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Ci sono ‘colf' ancora in nero? Raoul Ghisletta (Ps) interroga il Consiglio di Stato

Da: La regione 30.12.08 pag 3

  Contrastare il lavoro sommerso, ossia tutto quell'impiego non dichiarato alle assicurazioni sociali e al fisco, che in Svizzera rappresenta l'8 percento del prodotto interno lordo.
  Questo lo scopo dell'introduzione, il 1 ° gen­naio 2008, della Legge cantonale di applicazione della Legge federale sulle condizioni lavorative e salariali minime per lavoratori distaccati in Svizzera. Legge di applicazione che, con la Leg­ge federale sui provvedimenti in materia di lot­ta contro il lavoro nero, traduce in pratica il ter­zo strumento federale di intervento per aiutare l'emersione di alcune forme di lavoro nero, os­sia la procedura di conteggio semplificata.
 
Questo nuovo iter, introdotto per le piccole re­munerazioni come quelle delle collaboratrici fa­miliari o colf, è nato con lo scopo di agevolare l'onere burocratico del datore di lavoro. Con la procedura semplificata viene infatti ridotto il numero di istanze a cui rivolgersi al momento dell'assunzione, versando i contributi e le impo­ste unicamente alla cassa di compensazione Avs. ‘ Semplifichiamo la procedura cosicché la burocrazia non intralci la regolarizzazione dei collaboratori' è stato il ragionamento fatto a suo tempo dal legislatore.
  Una missione quasi compiuta nel resto della Svizzera, non così in Ticino, soprattutto per quanto attiene alle ‘colf '.
  Proprio sui risultati ticinesi verte l'Interroga­zione all'indirizzo del Consiglio di Stato firmata dal deputato socialista Raoul Ghisletta.
 
L'atto parlamentare prende spunto dai conte­nuti dell'intervista al capo dell'Ufficio contribu­ti del Dipartimento della sanità e della socialità Siro Realini, apparsa sull'edizione di ieri del
 Giornale del Popolo.

  Ghisletta chiede al Governo le ragioni di que­sto insuccesso: come mai sono state regolarizza­te soltanto meno della metà delle collaboratrici familiari attive in Ticino e soprattutto come in­tende correggere il tiro il Consiglio di Stato.
  Stando al commento di Realini, si tratterebbe di « una questione di mentalità ».

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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