Da: La regione, 1.4.09 pag 3
Un ispettore contro gli abusi dell'invalidità
Dopo la sentenza nel caso della ‘falsa invalida' parla la responsabile cantonale Ai
BO.P/A.MA.![]() |
«All'inizio di quest'anno abbiamo assunto un ispettore, una persona che si occupa esclusivamente di verificare i presunti abusi nel campo dell'invalidità», ricorda Monica Maestri, responsabile, in seno all'Istituto cantonale delle assicurazioni sociali (Ias), dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità. Abusi nelle assicurazioni sociali: il tema è tornato d'attualità la scorsa settimana col processo alla ‘falsa invalida' locarnese, una 55enne di origine serba.
La donna è comparsa col marito alle Assise correzionali di Locarno, riunite a Mendrisio, per rispondere di truffa per mestiere e falsità in documenti. Rinviati a giudizio dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, titolare dell'inchiesta, i due coniugi serbi sono stati condannati dal giudice Marco Villa a due anni di detenzione, sospesi con la condizionale per un periodo di prova di un biennio. La donna, ha stabilito la Corte di primo grado, ha ingannato medici e periti dando loro false indicazioni sulla situazione della propria inabilità al lavoro, infrangendo così le disposizioni penali contenute nelle leggi speciali (Ai e Lpp). Condannato, per correità, anche il marito. La 55enne è stata riconosciuta colpevole di truffa (inganno con astuzia) nell'ambito di una causa che aveva intentato contro il suo ex datore di lavoro. La sentenza non è ancora cresciuta in giudicato.
Per oltre quindici anni la donna si è automutilata le braccia, presentandosi a medici e periti con gli arti fasciati (le bende le venivano applicate dal marito), per simulare il perdurare delle ferite da soda caustica causatele originariamente da un incidente che avrebbe avuto sul lavoro nel 1993. Continuando gli effetti dell'infortunio, proseguivano i versamenti della rendita per invalidità ottenuta.
Riprende Maestri: «Il compito dell'ispettore è quello di appurare l'esistenza di eventuali abusi dell'assicurazione invalidità (Ai), l'assicurazione sociale che offre più spazio a eventuali irregolarità. Nell'Ai c'è un margine di manovra maggiore ed è per questo che abbiamo preposto una persona a questo compito specifico e solo per quest'assicurazione».
Il periodo di crisi economica che stiamo vivendo farà verosimilmente aumentare le richieste alle assicurazioni sociali. «Siamo sempre stati un ammortizzatore sociale in situazioni simili - fa notare Monica Maestri -. Già negli anni Novanta, con le ristrutturazioni delle grandi aziende e delle ex regie federali, si registrò un'impennata di richieste al nostro istituto. La stessa tendenza è prevista per i prossimi mesi, ma questa volta le modalità della quinta revisione dell'assicurazione invalidità ci permetteranno di contenere questa tendenza al rialzo».
La responsabile dell'ufficio cantonale Ai ha però riscontrato una diminuzione per quanto riguarda il numero assoluto (indipendente dalla percentuale della rendita percepita) delle rendite erogate lo scorso anno. Le statistiche dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali per il 2008 hanno infatti rilevato una diminuzione di un migliaio di unità. In Ticino al 31 dicembre scorso c'erano 13'134 beneficiari di rendita Ai.
«Reintegrare senza le aziende, se non c'è lavoro, è evidentemente impossibile - sottolinea Maestri -. Anche se in fondo poco importa se un posto di lavoro è libero. Un recente studio federale ha infatti rilevato come non ci sia migrazione dei beneficiari tra assistenza, disoccupazione e assicurazione invalidità. Ma la crisi già da sola non favorisce la reintegrazione professionale degli invalidi, reintegrazione sulla quale noi puntiamo».
Tornando al recente processo, il verdetto pronunciato venerdì a Mendrisio come detto non è ancora cresciuto in giudicato. L'accusa non lo impugnerà. Il legale della donna, l'avvocato Carlo Borradori, ha invece fatto dichiarazione di ricorso. Dichiarazione con la quale ci si riserva, una volta lette le motivazioni della sentenza, di eventualmente impugnare il verdetto davanti alla Corte di cassazione e revisione penale. Stesso passo lo ha compiuto l'avvocato Carlo Steiger, difensore del marito dell'imputata.



Comments