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Naturalizzazioni, falle nel sistema. Al vaglio della Procura il caso dell'ex passatore.

Da: CdT 3.12.08 pag 11

Al vaglio della Procura il caso dell'ex passatore

  La segnalazione decisa dalla Commissione delle petizioni del Parlamento
  Il caso dell'ex passatore di orgine balcanica, che aveva chiesto la cittadinanza svizzera, ritirando poi la domanda di naturalizzazione una volta emersi i suoi precedenti penali, sarà segnalato al Ministero pubblico: lo ha deciso a maggioranza la Commissione delle petizioni e dei ricorsi del Gran Consiglio, riunita lunedì a Bellinzona.
  La decisione­ stata presa dai commissari dopo aver assunto documentazione presso l' Amministrazione cantonale e presso privati e in seguito all'audizione dell'interessato. Il caso, di cui aveva dato notizia il nostro giornale (cfr.Corriere del Ticino di martedì 18 novembre), ha susciato scalpore anche perchè l'ex passatore ­al beneficio di un'ingente rendita di invalidità, con tanto di complementare.
 

 Da: CdT 18.11.08 pag 9

Naturalizzazioni, falle nel sistema
 Il candidato, un passatore, una volta smascherato si è ritirato


 La Commissione delle petizioni e dei ricorsi ha preso atto della rinuncia alla richiesta del passaporto rossocrociato da parte di un 50.enne balcanico già condannato per avere agevolato l'entrata in Svizzera di clandestini

 Il 50.enne di origine balcanica­ è al beneficio di una rendita AI per 16 mila franchi e prestazioni complementari per 65 mila 

  Nuovi problemi in Commissione delle petizioni e dei ricorsi. Dopo i casi di cittadini stranieri che avevano avviato la procedura per l'ottenimento del passaporto rossocrociato, bloccati per accertamenti negli scorsi mesi, nelle ultime settimane un nuovo incarto ha fatto emergere aspetti sconcertanti di un altro aspirante alla nazionalitsvizzera. Un uomo di 50 anni di origine balcanica che aveva fatto richiesta a Bellinzona. La sua domanda a livello comunale non aveva sollevato nessuna perplessità, mentre non­ è riuscita a passare tra le maglie pistrette della commissione parlamentare chiamata ad esaminare il dossier. La prassi più rigida adottata ultimamente, unitamente al rigore di un commissario, ha indotto la maggioranza a soffermarsi su una frase riportata nell'incarto: ­Infrazione alla Legge sulla dimora e il domicilio degli stranieri. Nulla di più, né sull'esatta fattispecie del reato, né sull'epoca in cui era stato commesso. Nulla figurava neppure sull'estratto del casellario giudiziale. Ma dietro quella frase vi erano fatti gravi: l'uomo era stato condannato nel 1996 a tre mesi con la condizionale per aver svolto l'attivitià di passatore nella metà degli anni Novanta. In sostanza aveva agevolato l'entrata di clandestini sul territorio nazionale dietro pagamento, quindi per lucro. A questo punto la Commissione ha deciso di sospendere l'incarto. L'uomo, tra l'altro, aveva attirato l'attenzione di alcuni commissari anche per il suo status: beneficiario di una rendita AI di 16 mila franchi e di prestazioni complementari per ulteriori 65 mila franchi annui, poco prima di inoltrare la sua domanda aveva acquistato un'automobile da 50 mila franchi.
  L'interessato, probabilmente a causa del suo ingombrante passato ora venuto a galla e date le difficoltà nell'ottenere un riscontro positivo, ha per finire rinunciato a chiedere il passaporto rossocrociato.
  Quello descritto­ è un caso singolo, che testimonia perle falle dell'intero sistema. Al punto che non pochi commissari, da noi raggiunti ieri, si domandano quanti casi simili in passato siano stati preavvisati favorevolmente.
  Problemi in merito al differente grado di attenzione e di approfondimento dei dossier a livello comunale erano gistati messi in evidenza dalla commissione sul finire della passata legislatura. Il Dipartimento delle istituzioni, a nome del Governo, aveva sollecitato gli Enti locali ad adottare una serie di regole comuni, auspicando maggiore trasparenza. Ma alla prova dei fatti non tutte le disfunzioni paiono essere ancora risolte.
  In Commissione, dove in passato vigeva la prassi del rapporto favorevole, senza eccezioni, oggi gli incarti dei candidati­ problematici ­vengono immediatamente sottoposti ad approfondite verifiche. Anche il Gran Consiglio ha manifestato più volta le sue perplessità, in particolare perchè al plenum viene sottoposta una lista con centinaia di nomi da approvare o respingere in blocco. Di fronte a questa prassi molti deputati si sono detti scettici. Non per nulla ad ogni votazione si contano parecchi astenuti.
  Negli ultimi tre anni i neosvizzeri sono stati 4.663. Più precisamente in Ticino si sono contati 1.131 passaporti rilasciati nel 2005, 1.405 nel 2006 e 1.927 nel 2007. Ma non è dato sapersi quante sono state le domande respinte a livello comunale. A riconoscere di non possedere alcun dato in merito­ è stato lo stesso Consiglio di Stato in risposta ad un'interrogazione presentata dal gruppo UDC: ­I dati non ci sono noti. Non sono mai state previste informazioni in proposito dai Comuni al Cantone e neppure lo saranno in futuro. Fino a qualche mese fa una decisione negativa da parte di un Consiglio comunale faceva automaticamente decadere la domanda senza che l'interessato potesse contestare. Ora invece il richiedente respinto può interporre un ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale.
 Gianni Righinetti




PASSAPORTO Negli ultimi tre anni in Canton Ticino si sono contati 4.663 nuovi svizzeri.
  (foto Nicola Demaldi)
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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