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Fino a ieri abbiamo lavorato per le tasse

Da: La regione, 15.04.08, pag 8

Fino a ieri abbiamo lavorato per le tasse
Nel 2007 l’aliquota fiscale in Svizzera è ammontata a 29,4%


Berna – Ieri i contribuenti svizzeri hanno finito, per quest’anno, di lavora­re per pagare le imposte. Il Diparti­mento federale delle finanze (Dff) ha calcolato che il cosiddetto giorno del­l’adempimento dell’obbligo fiscale cade, nel 2008, il 14 aprile. A livello teo­rico gli svizzeri hanno quindi sgobba­to per 104 giorni per le tasse: tre in meno dell’anno scorso, ma quasi il doppio di 50 anni fa (1958: 53 giorni). Naturalmente si tratta di un dato medio: a seconda del domicilio e della fascia di reddito vi sono molte persone che dovranno lavorare ancora a lungo per onorare le ‘gabelle statali’: e non è che dopo il fatidico giorno comincino mesi di bagordi, visto che a quel punto s’inizia semplicemente a pagare affit­ti, assicurazioni, ipoteche, eccetera. Secondo il Dff l’aliquota fiscale (par­te di creazione di valore del paese as­sorbita
dal fisco e dalle assicurazioni sociali) è ammontata nel 2007 a 29,4%; nel 2008 – in base ai preventivi pubbli­ci – sarà del 28,5%. Nel 2000 era del 30%, nel 1990 del 26%.
Nel 2008 l’aliquota fiscale della Con­federazione ammonta al 10,2% del pro­dotto interno lordo, quella dei Cantoni al 7,1%, quella dei comuni a circa il 4,2% e quella delle assicurazioni socia­li obbligatorie al 7%.
La crescita dell’aliquota fiscale ne­gli anni Novanta è andata di pari pas­so con quella della spesa pubblica. Nel confronto internazionale, tra il 1990 e il 2000 le uscite degli enti pubblici in Svizzera sono aumentate in modo su­periore alla media: da allora anche la quota d’incidenza della spesa pubblica si è però stabilizzata, afferma il Dff. La Svizzera si trova nella zona centrale
della classifica dei Paesi Ocse. La tendenza si rispecchia anche nel­l’evoluzione del debito di Confedera­zione, cantoni e comuni. Dopo un leg­gero aumento dovuto alla recessione negli anni 2002 e 2003, nel 2006 questa quota si trovava per la prima volta dal 1995 sotto la soglia del 50%. Secondo le valutazioni del Dff essa è del 43,6 per cento. Poco più della metà del debito pubblico è imputabile alla Confedera­zione (23,8%) mentre i valori dei Can­toni e dei Comuni ammontano rispet­tivamente all’11,5 e all’8,2%.
Sempre più importanti sono la pre­videnza sociale e la sanità. Nel 1990, il 28% delle uscite è andato a favore di questi due settori, mentre nel 2006 la quota ha raggiunto il 35%. Per il Dff un risanamento durevole delle finanze non è ancora garantito, specialmente tenendo conto delle prossime sfide do­vute all’evoluzione demografica.

 
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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