Da: Caffé della domenica, 23.03.2008
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L'odissea di Ruben Bianchi |
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L’odissea del piccolo Ruben diventerà presto un libro. E chissà, forse anche un film. Intanto, Lucille Hunkeler, la trentatreenne ex campionessa svizzera di ciclismo su pista - arrestata il 26 ottobre scorso in Mozambico per il rapimento del figlio Ruben, affidato al padre Stefano Bianchi, trasferita poi nel carcere di Rebibbia a Roma, rilasciata e ora in attesa di processo – annuncia un libro sulla sua storia. Il canovaccio è già pronto. E, quasi sicuramente, diventerà un best seller. Dal canto suo, il padre di Ruben ed ex marito della Hunkeler, dice: “Ancora prima di riabbracciare mio figlio avevo scritto un libro, intenzionato a pubblicarlo. Ora ho cambiato idea, non vorrei mai che Ruben leggesse tutto ciò che sua madre ha fatto pur di allontanarlo da me”. Da oltre cinque mesi Ruben è tornato a vivere col padre, a Montecatini. Ha ripreso a parlare italiano, dopo anni di svizzero tedesco e altre lingue apprese nel corso della fuga che l’ha portato in diversi Paesi. L’ultimo, il Mozambico appunto, dove la madre – che negli anni della latitanza ha avuto altri due bambini, Laurenz (9 mesi) e Melodie (2 anni e mezzo) e sul cui capo pendeva pure un mandato di cattura internazionale – stava cercando un dottore per il più piccolo e invece è stata arrestata e trasferita immediatamente in Italia. Da quel momento, l’ex sportiva ha rivisto Ruben solo in un’occasione. In questi giorni di festa la sua intenzione è quella di riuscire a riabbracciarlo di nuovo. “Improbabile – risponde serio il padre – visto che nessuna visita è stata concordata con gli uffici sociali che si occupano di Ruben”. Ma precisa: “Comunque ho sempre detto che mio figlio ha due genitori e io non farò mai nulla per impedirgli di vedere la madre. Abbiamo sofferto tutti, ora serve solo tranquillità e silenzio per il bene di Ruben”. Tuttavia, Lucille continuerà a fare di tutto non solo per vedere Ruben, anche per riaverlo. L’ha sempre ripetuto nelle numerose interviste rilasciate anche nei mesi della sua fuga. Ed è ancora mistero su chi avrebbe aiutato la fuga della donna durata, esattamente, tre anni e mezzo. p.g. |
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