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Modificata la legge quadro cantonale che fissa nuovi paletti:
il Gran Consiglio ha deciso di rafforzare gli obblighi d’informazione
dei beneficiari per evitare gli abusi
Il Consiglio di Stato è pronto a intensificare i controlli
sull’erogazione di sussidi e, di conseguenza, a dare un giro di vite
contro eventuali abusi da parte di cittadini cui, questi, non
spettano di diritto, fino a ottenere, se del caso, la restituzione
degli aiuti stessi. Al contempo saranno rafforzati gli obblighi
d’informazione da parte dei potenziali beneficiari, quale misura
precauzionale per evitare l’erogazione di aiuti ingiustificati da
parte dello Stato. Questo, in sintesi, quanto ha deciso il Gran
consiglio accogliendo – con 64 voti favorevoli e un astenuto – la
modifica della legge cantonale sui sussidi (nuovo articolo 8). Il
Parlamento, in questo ambito, ha respinto – in
linea con quando deciso dalla Commissione della gestione – alla mozione presentata nel maggio di due anni fa dal socialista
Raoul Ghisletta,
che chiedeva lo svincolo del segreto bancario e fiscale per
richiedenti-beneficiari di sussidi e finanziamenti statali. In
pratica si è deciso che gli attuali strumenti di controllo a
disposizione dell’ Amministrazione sono già sufficienti e che la
sopressione «ad personam» del segreto bancario e fiscale davanti a
precise richieste di sussidio, sarebbe una misura esagerata e
difficilmente applicabile. Durante il dibattito,
Ignazio Bonoli,
a nome del gruppo PPD, ha difeso questa posizione mettento l’accento proprio sull’esigenza di
maggiori controlli. Lo stesso mozionante ha espresso soddisfazione
per le ulteriori garanzie proposte dal Governo auspicando
«un’erogazione più mirata dei sussidi».
La direttrice del DFE
Laura Sadis,
dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di un’adeguata
informazione da parte del cittadino- beneficiario, rimarcando che il
nuovo articolo della legge di riferimento prevede espressamente che
«se il richiedente non fornisce collaborazione, il sussidio può essere
negato». Un’esortazione alla cautela nell’erogazione di aiuti
pubblici è poi giunta anche dal relatore
Manuele Bertoli
(PS), che ha chiesto «chiarezza» e che ha osservato pure come lo Stato
sia spesso più solerte a erogare sussidi a enti e società che compiono
attività in suo nome (vedi impianti di risalita) piuttosto che per il
singoli cittadini.
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