Da: La regione, pag 13, 25.10.2008
Falsa invalida, la perizia lo conferma
‘Ferite autoinferte per mantenere la rendita': così le analisi dermatologiche ordinate dal Ministero pubblico
La perizia dermatologica esperita sulla donna serba residente
nel Locarnese, presunta falsa invalida, che per anni avrebbe truffato
l'Ai e la compagnia assicurativa Lloyd's UnderWriter di Londra, ha
confermato i sospetti della Magistratura. La donna, per far credere
alla persistenza di piaghe da soda caustica, si sarebbe autoinferta
delle ferite.
Meno netto, ma comunque pure piuttosto significativo, il responso di
una seconda perizia giudiziaria, di carattere ortopedico, ordinata
dal Ministero
pubblico. La conclusione di questa seconda perizia è che la simulazione
non può essere esclusa, ma per esserne certi sarebbe meglio indagare
anche a livello psichiatrico. È verosimile che il Ministero
pubblico, tramite la titolare dell'inchiesta, procuratrice pubblica
Fiorenza Bergomi,
decida di andare in questa direzione.
I fatti hanno origine nel ‘ 93 quando la donna, oggi 55enne, di
nazionalità serba, si ustiona alle braccia con della soda caustica
mentre è al lavoro in un albergo di Ascona. Vista la
gravità delle ferite riportate, alla donna venne riconosciuta dai
medici una rendita di invalidità pari all' 80 per cento. Rendita
coperta in buona parte dai Lloyd's di Londra, che però fecero
precauzionalmente pedinare la donna mentre essa si trovava in Serbia,
e raccolsero, anche tramite filmati, indicazioni tali da indurli a
credere che la perdurante invalidità fosse in realtà "sostenuta" da
simulazioni messe in atto ad arte. La donna conduceva insomma, in
Serbia, una vita normale, ma quando si trattava di recarsi in Ticino
per farsi visitare dai medici dell'Ai, riapparivano le antiche ferite.
Così, costituitasi parte civile e tutelata in Ticino dall'avvocato
Emanuele Verda, nel 2006 la compagnia assicurativa londinese decise di
far scattare una denuncia per truffa aggravata e tentata. Le cifre
relative alle due imputazioni orbitano oggi sul mezzo milione di
franchi, rispettivamente sui 900 mila franchi (per un assegno grandi
invalidi richiesto nel 2003). Ma la denuncia sfociò in prima istanza
in un non luogo a procedere da parte
del procuratore pubblico
Arturo Garzoni.
Non luogo che i Lloyd's hanno impugnato di fronte alla Camera dei
ricorsi penali, ottenendo la promozione dell'accusa di truffa e il
trasferimento del caso a un nuovo procuratore pubblico, Fiorenza
Bergomi appunto. Che nel luglio scorso aveva fatto incarcerare la
donna e suo marito al loro rientro in Svizzera dalla Serbia.
Mentre ad agosto veniva respinta dal Giar una prima istanza di libertà
provvisoria (anche per la sussistenza di un pericolo di fuga), il
Ministero
pubblico aveva incaricato due professori universitari di esperire
altrettante perizie: una dermatologica e l'altra ortopedica. I cui
risultati le parti hanno ora appunto potuto prendere visione.
Nel frattempo le indennità versate per la presunta invalidità sono
state interrotte e l'Ai si è costituita parte civile come in precedenza
avevano fatto i Lloyd's. Contro il blocco delle indennità i due
coniugi, tutelati dagli avvocati Carlo Steiger e Carlo Borradori,
avrebbero ricorso al Tram.
D.MAR.


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