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Berna – Ieri i contribuenti svizzeri hanno finito, per quest’anno, di
lavorare per pagare le imposte. Il Dipartimento federale delle
finanze (Dff) ha calcolato che il cosiddetto giorno dell’adempimento
dell’obbligo fiscale cade, nel 2008, il 14 aprile. A livello teorico
gli svizzeri hanno quindi sgobbato per 104 giorni per le tasse: tre in
meno dell’anno scorso, ma quasi il doppio di 50 anni fa (1958: 53
giorni). Naturalmente si tratta di un dato medio: a seconda del
domicilio e della fascia di reddito vi sono molte persone che dovranno
lavorare ancora a lungo per onorare le ‘gabelle statali’: e non è che
dopo il fatidico giorno comincino mesi di bagordi, visto che a quel
punto s’inizia semplicemente a pagare affitti, assicurazioni,
ipoteche, eccetera. Secondo il Dff l’aliquota fiscale (parte di
creazione di valore del paese assorbita
dal fisco e dalle assicurazioni sociali) è ammontata nel 2007 a 29,4%;
nel 2008 – in base ai preventivi pubblici – sarà del 28,5%. Nel 2000
era del 30%, nel 1990 del 26%.
Nel 2008 l’aliquota fiscale della Confederazione ammonta al 10,2% del
prodotto interno lordo, quella dei Cantoni al 7,1%, quella dei comuni
a circa il 4,2% e quella delle assicurazioni sociali obbligatorie al
7%.
La crescita dell’aliquota fiscale negli anni Novanta è andata
di pari passo con quella della spesa pubblica. Nel confronto
internazionale, tra il 1990 e il 2000 le uscite degli enti pubblici in
Svizzera sono aumentate in modo superiore alla media: da allora anche
la quota d’incidenza della spesa pubblica si è però stabilizzata,
afferma il Dff. La Svizzera si trova nella zona centrale
della classifica dei Paesi Ocse.
La tendenza si rispecchia anche nell’evoluzione del debito di
Confederazione, cantoni e comuni. Dopo un leggero aumento dovuto alla
recessione negli anni 2002 e 2003, nel 2006 questa quota si trovava per
la prima volta dal 1995 sotto la soglia del 50%. Secondo le valutazioni
del Dff essa è del 43,6 per cento. Poco più della metà del debito
pubblico è imputabile alla Confederazione (23,8%) mentre i valori dei
Cantoni e dei Comuni ammontano rispettivamente all’11,5 e all’8,2%.
Sempre più importanti sono la previdenza sociale e la sanità. Nel
1990, il 28% delle uscite è andato a favore di questi due settori,
mentre nel 2006 la quota ha raggiunto il 35%. Per il Dff un risanamento
durevole delle finanze non è ancora garantito, specialmente tenendo
conto delle prossime sfide dovute all’evoluzione demografica.
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