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Vittime di reati, quasi 590 casi nel 2007

Da: La regione 6.3.09 pag 3

<>Vittime di reati, quasi 590 casi nel 2007
 In 10 anni d'applicazione della Lav ticinese l'aumento è stato progressivo


  Dai 156 del 1997 ai 588 del 2007. Nell'arco di dieci anni i casi in Ticino di vittime di reati sono progressivamente aumentati. Lo attestano i dati contenuti nel messaggio che il Consiglio di Sta­to ha licenziato di recente all'indirizzo del parlamento per ade­guare la normativa cantonale d'applicazione alla revisione to­tale della Legge federale concernente l'aiuto alle vittime di rea­ti (Lav) entrata in vigore il 1° gennaio (vedi l'edizione di merco­ledì). È aumentato il numero ma anche la « complessità » dei casi. Quest'ultimi come detto sono stati 156 nel 1997, 161 l'anno seguente, 186 nel '99, 198 nel 2000, 273 nel 2001, 246 nel 2002, 348 nel 2003, 528 nel 2004, 589 nel 2005, 550 l'anno successivo e 588 nel 2007. La Lav federale ha visto la luce nel 1993, da allora è stata oggetto di tre modifiche. La normativa ticinese d'applicazione risale invece all'agosto 1996. Nell'elaborazione della legge can­tonale, ricorda il governo nel messaggio, « il legislativo ha volu­to mettere l'accento in particolare sulla protezione delle vittime minorenni, attraverso due specifici strumenti: l'istituzione di un Delegato per i problemi delle vittime di reati e per la prevenzione dei maltrattamenti, la sensibilizzazione e l'informazione sui pro­blemi della violenza e dei maltrattamenti in generale e sui mino­renni in particolare ». Nel nuovo testo appena trasmesso al Gran Consiglio l'impostazione organizzativa, spiega ancora il gover­no, è riconfermata: « Vengono precisati e aggiornati alcuni conte­nuti di natura giuridica e codificate le modifiche organizzative che si sono rese necessarie per far fronte ai limiti emersi nei primi dieci anni di applicazione della legge. Il modello di intervento di rete fin qui adottato, se ha permesso di migliorare le competenze nell'ambito dell'intervento sulle vittime, ha altresì dimostrato al­cuni limiti determinati sia dall'aumento considerevole della casi­stica che dalla sua complessità ». Assicurare alle vittime la con­sulenza, l'aiuto immediato e quello a più lungo termine; predi­sporre a favore delle vittime una procedura per l'indennizzo e/o la riparazione morale; promuovere misure di sensibilizza­zione, prevenzione, informazione e formazione sui problemi le­gati alla violenza e ai maltrattamenti: sono alcuni degli scopi della legge cantonale d'applicazione.
 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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