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Giro di vite ai sussidi non dovuti

Da: Il Corriere del Ticino, 20.02.2008, pagina 11

 

Giro di vite ai sussidi non dovuti
Più controlli dal Cantone, obblighi d’informazione rafforzati


Modificata la legge quadro cantonale che fissa nuovi pa­­letti: il Gran Consiglio ha deciso di rafforzare gli obblighi d’informazione dei beneficiari per evitare gli abusi


Il Consiglio di Stato è pronto a intensificare i controlli sull’ero­gazione di sussidi e, di conse­guenza, a dare un giro di vite con­tro eventuali abusi da parte di cit­tadini cui, questi, non spettano di diritto, fino a ottenere, se del caso, la restituzione degli aiuti stessi. Al contempo saranno raf­forzati gli obblighi d’informazio­ne da parte dei potenziali bene­ficiari, quale misura precauzio­nale per evitare l’erogazione di aiuti ingiustificati da parte dello Stato. Questo, in sintesi, quanto ha deciso il Gran consiglio acco­gliendo – con 64 voti favorevoli e un astenuto – la modifica della legge cantonale sui sussidi (nuo­vo articolo 8). Il Parlamento, in questo ambito, ha respinto – in linea con quando deciso dalla Commissione della gestione – al­la mozione presentata nel mag­gio di due anni fa dal socialista Raoul Ghisletta, che chiedeva lo svincolo del segreto bancario e fiscale per richiedenti-beneficia­ri di sussidi e finanziamenti sta­tali. In pratica si è deciso che gli attuali strumenti di controllo a disposizione dell’ Amministrazio­ne sono già sufficienti e che la so­pressione «ad personam» del se­greto bancario e fiscale davanti a precise richieste di sussidio, sa­rebbe una misura esagerata e dif­ficilmente applicabile. Durante il dibattito, Ignazio Bonoli, a no­me del gruppo PPD, ha difeso questa posizione mettento l’ac­cento proprio sull’esigenza di maggiori controlli. Lo stesso mo­zionante ha espresso soddisfa­zione per le ulteriori garanzie proposte dal Governo auspican­do «un’erogazione più mirata dei sussidi».
La direttrice del DFE
Laura Sa­dis, dal canto suo, ha sottolinea­to l’importanza di un’adeguata informazione da parte del citta­dino- beneficiario, rimarcando che il nuovo articolo della legge di riferimento prevede espressa­mente che «se il richiedente non fornisce collaborazione, il sussi­dio può essere negato». Un’esor­tazione alla cautela nell’eroga­zione di aiuti pubblici è poi giun­ta anche dal relatore Manuele Bertoli (PS), che ha chiesto «chiarezza» e che ha osservato pure come lo Stato sia spesso più solerte a erogare sussidi a enti e società che compiono attività in suo nome (vedi impianti di risa­lita) piuttosto che per il singoli cittadini.

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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