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Berna – Nessuno in Svizzera dovrebbe guadagnare meno di 3’500 franchi
al mese o 20 franchi all’ora. E per chi ha una formazione
professionale il salario minimo va fissato a 4’ 500 franchi. È quanto
esige l’Unione sindacale svizzera (Uss), che ha lanciato una nuova
campagna per una retribuzione dignitosa.
« Chiunque lavori deve poter vivere del proprio salario »
ha detto il presidente dell’Uss Paul Rechsteiner in una conferenza
stampa, ieri a Berna. Dieci anni fa, lanciando la prima campagna a
favore dei salari minimi, il sindacato aveva proposto uno stipendio
minimo di 3’000 franchi. Questo limite va ora alzato e adattato al
rincaro, ha spiegato Rechsteiner.
In Svizzera i “ working
poors”, vale a dire le persone che lavorano ma non guadagnano abbastanza per vivere, sono circa 200’000. L’11% dei salari è
inferiore ai 3’500 franchi mensili. Le più colpite sono le donne che
rappresentano la maggioranza dei dipendenti dei settori
con bassi salari: una donna su cinque guadagna infatti meno di 3’500
franchi. La campagna dell’Uss intende quindi essere anche un
contributo all’uguaglianza salariale fra i sessi. Le lavoratrici meno
pagate svolgono professioni nel settore dei servizi personali, come le
estetiste e le parrucchiere: per il 64% lo stipendio non raggiunge i
3’500 franchi, anche se la maggioranza possiede una formazione
professionale.
La nuova campagna della centrale sindacale ha anche lo scopo di
valorizzare la formazione professionale fissando salari minimi di
almeno 4’ 500 franchi per chi ha svolto un apprendistato. E per gli
apprendisti la paga non dovrebbe essere inferiore ai 1’ 000 franchi,
ha detto il capo economista dell’Uss
Daniel Lampart. La formazione professionale è un valore essenziale
per l’economia svizzera, è quindi inaccettabile che in alcuni settori i
lavoratori che hanno svolto un tirocinio guadagnino solo poco di più
degli altri, afferma Lampart. Una formazione è un investimento per la
vita, e deve essere ricompensata dal punto di vista finanziario.
Per il personale a tempo parziale, spesso ancora pagato all’ora e con
condizioni di lavoro precarie, i sindacati chiedono una retribuzione
oraria minima di 20 franchi. L’Uss intende introdurre questi obiettivi
nei contratti di lavoro collettivi (Ccl). Nei settori senza Ccl, i
salari minimi saranno fissati in contratto-tipo grazie alle misure di
accompagnamento alla libera
circolazione delle persone, hanno spiegato i responsabili sindacali.
I datori di lavoro chiedono invece negoziati caso per caso. Bisogna
tenere in considerazione la situazione di ogni settore, ha commentato
il direttore dell’Unione svizzera degli imprenditori (Usi) Thomas
Daum, interrogato dall’Ats. A suo avviso, imporre una soglia minima
potrebbe avere conseguenze negative sui posti di lavoro. Alcune
imprese potrebbero essere obbligate a cancellare impieghi per problemi
finanziari. Anche l’Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam),
organizzazione mantello delle piccole e medie imprese, giudica le
proposte sindacali
« economicamente insensate e controproducenti»
.
ATS
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