Da: La regione, 7.10.09 pag 11
Per l’amore dei figli ritira la querela
La donna era stata minacciata e investita con l’auto dal marito
DELDAQuerela ritirata per amore dei figli e per non riaprire vecchie ferite che si stanno lentamente rimarginando. È finito ancora prima di cominciare ieri mattina il processo alla Pretura penale di Bellinzona a carico di un 38enne bellinzonese accusato di lesioni semplici, minacce e ingiurie ai danni della moglie. I due, separati e in procinto di divorziare, in una precedente udienza avevano optato per la sospensione della procedura dandosi sei mesi per riflettere sul da farsi in modo da non recare danno né all’una, né all’altro. Un periodo a quanto pare utile che ha portato la consorte dell’imputato (patrocinata dall’avvocato Luca Zorzi) a optare per il ritiro della querela. «La situazione tra i coniugi si è nel frattempo un po’ stabilizzata anche se molti problemi non sono affatto spariti. Tuttavia celebrando il processo non renderemmo un servizio ai figli in primo luogo né alla mia assistita e nemmeno a suo marito nel caso fosse condannato. Infatti, questo va ribadito, rimaniamo convinti che i fatti siano andati come riportati nel decreto d’accusa stilato dal procuratore pubblico Antonio Perugini (che proponeva una condanna a 20 aliquote giornaliere da 70 franchi ciascuna, ndr.)», ha rilevato il legale bellinzonese.
I fatti sono accaduti due anni fa. Il 38enne minacciò e insultò la moglie prima di schiacciarla con l’auto contro un muro provocandole diverse ferite. All’uomo la Polizia sequestrò pure un fucile doppietta (per il quale è stato chiesto il dissequestro), una pistola, una balestra in legno e due pistole giocattolo.
Il patrocinatore dell’imputato, avvocato Stefano Peduzzi, ha accolto di buon grado la richiesta di desistere dal procedimento della parte civile, ribadendo tuttavia l’innocenza del suo assistito. «È la soluzione giusta. I vostri figli hanno bisogno del vostro amore, che voi siate uniti», ha chiosato il giudice Damiano Stefani. Con la speranza che quello compiuto ieri sia solo il primo, piccolo, passo verso un rasserenamento degli animi. Per il bene, come detto, di chi in questi casi non ha proprio colpe: i figli.


Comments