Alimenti, il recupero ai privati
Quasi pronto un bando indirizzato a società specializzate
Nel Preventivo 2008 il Governo ha mantenuto la misura che sospende l’anticipo da parte del Cantone dopo 5 anni. Il DSS si appresta, nel frattempo, a pubblicare un concorso per potenziare i servizi di incasso degli arretrati
Quasi pronto un bando indirizzato a società specializzate
Nel Preventivo 2008 il Governo ha mantenuto la misura che sospende l’anticipo da parte del Cantone dopo 5 anni. Il DSS si appresta, nel frattempo, a pubblicare un concorso per potenziare i servizi di incasso degli arretrati
L’anticipo degli alimenti alle famiglie monoparentali doveva essere riesaminato nell’ambito del Preventivo 2008 (vedi CdT del 2 marzo). Poi, però, al momento di elaborare la manovra la questione non è stata affrontata. L’anticipo, versato dal Cantone al genitore affidatario qualora l’ex coniuge non provveda a pagare gli alimenti dei figli, è tuttora limitato nel tempo:si può beneficiarne per un periodo di 5 anni. L’importo massimo mensile è di 700 franchi.
Come ha evidenziato Roberto Sandrinelli, capo dell’ Ufficio del servizio sociale, per ora sono pendenti anche alcuni atti parlamentari che chiedono di riconsiderare il provvedimento, adottato dal 1 marzo 2005 per motivi di risparmio. Tra questi si ricordano due mozioni. La prima, avanzata in marzo da Moreno Colombo (PLRT), chiedeva di ripristinare l’anticipo alimenti e sollecitava un «potenziamento dei recuperi». La seconda, presentata in maggio dai leghisti Lorenzo Quadri e Attilio Bignasca chiedeva lo stralcio del provvedimento e il ripristino dell’anticipo alimenti a tempo indeterminato. Sandrinelli ha aggiunto che per quanto gli è dato sapere «nell’allestimento del Preventivo 2008 non si è necessariamente posta la mano sull’argomento». Dal canto suo, il direttore della Divisione dell’azione sociale Martino Rossi, premettendo che il Cosiglio di Stato non ha ancora fornito una risposta ufficiale, ha detto che «nell’ambito dell’elaborazione del Preventivo 2008 il Consiglio di Stato, per ora, si è attenuto alla normativa tuttora vigente, che dopo sessanta mesi blocca il versamento dell’anticipo». Ad ogni modo, ha poi spiegato, «essendo il Parlamento sovrano su mozioni da lui stesso presentate, esso ha sempre la possibilità di deliberare diversamente. Anche se il Governo dovesse opporsi, il Gran Consiglio, se lo desidera, può ribaltare la situazione». D’altronde, «l’abolizione della normativa sarebbe costata almeno 5 o 6 milioni. Per dirla non in politichese, con oltre 170 milioni di disavanzo, è chiaro che risultava difficile andare a proporre l’abolizione di questa normativa».
Nelfrattempoèstatafattaunavalutazione per sapere quante persone, dall’entrata in vigore del limite dei 5 anni, hanno avuto la conseguente necessità di fare capo ad altre misure di sostegno, fino ad arrivare all’assistenza. Tale valutazione, ha assicurato Rossi, è stata allestita; «Si tratta di uno studio statistico, ma le valutazioni politiche possono essere diverse ». Dei dati si avvarrà il Consiglio di Stato nell’elaborare la propria risposta alle interrogazioni e alle mozioni.
Quanto invece al recupero delle somme anticipate, ammonta all’incirca a tre milioni all’anno. La possibilità di recupero, ha rimarcato Rossi, dipende però anche dalle forze messe in campo. Al momento il recupero compete unicamente alla Divisione per l’azione sociale. «Per motivi burocratici non siamo ancora riusciti a conferire un incarico a una società specializzata esterna che desse una mano per una parte dei recuperi». Attualmente i funzionari lavorano principalmente sulle situazioni in cui l’ex coniuge è tuttora nell’obbligo di versare gli alimenti. «Vengono fatte verifiche approfondite e transitoriamente si anticipano gli alimenti. Sin da subito si cerca comunque di negoziare con l’interessato una partecipazione almeno parziale all’onere che sarebbe di sua competenza ».
Al momento, ha spiegato, le forze incamposonoperòtroppopoche per procedere anche alla riapertura degli archivi contenenti casi più o meno chiusi. «Nel frattempo la situazione economica degli interessati potrebbe essere cambiata. In genere, quando non si riesce a recuperare il montante anticipato, è perché il genitore dispone di un attestato di carenza beni. Col passare degli anni vengono inviati dei richiami». Oltre a questo per ora non si può fare. Da qui la possibilità, ha detto Rossi, di rivolgersi a società specializzate per riaprire i vecchi incarti. L’obiettivo è quello «di recuperare quello che è recuperabile, se la capacità finanziaria del debitore fosse migliorata».
La società che si occuperà di questi compiti verrà selezionata attraverso la pubblicazione di un bando di concorso. La Divisione per l’azione sociale lo sta mettendo a punto proprio in questi giorni e dovrebbe pubblicarlo entro fine mese. L’incarico dovrebbe poi essere deliberato entro dicembre, cosicché dal 2008 dovrebbe poter entrare in azione una forza supplementare.
SOSTEGNO
Qualora l’ex coniuge non provvedesse al versamento degli alimenti, il Cantone li anticiperebbe al genitore affidatario, ma per un periodo massimo di cinque anni. Se col passare del tempo la situazione finanziaria del debitore fosse migliorata, l’ Ufficio competente provvederebbe al recupero del montante.
Romina Lara
(Corriere del Ticino, 20.10.2007)


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