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Una rapina o una bravata?
Un ragazzo, grande e forte, assieme un altro già maggiorenne che gli dà
manforte (o anzi, come è emerso più tardi, lo istiga), deruba un terzo
ragazzo, più piccolo. È capitato sul treno, tra Rivera e Giubisco,
una sera d'inizio estate 2007. Perché questa rapina? Per racimolare i
soldi che servono a entrare in discoteca. Il ragazzo comparso ieri
davanti alla Corte delle Assise correzionali di Lugano dapprima chiede
un franchetto alla vittima, che gli risponde che non ha soldi,
mostrandogli i suoi pochi spiccioli; l'allora diciannovenne gli ruba
il cappellino e se lo mette in testa, insiste per avere il borsellino,
alza la voce, gli molla due schiaffi e poi una testata.
L'altro, il 21enne, minaccia e intimorisce ulteriormente la vittima,
che a Giubiasco scende derubata, oltre che del cappellino, di 15
franchi e 10 euro. Malgrado le minacce (‘guai a te se vai in Polizia'),
la vittima denuncia l'accaduto e la sera stessa il giovane giudicato
ieri viene arrestato in una discoteca
a Castione.
Il Giudice
Mauro Ermani
l'ha riconosciuto colpevole di rapina e condannato a 14 mesi sospesi. A nulla sono valse le
«inconsistenti»
argomentazioni della difesa (
Alessia Angelinetta),
la quale ha chiesto che il reato venisse derubricato in furto semplice
di lieve entità e vie di fatto in base al principio di proporzionalità.
Subordinatamente il difensore ha fatto valere
diverse attenuanti, tra le quali il Giudice ha tenuto in
considerazione solo l'ultima, la prognosi, che, se non proprio
favorevole, l'ha tuttavia definita paragonabile a
«un lumino di speranza ».
Un lumino che è valsa al condannato la sospensione condizionale della pena per un periodo di 4 anni.
Sì, perché il giovane, accusato in aula dal procuratore pubblico
Andrea Maria Balerna,
sembra che si sia ravveduto, tuttavia solo negli ultimi mesi. Nel
2007, rilasciato in libertà provvisoria dopo 3 settimane di carcere,
ha infatti nuovamente commesso un reato. Ha rubato 450 franchi dalla
cassa di un esercizio pubblico; il giorno dopo, messo con le spalle al
muro, ha confessato e restituito il maltolto.
Nel 2008, nuova ‘bravata': sottrae nottetempo al padre l'auto, circola senza patente e la danneggia.
La serie di reati rivela nel ragazzo un certo
« smarrimento »
, come l'ha definito la sua patrocinatrice. Difficoltà della tarda
adolescenza che hanno origine nella prima infanzia. Il ragazzo, oggi
ventenne, è stato infatti adottato all'età di 10 anni e, malgrado
l'aiuto che il clima sereno della nuova famiglia ha saputo offrirgli,
ha incontrato ancora qualche difficoltà di crescita. Ma questa, da
parte della giustizia, è l'ultima indulgenza:
«Basta ancora una minima infrazione»
ha sentenziato il Giudice
«e i 14 mesi saranno da scontare
»
.
Una spada di Damocle, virtuale ma esemplare.
SPEL
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