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Workikg poor (lavoratori poveri)

 Da: La Regione, 13.02.2008, pagina 5

 

La crescita non ha ridotto il tasso di povertà
Diminuiti leggermente invece dal 2000 i cosiddetti working poor


Neuchâtel – In Svizzera 380 mila per­sone fra i 20 e i 59 anni vivevano sotto la soglia della povertà nel 2006. Il tasso, pari al 9%, è praticamente rimasto in­variato rispetto al 2000. La percentuale di working poor – persone povere mal­grado abbiano un lavoro regolare – era del 4,5%. Stando ai dati resi noti ieri al­l’Ufficio federale di statistica (Ust).
La soglia statistica di povertà è di 2200 franchi per le persone sole, 3800 franchi per le famiglie monoparentali con 2 figli d’età inferiore ai 16 anni e 4650 franchi per coppie con due figli, una volta dedotti i contributi sociali e le imposte. È calcolata tenendo conto dell’affitto, dei premi malattia, delle
spese correnti per alimentazione, abbi­gliamento, costi della salute, ecc., più 100 franchi per componente della fami­glia di almeno 16 anni, precisa l’Ust. Nella classe di età 20-59 anni, una persona su undici vive con un reddito inferiore a queste cifre. Il tasso di po­vertà si era nettamente ridotto fra il 2000 e il 2002 grazie alla buona situazio­ne congiunturale, ma è tornato a salire dal 2003 al 2006. Quest’evoluzione è strettamente correlata alla disoccupa­zione che in quei tre anni è salita dall’1,7 al 3,9%. La percentuale di per­sone povere infatti segue la curva dei senza lavoro, anche se con un certo ri­tardo, precisa l’Ust. Il tasso di disoccupazione influisce invece meno sulla percentuale di working poor, ossia delle persone occu­pate conviventi in un’economia dome­stica che lavorano almeno 36 ore la set­timana. Nel 2006, la loro quota era del 4,5%, contro il 5% nel 2000. Questo lieve calo – afferma l’Ust – è dovuto almeno in parte all’evoluzione dei premi del­l’assicurazione malattia che nel 2005 erano cresciuti meno del solito.
I working poor rappresentano il 35% del totale dei poveri di 20-59 anni. Le ca­tegorie più colpite da questo fenomeno sono le famiglie monoparentali, le fa­miglie numerose, i genitori giovani in generale, i lavoratori non qualificati o
stranieri e gli indipendenti. Il settore alberghiero e della ristorazione e il la­voro per i privati sono i settori con più working poor. Fra coloro che hanno concluso solo la scolarità obbligatoria il tasso di working poor (11,4%) è due volte e mezza più elevato della media. In media, il reddito della popolazione indigente è del 21% inferiore alla soglia di povertà. Ciò significa che una perso­na povera che vive da sola dispone di un reddito di 460 franchi inferiore alla soglia di povertà; per una coppia con 2 figli la ‘differenza’ è di 980 franchi. Un quinto dei poveri ha un reddito poco in­feriore alla soglia di povertà, ma in molti casi il ‘gap’ è superiore. ATS




KEYSTONE
Un cittadino su dieci è povero
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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