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«Le Preture vanno dimezzate» - Proposta la creazione di cinque Tribunali distrettuali

Da: CdT 23.1.13 pag 1 e 11

«Le Preture vanno dimezzate»
In consultazione un progetto di riorganizzazione dell'apparato giudiziario Sedi di valle addio - Proposta la creazione di cinque Tribunali distrettuali


Riduzione delle Preture da dieci a cinque, con la creazione di Tribunali distrettuali a Bellin­zona, Biasca, Locarno, Lugano e Mendrisio (sarebbero trasferite nei centri le preture di Leventi­na, Blenio e Vallemaggia); taglio alle Giudicature di pace, con l'o­biettivo di portarle dalle attuali 38 a 16 e di una maggiore profes­sionalizzazione (ma senza pro­fessionismo) dei giudici; ristrut­turazione delle Sezioni del Tri­bunale d'Appello e unificazione fra Tribunale penale e Pretura penale; e non da ultimo, una ri­organizzazione interna del Mini­stero pubblico. Sono le principa­li proposte contenute del docu­mento «Giustizia 2018», allestito da un gruppo di studio del Di­partimento delle istituzioni e messo in consultazione negli scorsi giorni fra gli addetti ai la­vori (organi giudiziari, avvocati e associazioni dei Comuni). Si tratta di un primo rapporto in­termedio in vista di una riforma destinata a modificare in modo profondo l'assetto della giustizia. Una volta valutati i risultati, se­guirà una seconda fase di con­sultazioni, indirizzata a Comuni, partiti e altri gruppi d'interesse. Poi il Governo deciderà.
GALLI
e MARICONDA a pagina 11 


Istituzioni

La nuova faccia della giustizia
È stata messa in consultazione una revisione dell'organizzazione giudiziaria con orizzonte il 2018 Vengono proposti il dimezzamento delle Preture e una drastica riduzione delle Giudicature di pace


È stato battezzato «Giustizia 2018». Si tratta di un documento ancora a carat­tere intermedio elaborato dal Dipartimento istituzioni e posto in consulta­zione in questi giorni tra gli addetti ai lavori. Un centinaio di pagine che for­niscono una radiografia dell'attuale sistema giudiziario e nelle quali viene ipotizzata una serie di riforme destinate a modificarne in maniera radicale l'assetto. Si va dal dimezzamento delle Preture alla creazione a Lugano di un Palazzo del perseguimento penale che riunirà Ministero pubblico, Polizia giudiziaria e Magistratura dei minorenni. Senza dimenticare il passaggio da 38 a 16 dei circoli per le Giudicature di pace e l'unificazione di Pretura pena­le e Tribunale penale cantonale (sede unica a Bellinzona).


GIOVANNI GALLI
E GIOVANNI MARICONDA


Ecco, in sintesi, le proposte di riorga­nizzazione, in consultazione fino al 26 marzo.


Arrivano i Tribunali distrettuali
Si prospetta la trasformazione delle at­tuali dieci Preture in cinque Tribunali distrettuali con sedi a Bellinzona, Bia­sca (Blenio, Leventina e Riviera), Lo­carno (Locarno Campagna, Locarno Città e Vallemaggia), Lugano e Mendri­sio (Mendrisio-Nord e Mendrisio-Sud). Per compensare questo accorpamento, nell'ambito della prevista riorganizza­zione degli Uffici di esecuzione e falli­menti e degli Uffici di registro fondiario, il Gruppo di studio propone il trasferi­mento di alcuni compiti nelle valli, pre­feribilmente nelle attuali sedi pretorili. Oltre a questa riorganizzazione, ai tri­bunali distrettuali sarà attribuito il compito di trattare le pratiche in mate­ria di protezione del minore e dell'adul­to, che dal 1. gennaio di quest'anno so­no di competenza delle Autorità regio­nali di protezione. Si propone di toglie­re invece le competenze per le contro­versie in materia commerciale che ver­rebbero assegnate al Tribunale d'Ap­pello (con l'istituzione di una Camera di diritto commerciale).

Un taglio ai giudici locali

Attualmente in Ticino ci sono 38 Giudi­cature di pace, una per Circolo. Il grup­po di studio ipotizza di ridurle a 16, con una conseguente maggiore professio­nalizzazione, «ma senza perseguire un professionismo a tutti gli effetti». L'o­biettivo è di avere giudicature con una dimensione media di 20 mila cittadini (attualmente 9 mila). I confini giurisdi­zionali saranno trattati in una seconda fase. Nelle giudicature più grandi (Lu­gano, Locarno e Bellinzona) saranno necessari più giudici. È prevista anche una modifica del sistema di retribuzio­ne, con un'indennità fissa stabilita sul­la base del numero di abitanti nel com­prensorio, completata con una percen­tuale sulle tasse di giustizia, che in futu­ro verrebbero incassate dal Cantone. È ritenuto opportuno anche il manteni­mento dell'elezione popolare. Entrata in vigore 1. giugno 2019.

Nuova gerarchia in Procura

Un capitolo destinato a tener banco tra
gli addetti ai lavori è poi quello riguar­dante il Ministero pubblico. A comin­ciare dalle questioni logistiche. Come noto, attualmente la Procura ha sede a Palazzo di giustizia a Lugano e dispone di uffici distaccati nel Pretorio a Bellin­zona (dove operano quattro procurato­ri). Ebbene, «nell'ambito della riorga­nizzazione logistica della giustizia - evidenzia il documento - si prevede di unificare le sedi del Ministero pubblico di Lugano e di Bellinzona, in un nuovo stabile a Lugano denominato Palazzo del perseguimento penale». All'interno della medesima sede verrebbero inse­rite la polizia giudiziaria, la gendarme­ria (sedi di Lugano) e la magistratura dei minorenni.
La novità maggiore consiste poi in un nuovo riassetto gerarchico: «Per mi­gliorare l'efficienza del Ministero pub­blico, il Gruppo di studio ritiene neces­sario il rafforzamento della sua struttu­ra gerarchica. Il Procuratore Generale dovrebbe pertanto essere coinvolto meno nella gestione di casi “di routine”, quanto piuttosto di casi “strategici” o di particolare rilevanza, occupandosi principalmente del coordinamento delle inchieste e del buon funziona­mento dell'apparato del Ministero Pubblico». Si auspica inoltre la forma­lizzazione di due sezioni distinte (Reati contro la persona e Reati finanziari) sottoposte alla direzione di un «Procu­ratore Generale Sostituto», al quale sa­rebbero sottoposti due «Pubblici Mini­steri Capo». Questi ultimi, sarebbero chiamati in pratica a dirigere tre/quat­tro pubblici ministeri. Un'organizza­zione - si osserva - che permetterebbe «di introdurre un sistema di carriera».

Cantonale e non più d'Appello

Il Tribunale d'Appello cambierebbe denominazione e diventerebbe Tribu­nale cantonale. Il gruppo propone la creazione di una Sezione di diritto civi­le e penale e la contestuale riduzione del numero delle Camere di diritto civi­le da sei a tre, con l'aggiunta di una Ca­mera di diritto commerciale. Inoltre, dopo il già previsto scorporo del Tribu­nale penale, si ipotizza di riunificare quest'ultimo con la Pretura penale, «nell'ottica di un'ottimizzazione dell'ef­ficienza della giustizia». Il Tribunale sarebbe poi suddiviso in tre Camere: Assise criminali, Assise correzionali e reati minori (attuale Pretura penale).




IN DUE FASI Dopo una prima consultazione il documento sarà rielaborato e sottoposto a Comuni e partiti per un secondo giro di pareri. (FOTOGONNELLA)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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