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Commissioni Tutorie Padri sempre più sotto il... torchio

Da: Mattino della domenica, 21.12.08, pag 10

L'assegnazione degli obblighi di mantenimento dei figli resta uno dei punti più importanti di tutto il discorso relativo alle tutorie. Un tema che spesso non viene capito fino in fondo (anche perché manca chiarezza da parte degli addetti ai lavori) ma che denuncia ormai la posizione molto sfavorevole del padre, costretto a dei veri "regimi".
In primis, un padre "pagatore" è obbligato per "legge" a vivere per anni con il minimo vitale previsto dalla LEF (Legge Federale sulla esecuzione e sul fallimento), viene parificato e "trattato" da cittadino finanziariamente inadempiente. Il calcolo dei contributi alimentari viene stabilito sulla base delle Tabelle di Zurigo; che prevedono per un figlio unico un fabbisogno di addirittura oltre 2000 franchi mensili (per le spese correnti del minore "amministrate e gestite" unilateralmente dalla madre, sulla cui amministrazione e gestione il padre non ha alcun diritto di veto).
Per non parlare poi del fatto che nessun importo viene conteggiato a favore del padre per i giorni in cui i figli soggiornano presso di lui (una serata infrasettimanale, un fine settimana ogni due, oltre alle cinque settimane di vacanze annue). Pertanto egli deve far fronte a questi costi attingendo unicamente al suo minimo vitale di 1'100 franchi mensili. Alcuni padri, membri del Movimento Papageno (Movimento autocostituitosi che si occupa di tutelare gli interessi dei padri divorziati), sono separati con tre o più figli, che portano con sé in vacanza per due-tre settimane l'anno, pagando nel contempo gli alimenti alla madre come se i ragazzi fossero da lei.
Proseguendo, ci sono poi le spese straordinarie dei figli (apparecchi ortodontoiatrici occhiali ed altro) che sono a carico del padre nell'ordine del 50 per cento, indipendentemente dall'ammontare degli alimenti versati alla madre per i figli. I papà sono in sostanza trattati come dei "bancomat" e sono privati del loro ruolo di genitore: di fatto, a seguito alla separazione si trovano ridotti a dei "lavoratori poveri".
Il reddito del convivente della madre viene preso in considerazione solo dopo 5 anni di "convivenza" (momento in cui è ritenuta consolidata e duratura), invece per la LAPS (Legge sull'armonizzazione ed il coordinamento delle prestazioni sociali) il reddito del convivente viene computato dopo appena sei mesi di convivenza! Se questa non è incoerenza...

MDD

 

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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