti tutto eccetto i costi di trasferta).

Ci si chiede come mai lo Stato riconosce al padre un costo per tenere il figlio per l'esecuzione del diritto di visita (lo Stato concede Fr. 20.- al giorno) e perché in Pretura questo non viene considerato quando si stabilisce la ripartizione dei redditi dei genitori e l'importo della pensione alimentare. Questo padre, per esempio, adesso tiene il figlio con sé ca. 85-90 giorni all'anno...

Dai dati descritti nella tabella comparativa, sorge spontanea la domanda : "Un padre separato debitore di alimenti e ridotto al minimo vitale dalle sentenze dei Pretori e dei Giudici del Tribunale d'Appello e Federale, vive MENO PEGGIO IN ASSISTENZA CHE LAVORANDO?

E ancora. I Giudici e lo Stato hanno il diritto di mettere sul lastrico un padre, cittadino ticinese, che non ha nessuna colpa? L'essersi separato dalla moglie o dalla compagna (magari senza sua colpa né volontà di separarsi, visto che dal 2000 la legge non prevede più il concetto di "colpa") è un motivo per ridurre al minimo vitale per anni un padre separato che lavora? I Giudici e lo Stato hanno il diritto di attribuire un reddito ipotetico e quindi togliere il minimo vitale ad un cittadino che non ha nessun precedente né di esecuzioni o fallimenti né penale?
 
Questo padre si considera vittima di un "esternato amministrativo" : al contrario dell'internamento amministrativo in vigore negli anni 60-70 in cui le persone si mettevano in galera senza colpa né motivi, oggi un padre separato non si mette più in galera senza processo e senza possibilità di ricorso... oggi la galera è il proprio appartamento, egli vien messo su un binario morto e gli vien negata ogni possibilità sia di vivere una vita sociale normale che di rifarsi una vita con una nuova compagna...

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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