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Offensiva contro il lavoro nero

Da: Corriere del Ticino, 21.02.2008, pagina 8

 

Offensiva contro il lavoro nero
Legislativa d’accordo: altri ispettori e strategie più coordinate


La sottocommissione lavoro ha dato luce verde alla legge d’applicazione per i lavoratori distaccati e a quella con­tro l’economia sommersa – L’organismo chiede anche che si vigili con particolare attenzione nell’albergheria


Per arginare l’insidioso feno­meno del lavoro nero – interno, o di importazione – il Ticino è sul binario giusto. È quanto emerge dal rapporto del socialista Wer­ner Carobbio firmato ieri dal­l’unanimità dei commissari del­la sottocommissione lavoro del­la Legislativa. L’organismo, in ge­nerale, riconosce «l’importanza di norme cantonali adeguate per controllare le condizioni dei lavo­ratori distaccati e per lottare con­tro il lavoro nero». La materia, co­me noto, è di competenza fede­rale, maspettaai Cantoniemana­re opportune strategie organizza­tive per i servizi di controllo e di intervento preventivo o di repres­sione del fenomeno.
Rafforzare gli strumenti

La sottocommissione condivide l’obiettivo della proposta del Go­verno di rafforzare ulteriormen­te gli strumenti di intervento e le modalità di sorveglianza del mer­cato del lavoro per evitare feno­meni di dumping salariale e di precariato sociale. In tal senso, si legge nel rapporto di Werner Ca­robbio, è condivisa la richiesta di aumento di tre ispettori in più. Anche dal profilo procedurale c’è condivisione «nell’integrare i di­sposti di due leggi federali diver­se ma al tempo stesso comple­mentari e nell’evitare dispersioni
di risorse contro il lavoro nero». L’obiettivo di agire in modo più incisivo contro gli abusi che grava­no sul fisco e sulle assicurazioni sociali di base, non è soltanto ab­bozzato. Nella nuova normativa che sarà sottoposta all’esame del Gran Consiglio nel prossimo me­se di marzo, il Governo – infatti – al capitolo delle sanzioni, intro­duce un paragrafo (articolo 8 cpv 2bis)che prevede che quelle cre­sciute in giudicato saranno rese pubbliche:«La pubblicazione sul Foglio ufficiale delle ditte sanzio­nate con l’esclusione dagli appal­ti pubblici e dagli aiuti statali – si legge – costituisce un importan­te deterrente contro la pratica del lavoro nero».
Repressione

Ma c’è dell’altro. La sottocommis­sione propone anche una modi­fica della terminologia, ovvero di sostituire il termine «lottare» con «reprimere» il lavoro nero. È un distinguo importante e che la di­ce lunga sulla determinazione delle istituzioni. Altre proposte specifiche riguardano l’invito al Consiglio di Stato di verificare pe­riodicamente almeno una volta all’anno l’opportunità di aumen­tare il personale preposto ai con­trolli (ispettori del lavoro)e di im­pegnare lo stesso Governo a rife­rire nell’ambito dei rendiconti per
i consuntivi sui risultati dell’atti­vità di controllo delle condizioni dei lavoratori distaccati e delle misure di lotta al lavoro nero. In­somma, di tutto di più. Mantene­re la guardia alzata è d’obbligo, rimarca nel suo rapporto Carob­bio. In particolare, vista l’impor­tanza della lotta contro il dum­ping salariale e il precariato so­ciale la sottocommissione riba­disce di ritenere che «occorrerà valutare con regolarità annuale se il numero degli ispettori del la­voro sono sufficienti per un effica­ce controllo del mercato del la­voro ».Traisettoriespostiarischi, oggi, c’è anche quello dell’alber­gheria, nel cui ambito si auspica che gli organi cantonali previsti dalla nuova legge seguano da vi­cino la situazione.
Il lavoro nero, appare chiaro a tut­ti, è un fenomeno complesso, che per lo Stato si traduce in un dan­no finanziario enorme, peraltro difficilmente quantificabile. La sottocommissione lavoro della Legislativa, in sintonia con le indi­cazioni scaturite dalle diverse au­dizioni con gli organismi di con­trollo (le commissioni paritetiche,
l’ AIC e la Commissione triparti­ta) rimarca che la prevenzione de­ve restare lo strumento priorita­rio di ogni azione d’intervento. Laddove necessario, tuttavia, an­che grazie a un migliore coordi­namento di tutte le forze in cau­sa, si rende necessario «reprime­re il lavoro nero e gli abusi in am­bito salariale e sociale». Il rischio, come detto, è la pressione al ri­basso sui salari. Un mercato sel­vaggio, infatti, rappresenta una minaccia per l’economia stessa del Ticino e della Svizzera.
Andrea Colandrea




ECONOMIA SOMMERSA
Per riportarla alla luce del sole nei diversi settori serve l’ottimale coordinamen­to di tutte le forze in campo. La sottocommis­sione lavoro della Legislativa suggerisce l’aumento di tre controllori nonché verifiche incrociate e periodiche tra tutte le parti in causa.
(foto Keystone)

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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