Il mantenimento dei figli sia equo, tra i genitori divisi

I genitori separati o divorziati dovranno entrambi contribuire al mantenimento dei figli, ma ognuno in proporzione alle proprie disponibilità. Lo ha deciso il Consiglio Nazionale durante il dibattito sulla revisione delle norme per le pensioni alimentari, respingendo (134 voti a 54), una proposta dell’UDC affinché madre e padre contribuissero in parti uguali al sostegno della prole. I genitori potranno accordarsi sulla ripartizione, ha sottolineato la consigliere federale Simonetta Sommaruga. In caso di mancata intesa, sarà un tribunale a decidere e dovrà tener conto delle possibilità di ognuno dei genitori.
Lo scopo della revisione in discussione è di rafforzare il diritto dei figli al mantenimento a prescindere dallo stato civile dei genitori. Grazie alle nuove norme, i figli di genitori separati che non sono mai stati sposati non saranno sfavoriti rispetto ai figli di coppie divorziate.
Il mantenimento dei figli minorenni sarà preponderante rispetto agli altri obblighi analoghi previsti dal diritto di famiglia. Il progetto prevede pure che le spese che un genitore deve accollarsi per far custodire i figli a terzi saranno inoltre incluse nel calcolo dei contributi di mantenimento.
Le pensioni alimentari continueranno ad essere fissate in modo da assicurare il minimo vitale al genitore debitore. Chi ha la custodia del figlio dovrà dunque continuare a fare sacrifici se i mezzi dell’ex coniuge sono insufficienti, ha sottolineato in aula la sinistra. (ATS)


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